[14] F. Papitto, Chirac e Dini ai ferri corti, in “la Repubblica”, 28 giugno 1995, p. 13. Esso è naturalmente un passaggio irrinunciabile per l’ingresso dell’Italia nell’Unione Monetaria Europea già a partire dal 1° gennaio 1999. Euroajan ensimmäinen EU-komission puheenjohtaja Romano Prodi … [28] F. Venturini, I rischi di autogol, in “Corriere della Sera”, 23 giugno 1996. See tähendab, et: neist saab otsida teavet äriühingute kohta, mis on registreeritud ELi riikides, Islandil, Liechtensteinis või Norras;; registrid saavad jagada omavahel teavet välisfiliaalide ja äriühingute piiriülese ühinemise kohta. L’Italia e l’integrazione europea dal 1947 a oggi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010, p. 380. Venturini dalle colonne del quotidiano di Via Solferino parla delle previsioni della Commissione come di un invito esplicito al governo italiano affinché si “cambi rotta” e si passi “alle riforme strutturali”, per rendere così “stabili e sostenibili negli anni futuri i fatidici parametri di Maastricht”. Ένας κωδικός πρόσβασης θα σταλθεί με e-mail σε εσάς. Per questo secondo punto Prodi parla della necessità di preparare in tempi brevi un Rapporto sul Processo di Convergenza dell’Economia Italiana e sulla sua Sostenibilità. Packaging recovery organisation Europe) – 1995 m. įkurta tarptautinė organizacija, atstovaujanti 31 nacionalinei už pakuočių atliekų surinkimą, naudojimą ir perdirbimą atsakingoms struktūroms, veikiančioms 27 Europos Sąjungos šalyse narėse, 2 šalyse kandidatėse, Norvegijoje, Islandijoje, Ukrainoje ir Kanadoje.Jos narys yra ir Lietuvoje veikianti … ELi äriregistrite ühendamine. Se letto in quest’ottica il richiamo sembra legato più ad un passato di “cattivi comportamenti”, che ad un presente virtuoso che dovrebbe essere confermato. Una volta ottenuto il via libera (Nigido presenta già una bozza), compito suo, di Draghi, Vattani e Saccomanni sarà quello di illustrarlo ai partners europei e alle principali istituzioni incaricate di monitorare i conti italiani (Commissione, IME e OCSE tra gli altri). Prodi può d’altronde contare su un sostegno ampiamente maggioritario nell’opinione pubblica italiana che, come testimoniano i dati di Eurobarometro, è la più europeista sul Vecchio continente: l’85% degli italiani dichiara di sostenere il processo d’integrazione europeo (i contrari sono l’8%, mentre la media europea è al 69%), mentre il 75% è favorevole all’appartenenza del proprio paese all’Ue (i contrari sono il 4% a fronte di una media europea al 48%)[18]. Gli ambienti europei si preoccupano per i suoi trascorsi gollisti e per la presenza nel suo entourage di personalità – a partire da Philippe Séguin[4] – che avevano guidato la campagna contro Maastricht nel 1992[5]. È interessante questa sorta di tentativo di “deresponsabilizzarsi” o comunque di sottolineare la rilevanza del cosiddetto “vincolo esterno”, in questo caso sollecitato dalla coppia Francia-Germania. Ma morire per Prodi?[40]. L’impegno italiano per il rispetto dei criteri di Maastricht trova eco immediata in Europa e un generale apprezzamento per il rigore di una misura che non intacca le basi dello stato sociale[33]. Uno dei suoi più alti capolavori fu la famosa Tassa per L Europa . Il primo ricordando di non cadere nelle provocazioni (anche tedesche) e marciare spediti per entrare nel primo gruppo e non commettere nuovamente l’errore commesso con Schengen. Ha tessuto con pazienza la sua tela, ha conquistato credito sui mercati internazionali”, cit. Sul piano interno il governo Prodi è determinato a utilizzare l’europeismo dell’opinione pubblica come leva di condizionamento politico di una coalizione composita ed eterogenea, all’interno della quale Rifondazione comunista, che ha conquistato un ragguardevole 8,6% alle elezioni, non nasconde il proprio scetticismo nei confronti del Trattato e avvia sin dalla primavera del 1996 un atteggiamento di “sostegno critico” al governo. Non a caso, con un certo ottimismo (ma anche consapevole dei rischi potenziali di Rifondazione Comunista negli equilibri interni alla sua maggioranza) il 4 luglio, in Consiglio dei ministri, dichiara chiusa con successo la fase del risanamento e pronta a decollare quella per il rilancio dell’occupazione e lo sviluppo industriale. Sono in particolare Ciampi e Napolitano ad intervenire sul punto. L’intervento di B. Andreatta, dal titolo emblematico Dobbiamo rispettare gli impegni, ora pubblicato sul numero speciale della rivista “Arel”, 2017, n. 1. Se questa è la dimensione pubblica, la Presidenza del Consiglio sta operando anche a “fari spenti”. [1] Il paragrafo 1 è stato redatto da Riccardo Brizzi, il paragrafo 2 da Michele Marchi. Ma non si fanno riferimenti a scadenze e si ricorda che anche Parigi non ha ancora agito a livello legislativo. I riformisti nella storia della Repubblica italiana, Marsilio, Venezia 2003, pp. Al di là della dimensione “strumentale” delle parole di Chirac (è chiaro da un lato che il presidente francese deve ritagliarsi un ruolo nella complessa gestione della nuova coabitazione ed è altresì chiaro che la leadership in crisi di Kohl apre, almeno potenzialmente, spazi maggiori al presidente francese, in carica dal 1995 e con ancora cinque anni di prospettiva sicura di fronte a sé), Prodi riesce a risolvere la confusa crisi di metà ottobre e il 16 ottobre il governo, dopo essere stato rinviato alle Camere da Scalfaro, blinda la fiducia. Altri quattro elementi devono essere considerati nel suo intervento. S. Romano, Prodi e Aznar a Valencia. [7] R. Petri, L’immagine dell’economia italiana nella stampa economica tedesca, in L’Italia repubblicana vista da fuori, a cura di S. Woolf, Il Mulino, Bologna, 2007, pp. Facendo sfoggio di moderato ottimismo, il ministro Ciampi può addirittura aprire l’anno, il 2 gennaio, parlando del 2,7% per l’anno appena concluso[67]. Quale deve essere nel concreto il ruolo del “gruppo dei Quattro”? Le conclusioni dell’ex ambasciatore sono ancora più caustiche: “Comunque vada questa maggioranza, così come si è configurata, non può portarci in Europa. Continuarea navigării implică acceptarea lor. L’Europa appare ancora in questo frangente come un veicolo di legittimazione politica e di consenso politico e elettorale. Anche questa evoluzione, una volta esauritasi la dimensione “propulsiva” rappresentata dalla “rincorsa europea”, contribuirà a rendere complicato il cammino dell’esecutivo guidato da Romano Prodi[73]. Navigation. [44] Tutto ciò è già stato ben documentato grazie agli appunti dell’incontro Prodi-Draghi del 26 aprile 1996, vedi nota 30. [52] “La Stampa” del 6 febbraio 1997 titola: Chirac: l’Italia con i primi nell’euro. Se la prima riunione dovrà svolgersi a livello di numeri uno, Prodi indica subito nello schema chi dovrà concretamente animare il “gruppo dei Quattro” (sulla falsariga di quello che nel secondo semestre del 1990 aveva gestito la presidenza di turno italiana dell’allora Cee): Roberto Nigido come coordinatore per Palazzo Chigi, Mario Draghi per il Tesoro, Umberto Vattani per gli Esteri e Fabrizio Saccomanni per la Banca d’Italia (con l’aggiunta poi anche di Vittorio Grilli, Silvio Fagiolo e Pierluigi Ciocca). Dall’altra però il gesto assume i contorni di una chiara valutazione politica: la rincorsa all’euro aveva rappresentato per più di un anno uno straordinario collante, in grado di unificare aspirazioni ed obiettivi. 7. Quello che si delinea come l’anno decisivo sembra iniziare positivamente per il governo Prodi. Secondo alcuni analisti finanziari, l'effetto di questa misura sarebbe stato neutralizzato dalla contestuale introduzione di altre imposte, come esempio di politica economica banale e poco elaborata, tesa a scaricare sui cittadini le colpe della politica, incapace di trovare una propria politica di risanamento, Il bilancio dello stato italiano doveva rientrare al di sotto del limite del 3% dato dal rapporto tra deficit e, Astuzia o virtù? Se l’“offensiva” deve garantire la conquista dell’obiettivo in primavera, le settimane dedicate alle festività di fine anno disegnano un quadro dell’immediato futuro a tinte rosee per il governo Prodi. Autorevoli editorialisti non nascondono i loro dubbi sulle effettive possibilità del governo Prodi di centrare l’obiettivo europeo. [66] APCM, R. Nigido a RP il 19 dicembre 1997. Macché, se l’Italia vuole entrare nell’Unione monetaria sappia che quel che conta sono i numeri!”[81]. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. [80] APCM, Karl Lamers a Romano Prodi, il 4 maggio 1998. Sul fronte europeo è Chirac a lanciare una vera e propria ancora di salvataggio nei confronti di Romano Prodi. Gli anni di Ciampi 1992-2006, Laterza, Roma-Bari 2013, pp. Il Documento di programmazione economica adottato in leggero ritardo a seguito di un contrasto nella maggioranza e nelle forze sociali che la sostengono viene presentato alla vigilia del Consiglio europeo di Firenze e pone l’obiettivo di riduzione del deficit al 4.5% nel 1997, rinviando l’obiettivo del 3% al 1998 anziché al 1997. Lo stesso Prodi è tornato di recente su questi temi con una lettera inviata al “Corriere della Sera” e poi ripresa anche da “Il Messaggero” L’Italia era pronta ad entrare nell’euro da subito, nessun tentativo di rinvio, 20 maggio 2010, come già ricordato ancora alla nota 30. [36] H. De Bresson, Les hésitations de Londres sur l’UEM inquiètent moins que le volontarisme de Rome, in ‟Le Monde”, 10 ottobre 1996. Nel rapporto economico annuale pubblicato il 12 dicembre 1994 dalla Commissione europea il giudizio sull’Italia è piuttosto severo: si critica in particolare l’abbandono della linea di risanamento delle finanze pubbliche adottata nei due anni precedenti. È in questo frangente che il governo decide di investire a fondo sull’Europa progettando una manovra finanziaria di sacrifici per entrare da subito nella moneta unica. Egli, dopo aver incassato l’approvazione del Parlamento alla manovra aggiuntiva, decide di  “tirare dritto”. Peraltro sei giorni dopo l’iter delle riforme della Commissione bicamerale sembra subire una svolta positiva con il voto bipartisan (Popolari, PDS, Forza Italia e AN) sull’ipotesi semipresidenziale. Se l’approccio può essere utile a fini di politica interna, bisogna altresì sottolineare che l’ipotesi di fare dell’ingresso nel gruppo di testa dell’area euro il cardine dell’azione di governo è centrale per Prodi dall’aprile del 1996, cioè sin dalla fase di formazione della compagine di governo[44]. A riguardo occorre quindi rivedere la tesi della cosiddetta “sponda spagnola” che Prodi avrebbe richiesto al primo ministro spagnolo Aznar a settembre 1996. Teatavate tsiviilvaidlustega seoses tuleb pöörduda erikohtute poole. Esiste solo un treno credibile per l’euro e questo partirà entro il 1997”. Find link is a tool written by Edward Betts.. searching for Tassa 311 found (354 total) alternate case: tassa Dudu Tassa (1,067 words) exact match in snippet view article find links to article David "Dudu" Tassa (Hebrew: דודו טסה‎; born February 10, 1977) is one of Israel's most prominent rock musicians, singer, songwriter, composer, and record Si sottolinea poi che le principali perplessità ancora nutrite, in particolare dal Ministero delle finanze tedesco e dalla Bundesbank, si concentreranno presumibilmente non tanto sui conti nell’immediato ma sulla “sostenibilità” del processo di risanamento italiano sul medio-lungo periodo. La previsione dell’ufficio statistico della Commissione europea entra nel dibattito politico italiano e sul banco degli imputati sono chiamati immediatamente il presidente del Consiglio e la sua maggioranza parlamentare, con il sostegno decisivo di Rifondazione Comunista. 187 ss. Ce l’abbiamo fatta! Sulle due sponde del Reno il contesto conosce peraltro una progressiva evoluzione. €€€€€ EUROSCHIAVI €€€€€ “ Italiani!!! 35-82. Il presidente del Consiglio punta a garantire la credibilità europea dell’impegno italiano con il varo di una “euro-tassa” ad hoc e una serie di vertici bilaterali (il 3 e 4 ottobre 1996 a Napoli con il presidente francese Chirac e una successiva visita a Bonn, per un incontro con Kohl) che creano in Europa un clima di progressiva fiducia attorno a Prodi e Ciampi, coronata dal rientro nello SME dopo quattro anni (novembre 1996) con la fissazione della parità con il marco a 990 lire. EUROPA, L'ULTIMO LEVIATANO. Secondo questa tesi, ripresa da importanti settori della stampa italiana, tra cui il “Corriere della Sera”[29], sarebbe stato il diniego ricevuto da Madrid a spingere il governo Prodi alla manovra di rigore definita nell’autunno 1996. Nel corso della campagna elettorale l’Ulivo fa dell’Europa il tema centrale della propria proposta politica: l’Ue rappresenta, agli occhi della coalizione di centro-sinistra e del suo leader Prodi un interesse nazionale primario. Find de bedste odds på EuPa - MuSa, der spilles d. 18 juni 2020. In realtà il bilaterale va piuttosto bene (Kohl afferma che i conti si faranno ad inizio 1998)[51] anche perché è preceduto dal sostegno francese (Chirac il 6 febbraio dichiara che Parigi vuole l’Italia nel primo gruppo)[52]. I malumori di sindacati e Rifondazione crescono e il partito di Bertinotti non tarda ad aprire la crisi politica. E aggiunge: “Sento parlare di crisi, non ci posso credere”[64]. Il leader di Rifondazione annuncia il “no” del suo partito alla finanziaria e Prodi ribatte che la stessa non sarà ritirata, né rivista. Nondimeno il nuovo presidente della Bundesbank si definisce un “Prussiano di Westfalia”, ha come obiettivo prioritario la stabilità dei conti e non lesina manifestazioni di una certa arroganza verso i popoli dell’Europa mediterranea, come gli italiani che ha definito in più occasioni come “più dotati per giocare a calcio che per ridurre il loro deficit di bilancio”[9]. S. Aloise, Rome met en place un «impôt pour l’Europe», in ‟Le Monde”, 29 settembre 1996. Al suo primo Consiglio europeo, Prodi percepisce una fiducia personale nei suoi confronti, ma nessuna praticabilità per l’ipotesi del rinvio o dell’ammorbidimento. Secondo alcuni analisti finanziari, l'effetto di questa misura sarebbe stato neutralizzato dalla contestuale introduzione di altre imposte[senza fonte]: Nonostante il raggiungimento dell'obiettivo prefissato,l'eurotassa è stata criticata[senza fonte]come esempio di politica economica banale e poco elaborata, tesa a scaricare sui cittadini le colpe della politica, incapace di trovare una propria politica di risanamento[non chiaro]. Slovenialaisen filosofijulkkis Slavoj Žižekin tuore teos osuu kotimaisessa pakolaiskeskustelussa hyvään rakoon. “Ho i dati del fabbisogno dello Stato. [35] J-M. Colombani, Le doute, in “Le Monde”, 4 ottobre 1996. Il tentativo è quello di non caratterizzare eccessivamente la linea d’azione dell’esecutivo nel senso del rigore, suscitando tuttavia le critiche del commissario europeo per il Mercato interno, Mario Monti, per uno sforzo di riordino dei conti ritenuto insufficiente[26]. [21] Per inflazione controllata si intende che essa non ecceda la media dei tre paesi più virtuosi di oltre l’1,5%. […] Cosa ha fatto Prodi per meritare questa credibilità? È in particolare il rapporto italo-tedesco ad essere in questione. U skladu s novom europskom regulativom, Akta.ba je nadogradio politiku privatnosti i korištenja kolačića.Daljnjim korištenjem naše web stranice, saglasni ste s korištenjem kolačića. Il premier rileva un notevole isolamento. Tale imposta consisteva in un'addizionale alle imposte sul reddito delle persone fisiche e si basava su cinque aliquote progressive (dallo 0% al 3,5%)[3] (su un reddito lordo di 30 milioni di lire, al netto delle eventuali detrazioni, era pari a 278 000 lire). Il decreto prevedeva la restituzione del 60% del prelievo nell'anno successivo, avvenuta a partire dalla fine del 1998 per effetto dell'articolo 1 del decreto-legge n. 378 del 2 novembre 1998[4]. Si passa poi a definirlo come un “tecnico prestato alla politica, […] che si è rivelato un fine navigatore politico, tanto fuori che dentro i confini del paese. E infine non si deve nemmeno dimenticare che lo stesso mese di febbraio si era aperto con la sostanziale chiusura di ogni ipotesi di riforma istituzionale, a seguito della rottura berlusconiana sull’ipotesi di legge elettorale a doppio turno (anche se formalmente la chiusura dell’esperienza della Bicamerale D’Alema-Berlusconi si ha nel giugno successivo). E su questo ho avuto il sostegno e l’apprezzamento di molti colleghi europei. Prodi punta il dito sul clima da campagna elettorale che sta vivendo la Germania (si voterà nel 1998) e sul fatto che la CDU/CSU fatica a raccogliere consenso sui temi dell’integrazione europea. [16] Il supplemento esce dal 1994 al 1997. È inoltre l’ammissione di essere fuori dalla moneta unica. Attività Sito; Borsa&Mercati; Chi siamo; … Italy, slightly larger than Arizona, is a long peninsula shaped like a boot, surrounded on the west by the Tyrrhenian Sea and on the east by the Adriatic. Lo considero un grave e pericoloso errore: comunque io voglio raggiungere uno scopo, e cioè l’entrata dell’Italia nella moneta unica, e per questo ho dovuto chiedere molti sacrifici al mio Paese. Sul tavolo in realtà vi sono questioni politiche di più ampia portata. Ma se fossimo tutti italiani, non so dove andremmo a finire”[70]. Tali vantaggi favoriranno una fase di crescita stabile e duratura che consentirà di aumentare la competitività e l’occupazione in Italia. Cristo si è fermato a Eboli e la rappresentazione cinematografica del mondo contadino meridionale, Patroni e protettori nel mondo del lavoro di fine Ottocento: rappresentare il genere attraverso un case study, Storia e letteratura nel mondo mediterraneo. In primo luogo lo scetticismo che permane in importanti ambienti europei, che continuano a vedere nell’Italia un paese poco affidabile: il timore è che l’impegno italiano per raggiungere la moneta unica costituisca in realtà uno sforzo momentaneo finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo, che non sarebbe però mantenuto nel tempo. Si parte dalla consapevolezza che i tempi oramai siano maturi e che tra marzo e maggio del 1998 la partita dell’euro sarà chiusa. Tel. La seconda opzione prevede di “anticipare il rientro al 31 dicembre 1997. yrityksen nimi, osoite, oikeudellinen asema ja muoto, kaupparekisterinumero, arvonlisäverotunniste ja yhteyshenkilön yhteystiedot … In particolare, se il cancelliere Kohl appare disponibile ad accettare sacrifici, in nome della solida tradizione europeista della propria famiglia politica (sin dai tempi di Adenauer e Hallstein) e dell’idea forte che la moneta unica costituisca un primo passo verso una maggiore integrazione politica, il panorama delle forze tedesche appare decisamente articolato. Kohl e soprattutto Chirac, che ricorda con poco favore le svalutazioni italiane tra il 1992 e il 1995, che “hanno fatto molto male a diversi paesi europei, e in particolare alla Francia”[27], sono decisi ad andare avanti nei tempi e nei modi concordati, senza variazioni sulla tabella di marcia, a costo di procedere senza l’Italia. È infine Berlino, sempre a detta di Dini, a favorire il clima di incertezza su quando e chi farà parte del primo gruppo: è un’incertezza che finisce soltanto per incentivare la finanza speculativa[60]. http://www.thefederalist.eu/site/index.php?option=com_content&view=article&id=1131:riflessioni-sulla-politica-europea&lang=it, http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/eb/eb45/chap1_en.pdf, Da Carlo Levi a Francesco Rosi. Prodi conferma che l’offensiva di inizio anno è concreta nei fatti e nonostante le turbolenze interne (in parte dovute alla questione albanese, con il via libera alla missione Alba solo ponendo la fiducia e grazie ai voti decisivi del Polo il 9 aprile, voto seguito da una verifica e da un ulteriore passaggio parlamentare con doppia fiducia al governo, con il sì anche di Rifondazione comunista)[53], il 27 marzo il governo vara la manovra aggiuntiva bis per 15.500 miliardi (con il via libera del Parlamento, ponendo la fiducia, che giunge ad inizio maggio 1997). E, in un intervento a Unomattina, si lascia andare a una previsione: "Credo che avremo delle elezioni europee difficili. Le rassicurazioni maggiori sono dedicate al fatto che la “maggioranza parlamentare ha già garantito” la condivisione e non a caso nella sua risposta Santer si auspica un “rapido via libera del Parlamento”[78]. Nell’immediato però giungono a Prodi i complimenti calorosi di Karl Lamers, il quale il 4 maggio scrive al presidente del Consiglio italiano per complimentarsi del traguardo raggiunto[80]. Parlando il 23 dicembre 1996 Romano Prodi fa un bilancio dei primi sei mesi di governo sul fronte dell’accelerazione per l’ingresso nel gruppo di testa dei Paesi della moneta unica[41]. 131-152. Scrive il Presidente del Consiglio: “Caro Presidente, le scrivo per portare alla sua attenzione ulteriori elementi di valutazione relativamente all’introduzione, in Italia, del Contributo per l’Europa. “Italia fuori dall’Europa di Kohl” aveva commentato “la Repubblica” l’indomani[12]. Ma anche i mercati credono in noi e nel nostro ingresso nella moneta unica”[69]. X. Acest site foloseşte cookies! L’impressione che l’ultimo trimestre dell’anno sia quello decisivo per le sorti dell’Italia nella “corsa all’euro” è subito confermata dalla rapidità e solidità mostrate dal governo Prodi nel licenziare la finanziaria 1998. Da un lato la concomitanza con il semestre di presidenza europeo dell’Italia e l’organizzazione del Consiglio europeo di Firenze del 21 e 22 giugno, dall’altro la formazione della squadra di governo realizzata da Prodi è fortemente caratterizzata in senso europeista, con l’inserimento di personalità sensibili al processo di integrazione, e in particolare alla sua declinazione economica, come Dini agli Esteri, a garanzia di continuità con l’esecutivo precedente, Carlo Azeglio Ciampi, che gode di grande stima internazionale (in particolare in ambienti tedeschi) come garante in qualità di “superministro” dell’Economia[23] e, infine, Giorgio Napolitano all’Interno [24]. Pochi giorni prima dell’importante consiglio europeo riceve un memorandum dal suo ministro degli Affari esteri Lamberto Dini, nel quale quest’ultimo in maniera nemmeno troppo velata gli suggerisce di sfruttare la recente vittoria elettorale di Jospin, per creare un asse con Parigi nella direzione di una lettura meno monetaristica del Trattato di Maastricht. […] Volevo farle presente queste mie valutazioni, per sottolineare ancora una volta che l’Italia farà ogni sforzo per essere puntuale all’appuntamento dell’UEM già dal primo gennaio 1999[32]. [5] Sul posizionamento, le divisioni e ricomposizioni dei gollisti di fronte al trattato di Maastricht si veda: J. Pozzi, Le RPR face au traité de Maastricht: divisions, recompositions et réminiscences autour de la dialectique souverainiste, in “Histoire@Politique”, 24, 2014, pp. Se l’intesa con Kohl si sta consolidando, non altrettanto si può affermare della fiducia diffusa presso la pubblica opinione tedesca nei riguardi della credibilità economica del nostro Paese. 490-498. Altro punto determinante è poi l’insistenza sulla dimensione di prospettiva, a proposito della quale si sottolinea come non dovrà più essere la “riduzione del disavanzo” a guidare l’operato del governo, bensì quella “del rapporto debito/pil, della spesa e della riduzione della pressione fiscale”. [73] Vedi interessanti considerazioni in G. Bianco, La parabola dell’Ulivo 1994-2000, Rubbettino, Soveria Mannelli 2012, pp. Se da un punto di vista generale il sistema mostra evidenti segnali di difficoltà nello strutturarsi in base alle caratteristiche di un moderno bipolarismo di impronta europea, fondato sulla competizione tra liberal-conservatorismo e socialdemocrazia riformista, nello specifico sembrano evidenziarsi le differenze presenti all’interno dello schieramento uscito vincitore nella primavera del 1996. [40] A. Padellaro e C. Tito, Ma questo Prodi ci sa fare?, in “L’Espresso”, 10 ottobre 1996. E per cambiare rotta occorre guardare al carattere eterogeneo della maggioranza che sostiene l’esecutivo. Per semplificare, si può affermare che Prodi riesca a trovare il “bandolo della matassa” grazie alla sponda francese. Raportin mukaan epäillyt väärinkäytökset koskevat miljoonia euroja. Come suggerito dal consigliere diplomatico R. Nigido, il 22 gennaio 1997 Prodi scrive al presidente della Commissione Santer e a tutti i capi di Stato e di governo dell’UE una lunga e dettagliata missiva nella quale spiega con dovizia di particolari la legge finanziaria approvata sul finire del 1996. [27] Archivio Romano Prodi, Lettera di Jean-David Levitte a Roberto Nigido, il 1° ottobre 1996. Il mondo politico francese di fronte ai temi dell’aborto e della scuola privata, in I. Biagioli-A. Come mai Prodi si è fatto cogliere di sorpresa dalle calibrate insolenze di Aznar? Quando lo rivedo per la prima volta nel nuovo anno, mi abbraccia (dopo essersi scherzosamente inchinato)”, in U. Gentiloni Silveri, Contro scettici e disfattisti, cit., p. 96. L’Italia potrà quindi beneficiare di una maggiore stabilità economica e attestarsi su di un livello di tassi di interesse sul debito pubblico in linea con quello dei paesi europei più virtuosi”. E’ di conseguenza un Prodi sereno quello che il 7 marzo scrive a Santer per ringraziarlo del sostegno che nei mesi ha voluto concedere all’Italia (egli insiste molto in questa missiva che il vero attore è l’Italia e il suo governo è stato soltanto un “facilitatore” di un movimento di popolo) e nell’annunciargli che ora “la casa è stata messa in ordine”. riuscì a inventarsi persino una tassa per entrare in Europa, promettendo alle gente: " Con l'euro lavoreremo un giorno di meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno di più! " È l’idea stessa di Ulivo, concepita da Prodi come anticamera per la nascita di un futuro “Partito Democratico”, che in maniera sempre più evidente si contrappone a quella D’Alema-Marini, i quali considerano l’Ulivo stesso come coalizione di partiti, fondata sul dualismo PDS-PPI. Il testo delle due lettere inviate da Prodi a Kohl e Chirac, all’indomani dell’incontro avuto dal cancelliere tedesco con il presidente francese a Bonn (1 settembre 1996), nel quale avevano ribadito l’impegno comune per l’avvicinamento alla moneta unica, sembra confermare questa tesi: Mi sembra di poter affermare che l’approccio da voi previsto sia per parte nostra non solo pienamente condivisibile, ma che esso rappresenti anche lo scenario più indicato per raggiungere il fondamentale obiettivo dell’UEM […]. […] Tutto viene finalizzato alla finanziaria del 1997”. Come accadde che l'Italia fu ammessa all'Unione monetaria, imposte sul reddito delle persone fisiche, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Contributo_straordinario_per_l%27Europa&oldid=113663576, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, l'imposta addizionale Irpef introdotta con effetto 1º gennaio, un'ulteriore imposta addizionale introdotta con effetto 1º gennaio. 1 Kas pöörduda tuleks tavalisse tsiviilkohtusse või erikohtusse (nt töövaidluskohtusse)?. Con la denominazione "Contributo straordinario per l'Europa", meglio conosciuta come "eurotassa", viene indicata un'imposta approvata dal Governo Prodi I il 30 dicembre 1996 con un decreto di fine anno che implicava una manovra tributaria di 4 300 miliardi di lire[1], necessari per ridurre il disavanzo dello Stato dello 0,6% per consentire il rispetto dei parametri di Maastricht[2] ai conti pubblici italiani, permettendo conseguentemente l'ingresso dell'Italia nell'area euro. Ed è proprio su questo punto che Prodi insiste, scrivendo a Santer in vista del Consiglio europeo di Amsterdam, ribadendo gli sforzi italiani, il rispetto che questi meritano e la necessità di date e tempi certi[61].