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GIUSTIZIA/ ITALIANO DA DUE ANNI IN CARCERE IN USA: SONO INNOCENTE

La compagna: si muovano autorità diplomatiche

04-03-2006 12:04

Roma, 4 mar. (Apcom) - Il 20 dicembre scorso è stato riconosciuto colpevole per tutti i capi d'imputazione. Il 7 aprile prossimo il giudice deciderà se annullare il verdetto oppure se comminare e definire la pena. Ma lui, Carlo Parlanti, 40 anni, manager di successo, si professa innocente: "Non ho mai usato violenza - dice tramite il suo avvocato romano Gianluca Arrighi - nei confronti di nessuno". Parlanti è accusato di aver violentato e sequestrato una donna americana, tale Rebecca W.. I fatti risalgono al 29 giugno del 2002. Secondo quanto denunciato dalla donna, il 18 luglio, l'uomo dopo aver bevuto del vino l'ha picchiata e violentata. Le sopraffazioni - sempre secondo la signora Rebecca - sarebbero andate avanti per giorni.

La giuria del tribunale della Contea di Ventura, Los Angeles, ha riconosciute valide le accuse. "Ma sono molte - spiega il legale - le incongruenze". La denuncia di Rebecca è stata presentata giorni dopo il fatto ad uno sceriffo il quale nel verbale riporta che sulla signora non è visibile alcun segno di violenza. Altro fatto strano - per chi sostiene l'innocenza di Parlanti - è il fatto che l'uomo lasciati gli Stati Uniti e tornato in Italia non ha saputo nulla del procedimento a suo carico fino a quando ha varcato la frontiera, per un viaggio di lavoro a Dusserdolf, nel 2004. In quell'occasione fu tratto in arresto non appena arrivò all'aeroporto e fu in breve tempo estradato negli Usa. "Siamo sicuri che il provvedimento di estradizione - spiegano dal Comitato in favore di Parlanti - non era stata richiesto all'Italia ma a tutti gli altri Paesi della Ue e comunque nessuno ha informato negli oltre 24 mesi passati dalla presunta violenza all'arresto l'eventuale colpevole".

L'8 febbraio scorso il parlamentare europeo dei Ds Gianni Pittella aveva presentato un'interrogazione per cercare di intervenire sulla vicenda. In ogni caso Parlanti è da oltre due anni nel carcere di Ventura e da quasi sette mesi si è ammalato di tubercolosi ed ha perso oltre 20 chili dal suo peso forma. Katia Anedda, compagna del manager da oltre 15 anni, spiega: "Le autorità diplomatiche italiane non ci stanno aiutando perché dicono che Carlo ha rifiutato il patteggiamento. Ma una persona non può accusarsi di una cosa che non ha commesso". Con il patteggiamento, alla luce del periodo di pena scontato, in pochi mesi Parlanti sarebbe potuto tornare in Italia. "Lo stesso console è venuto in udienza - continua la signora Anedda - e ha detto che erano accuse assurde quelle mosse a Carlo. Malgrado questo lui rischia adesso molti anni di carcere". Per difendersi Parlanti ha speso oltre 150mila euro. "Abbiamo pagato un avvocato in Germania - dice la signora Anedda - e due avvocati in America. Tutti dicono che è impossibile che un Paese democratico come gli Usa possa commettere tante e tali ingiustizie nei confronti di una persona eppure non si riesce a dimostrare in modo netto l'innocenza di Carlo". (Segue)

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a cura di RossoAlice