Tutti i dati degli antichi testi greci e latini sottostavano a un unico sistema unificato di contare le ore del giorno dall'alba al tramonto" e inoltre "la sola indicazione temporale che appare in tutti e quattro i resoconti evangelici della crocifissione è la sesta ora (mezzogiorno). Il periodo tra queste date e il capodanno successivo può essere stato incluso nel computo come il primo dei quindici anni (sistema dell'anno di non accessione), oppure il computo può essere stato fatto a partire dal capodanno successivo (sistema dell'anno di accessione). Diverse le ipotesi riguardo al proprietario della casa, senza dubbio un simpatizzante di Gesù. Il riferimento è, in particolare, al rito del Sacrificio Espiatorio (Lev. Mentre la cena continuava, Gesù, improvvisamente, prese del pane e, dopo aver pronunziato la preghiera di benedizione, lo spezzò e dandolo ai discepoli disse: "Prendete e mangiate[22]. Assumendo pertanto come validi il dato circa l'inizio del ministero desumibile da Lc3,1 e Gv2,20 (28 d.C.), assumendo il dato delle tre Pasque accennate da Giovanni, assumendo che non sia stata tralasciata nessuna Pasqua, si può ipotizzare una datazione per la morte di Gesù alla vigilia della pasqua (14 Nisan) del 30 d.C., corrispondente (probabilmente, vedi dopo) al 7 aprile del 30 d.C. Bisogna notare che la seconda Pasqua non compare esplicitamente nei vangeli a differenza dell'ultima: Giovanni infatti scrive solamente che era 'vicina'. [38] Il Vangelo secondo Giovanni dedica all'episodio dell'Ultima cena i capitoli dal 13 al 17[39] e presenta, come in vari altri punti dello stesso vangelo, quelle che gli storici definiscono "cuciture letterarie", ovvero delle incongruenze dovute allo stratificarsi di più fonti ed autori nella stesura del testo; il Vangelo secondo Giovanni fu l'ultimo dei vangeli canonici a essere composto, verso il 90-95 d.C. in greco, al di fuori della Palestina. Il fatto che i quattro vangeli siano concordi nel condensare tutti gli eventi della passione nell'arco di poco più di mezza giornata (dall'arresto nella sera alla morte nel pomeriggio seguente) sarebbe dovuto a una semplificazione per motivi catechistici.[29]. Adottando questa "cronologia lunga" svaniscono le incongruenze segnalate sopra, in particolare circa le norme dei processi capitali. Tutti e quattro i vangeli sono concordi che il giorno della settimana della crocifissione di Gesù è stato un venerdì. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 2 gen 2021 alle 15:06. Su un piano storico, dovremmo riconoscere che le 9 di mattina di Marco per la crocifissione sono molto meno probabili del fatto che Gesù fosse stato crocifisso nel primo pomeriggio. Gesù occupava dunque il posto centrale al vertice del semicerchio e, a quanto dicono i vangeli, erano Pietro, Giovanni e Giuda Iscariota i commensali più vicini a lui. Secondo i vangeli la morte di Gesù viene collocata durante il sommo sacerdozio di Caifa, che era diretto[non chiaro] dal suocero ex sommo sacerdote Anna. A complicare la questione, nel medioriente dell'epoca erano adottati diversi calendari che avevano differenti capodanni: giuliano, 1º gennaio; siromacedone, 1º ottobre; egiziano, 29 agosto; giudaico, 1 nisan = marzo-aprile. Inoltre gli evangelisti non indicano l'anno. Ad esempio, durante l'Ultima cena, i discepoli Pietro e Tommaso chiedono a Gesù dove sarebbe andato[40], eppure poco dopo - sempre durante la cena - lo stesso Gesù li rimprovera di non averglielo domandato[41]. I discepoli, entrati in confusione, chiesero al maestro chi di loro fosse il traditore e per ultimo Giovanni, su consiglio di Pietro, avvicinatosi a lui, gli chiese di mostrarglielo. Lo storico e teologo cristiano Rudolf Bultmann ritiene non storici molti elementi presenti nella descrizione dell'ultima cena data dagli evangelisti, come l'invio dei discepoli per trovare il luogo della cena che viene poi loro mostrato da un uomo secondo un ricorrente motivo mitologico in cui "qualche creatura (spesso un animale) precede il viaggiatore e mostra lui la strada"[36], oppure l'istituzione dell'eucaristia, da ritenersi probabilmente di successiva derivazione ellenistica; anche la presenza di un vassoio comune in tavola, invece che singoli piatti[37], è considerata da Bultmann un elemento non coerente con una cena di Pasqua ebraica ed egli ritiene che la descrizione data da Giovanni - che non considera questa una cena pasquale e che non menziona l'istituzione dell'eucaristia - faccia probabilmente riferimento a tradizioni più antiche rispetto ai sinottici. [Nota 5] Alla cena segue l'arresto e l'inizio del processo che continua la mattina seguente (Gv18,28) e che termina con la morte in croce. 401) parla di quindicesimo anno (23-22 a.C.). Su questa data converge l'opinione dei principali studiosi cristiani. Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. Considerando la natura umana di Gesù (egli è un Ebreo dotto nella Palestina romana) e il contesto specifico (la cena di Pesach per gli Ebrei del tempo), è ragionevole cercare la base interpretativa di questo gesto, nelle norme ebraiche definite nella Tanakh, in particolare nella Torah (dall'Ebraico "legge", l'equivalente del Pentateuco della Bibbia cristiana) il terzo libro Vaiyikra (il Libro del Levitico della Bibbia cristiana), che stabilisce le norme ed i rituali per i diversi tipi di sacrificio che gli Ebrei del tempo erano chiamati a compiere. Tale studioso ritiene altresì che "probabilmente l'argomento più persuasivo per quelli che accettano la datazione di Giovanni sulla crocifissione è che le molte attività descritte di giovedì/venerdì non potevano essere svolte in un giorno festivo" e osserva che "la relazione cronologica tra la morte di Gesù e la data di queste feste è complicata dal fatto che evidentemente c'è una contraddizione tra i Sinottici e Giovanni [...] il pasto pasquale per il Sinottici fu di giovedì sera e Gesù morì il giorno dopo di questo; per Giovanni fu di venerdì sera e Gesù morì il giorno prima di questo" e "nessuno dei quattro vangeli canonici è puramente storico; tutti preservano tradizioni più antiche trasformate da riflessioni teologiche e impostate per intenti missionari o pastorali". Tra le possibili date proposte dai biblisti le più citate sono, il 7 aprile 30, il 27 aprile 31, o il 3 aprile 33[Nota 1]; in particolare, .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}se si accettano le indicazioni di Giovanni, tra queste sembra doversi scegliere la terza. Secondo l'ipotesi la cena sarebbe stata priva dell'agnello pasquale, che veniva immolato nel tempio il giorno prima della Pasqua ufficiale (quell'anno, di venerdì), in quanto non era possibile mangiare carne né tantomeno uccidere animali all'interno del quartiere esseno. Il Santuario ha ospitato per diversi secoli un convento dei Frati Minori della Custodia di Terra Santa. Ratzinger sottolinea inoltre che nel racconto vero e proprio dell'ultima cena nei sinottici non si descrive un rito pasquale, cosa che non c'è neanche nel racconto di Giovanni; questo fa pensare che non si sia trattato di una cena pasquale vera e propria, ma di una cena conviviale di commiato di Gesù dai suoi discepoli[30]. 380), la costruzione del tempio di Gerusalemme fu iniziata da Erode il Grande nel diciottesimo anno del suo regno (20-19 a.C.), ma altrove lo stesso Giuseppe (Guerra giudaica 1,21,1 par. Gesù, secondo il Vangelo di Giovanni, intinse dunque un boccone di pane e lo porse a Giuda Iscariota dicendo: «Quello che devi fare, fallo presto»[8]; nessuno dei commensali comprese però il significato di tale gesto e Giuda ebbe dunque la possibilità di alzarsi e di andare via. I vangeli di Marco[9] e di Matteo[10], diversamente da quello di Giovanni[11], riportano invece che Giuda Iscariota fu identificato come il traditore perché intinse contemporaneamente a Gesù la mano nel piatto e - in merito al momento di tale identificazione - sempre secondo Marco[12] e Matteo[13] questa avvenne prima che Gesù istituisse l'eucaristia, a differenza di Luca[14] che la pone successivamente a questa istituzione. Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy. La cena pasquale degli Esseni, tenuta come per l'ebraismo ufficiale la sera precedente, era dunque sempre di martedì sera. In settimana, nella festa della Madonna di Lourdes, celebreremo la giornata del malato. Gesù mandò due discepoli (Luca specifica Pietro e Giovanni[2]) in città dicendo loro che avrebbero incontrato lungo la via un uomo con una brocca d'acqua, diretto verso la casa del suo padrone. Nuovo libro di Padre Ariel S. Levi di Gualdo – «Pio XII e la Shoah: essere grati a chi ti ha salvato la vita è una umiliazione che alcuni non reggono» Dal Fascismo che ieri temeva la Chiesa e Pio XI, ai giovani politici che oggi ci ridono dietro. 117-119, 134, 619, «Simon Pietro gli dice: "Signore, dove vai?". È corretta sia l'identificazione sinottica ultima cena - rito ebraico sia la notizia giovannea della morte alla vigilia di Pasqua. (, «"Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? È possibile che la "festa dei Giudei" citata in Gv5,1 fosse la festa giudaica per eccellenza, la Pasqua, e in questo caso si aggiungerebbe un altro anno. L'ipotesi di una durata pluriennale può essere confermata dal numero elevato di regioni e località menzionate nei vangeli durante il ministero di Gesù: è improbabile che tutto si sia svolto in un solo anno. In entrambi i casi la festa di 5,1 sarebbe la Pasqua di 6,4.[9]. [40] L'ipotesi del 31 o del 33 implica che Giovanni abbia tralasciato di riportare l'accenno relativo a un'altra o ad altre tre pasque. [15][16][17] Il Vangelo secondo Giovanni, si discosta dai vangeli sinottici anche in merito a quando Satana sarebbe entrato in Giuda Iscariota: Giovanni[18] riporta, infatti, che Satana entrò in Giuda proprio durante l'Ultima cena, appena quest'ultimo prese il boccone che Gesù gli aveva offerto, mentre invece, secondo il Vangelo di Luca[19], Satana sarebbe entrato in Giuda già qualche giorno prima dell'Ultima cena.[20][21]. L'ipotesi della cena essena ha il pregio di conciliare i racconti di sinottici e Giovanni e garantisce un più ampio periodo di tempo per le audizioni e processi. Questi, mentre gli apostoli continuavano la cena, rivelò che uno di loro l'avrebbe presto tradito. è quella della morte di Gesù, da, Non sussiste alcuna incongruenza tra i vangeli sinottici e il testo giovanneo, in quanto la. - ≻ ≺ Lettera per i membri di Gesù all'umanità: ... sapete cosa dovete fare. [27], Esistono alcune importanti discrepanze tra le narrazioni dell'Ultima cena di Gesù dei quattro vangeli, in particolare tra la narrazione del Vangelo secondo Marco (sulla quale si basano quelle di Matteo e di Luca) e quella del Vangelo secondo Giovanni. Data la complessità degli eventi (cena, arresto, processo al sinedrio, processo da Pilato, invio da Erode Antipa, episodio di Barabba, maltrattamenti vari, flagellazione, viaggio al calvario, crocifissione) alcuni pensano che è improbabile che tutto si sia svolto così in fretta. Raccontano l'ultima cena di Gesù i quattro vangeli contenuti nel Nuovo Testamento: . Pubblichiamo di seguito il testo integrale. Gli esegeti curatori del "Nuovo Grande Commentario Biblico" ritengono che i "tentativi di armonizzare le due tradizioni, sostenendo che la versione giovannea seguiva un calendario esseno, secondo il quale la Pasqua iniziava al martedì sera e che il processo a Gesù era durato più di due giorni, non hanno nessuna conferma nella narrazione" e sottolineano come invece l'ipotesi più verosimile sia che le fonti della comunità giovannea differissero da quelle dei sinottici, riportando che "Gesù era stato crocifisso il venerdì 14 di Nisan, il giorno prima della Pasqua".[32]. Il computo degli anni del regno di Tiberio può essere stato fatto a partire dalla sua associazione al potere (nel 13), o dalla morte del predecessore Augusto (19 agosto 14), o dalla sua effettiva nomina imperiale da parte del senato (17 settembre 14). (...) Soltanto i maschi delle famiglie dei sacerdoti ne potranno mangiare; è cosa santissima.". La data di morte di Gesù non è determinabile con precisione, in quanto le indicazioni presenti nei documenti a disposizione, a partire dai Vangeli, non sono sufficienti.. Marco, 14, 22). Lo stesso Bultmann evidenzia, inoltre, il carattere leggendario della rivelazione del traditore da parte di Gesù durante tale cena, dopo le preoccupate richieste dei discepoli, sottolineando anche come stranamente nessuno dei presenti reagisca a queste sue parole. Di parere contrario Meier, p. 364, per il quale l'accostamento non è corretto, sebbene concordi sul fatto che Gesù avesse "circa trent'anni". Gli anni embolismici erano all'incirca ogni tre anni, e la durata del II Adar (29 o 30 giorni) andava determinata di volta in volta. Testimoniato dal Libro dei Giubilei e da alcuni testi ritrovati a Qumran, questo calendario si differenziava dal calendario ebraico ufficiale ed era solare: l'anno era composto da 364 giorni, 52 settimane, e il giorno settimanale corrispondeva sempre a quello mensile. L'adozione del calendario siromacedone, meno probabile dati gli intenti storiografici di Luca, porta comunque a un periodo quasi equivalente, 1º ottobre 27 - 30 settembre 28.[8]. Gli storici fanno risalire le tradizioni dell'Ultima cena al Gesù storico; importante in questo contesto è la testimonianza di Paolo di Tarso, che nella Prima lettera ai Corinzi afferma che la tradizione che ha ricevuto proviene direttamente «ἀπό τοῦ κυρίου», "dal Signore", intendendo il Gesù uomo. Il nostro Salvatore nell'ultima cena, la notte in cui fu tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo corpo e del suo sangue, onde perpetuare nei secoli fino al suo ritorno il sacrificio della croce, e per affidare così alla sua diletta sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e della sua resurrezione: sacramento di … È seguita dall'affermazione di Pietro di voler morire con Gesù"[35] e anche "alcuni studiosi, che accettano la storicità del rinnegamento, ritengono la predizione come formulata dopo l'evento (vaticinium ex eventu) per dare a Gesù lo status di profeta". non è chiaro perché Gesù avrebbe dovuto seguire un calendario diverso da quello ufficiale; si creerebbe un vuoto temporale nella narrazione degli evangelisti, di solito molto precisi nel fornire i dettagli (ad esempio: dove avrebbe trascorso Gesù le notti del mercoledì e del giovedì? Tale teologo aggiunge: "non si può armonizzare dichiarando che Marco rappresenta il modo Romano di contare le ore mentre Giovanni rappresenta quello Greco. 2, Anchor Yale Bible, 2010, p. 1398. Il teologo e sacerdote cattolico Raymond Brown[33] evidenzia, inoltre, come anche in merito alla predizione di Gesù del rinnegamento di Pietro durante l'Ultima Cena gli evangelisti non concordino: secondo "Luca e Giovanni la predizione ha luogo durante l'ultima cena ed è preceduta dalla dichiarazione di Pietro che gli vuole morire con Gesù"[34], mentre invece per "Marco/Matteo questa ha luogo sulla strada verso il Getsemani in risposta di Gesù al verso Mc14,29; Mt26,33 e Pietro protesta che in eccezione egli non sarebbe stato scandalizzato. Di fronte alla incongruenza cronologica sinottici/Giovanni sono pertanto ipotizzabili 4 casi: Per risolvere la contraddizione sono state proposte diverse altre ipotesi. I. Tutta la vita di Cristo è mistero (514-521) I tratti comuni dei misteri di Gesù – La nostra comunione ai misteri di Gesù II. Per i fautori della storicità dei Vangeli ciò invece è possibile, dato che le distanze da percorrere non erano grandi: il cenacolo era poco distante dalla casa di Caifa, che a sua volta era abbastanza vicina al Tempio; il Pretorio dove stava Pilato era proprio a fianco del Tempio e il palazzo di Erode Antipa distava solo cento passi dal Pretorio. È possibile restringere l'intervallo 26-36 sulla base delle informazioni evangeliche relative al ministero di Gesù. Analisi storica dei racconti dell'Ultima Cena, Il Santo Cenacolo e le reliquie dell'Ultima Cena. Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. Fu oggetto di dibattito anche la ricerca delle origini di tale rito eucaristico, essendo infatti da alcuni creduto tale racconto come un'interpolazione successiva, inserita su influenza di Paolo. In base a queste variabili, è virtualmente possibile collocare il quindicesimo anno citato da Luca tra il 26 e il 29. Per i tre sinottici il giorno settimanale della morte era il venerdì: Come per i tre sinottici, anche per Giovanni il giorno settimanale della morte (Gv19,31) e della deposizione (Gv19,42) era la parasceve, cioè preparazione al sabato, cioè venerdì. Considerando che è improbabile che la Sindone (o un'immagine copiata da essa) abbia raggiunto Dura-Europos in solo pochi mesi dalla morte di Gesù, si deve ritenere che quest'ultima sia avvenuta prima del 31; l'unica data possibile, in base alle considerazioni calendariali sopra esposte, sarebbe dunque quella del 7 aprile 30. 1, Anchor Yale Bible, 2010, pp. Sulla base delle indicazioni evangeliche sulla morte, seppure contraddittorie (14/15 Nisan), è possibile ipotizzare il giorno e l'anno della morte di Gesù corrispondente all'odierno universale calendario giuliano-gregoriano. Per il calendario ebraico il primo giorno dell'anno ebraico, 1 di Nisan, non può essere un venerdì. nel significato abituale di "preparazione del sabato", cioè venerdì). [5] Ancora gli esegeti del "Nuovo Grande Commentario Biblico" sottolineano che la discrepanza tra le due cronologie, giovannea e sinottica, "suscita notevoli problemi" e ritengono che sia corretta solo quella riportata da Giovanni - ovvero che Gesù morì il giorno prima, quello della Preparazione, e non durante la Pasqua come indicato dai sinottici - anche "perché è difficile pensare che i sommi sacerdoti e gli scribi si siano comportati così come fecero, il primo giorno di Pasqua"[13]; di analogo parere sono lo storico John Dominic Crossan, tra i cofondatori del Jesus Seminar[14], e lo storico e teologo cristiano Rudolf Bultmann[Nota 7]. [senza fonte]. Alla destra di Gesù stava Pietro, alla sinistra Giovanni, che poteva così appoggiare la testa sul petto del maestro[7] e a fianco di Giovanni stava Giuda, abbastanza vicino a Gesù. se si accettano le indicazioni di Giovanni, tra queste sembra doversi scegliere la terza. «Poco dopo prese un calice colmo di vino e dopo averlo benedetto allo stesso modo disse: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati."»[24]. Egli concorda però con Meier che anziché cercare di conciliare a tutti i costi le due versioni è meglio scegliere una di esse e ritiene che la cronologia di Giovanni sia più attendibile: Gesù è morto il giorno precedente alla Pasqua, che quell'anno cadeva di sabato. La datazione dell'inizio del ministero di Gesù risulta di poca utilità per determinare la data della morte se non si conosce la durata del ministero. Il tempo verbale usato, l'aoristo, può essere inteso come un'azione ancora in corso (ma solitamente indica un'azione terminata da tempo, nel qual caso non sarebbe d'aiuto per datare l'evento evangelico). Il solo Vangelo di Giovanni accenna esplicitamente a tre pasque: Ipotizzando che Giovanni non abbia tralasciato nessuna Pasqua, cosa ovviamente possibile (vedi Gv20,30;21,25), la predicazione di Gesù sarebbe quindi durata poco più di due anni. Marco stesso dà un'indicazione che Gesù non fu crocifisso così presto, in quanto alla sera Pilato si meravigliò che Gesù fosse già morto". Interessante sommario di tutti i dati in favore del 33 d.C. https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Data_di_morte_di_Gesù&oldid=118473966, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, il 22 marzo dell'anno 26 per il calendario giuliano (20 marzo, ricalcolato sul calendario gregoriano, anno 3786 del calendario ebraico), il 3 aprile dell'anno 33 per il calendario giuliano (1º aprile, ricalcolato sul calendario gregoriano, anno 3793 del calendario ebraico), il 30 marzo dell'anno 36 per il calendario giuliano (28 marzo, ricalcolato sul calendario gregoriano, anno 3796 del calendario ebraico), la terza (del 30?) Tra gli anni 26 e 36, gli anni del mandato a Ponzio Pilato, vi sono solo i seguenti giorni in cui il 14 di Nisan è caduto di venerdì: I quattro vangeli canonici, gli Atti degli Apostoli, lo storico ebreo contemporaneo Giuseppe Flavio e il più tardo storico romano Tacito concordano nel porre la morte di Gesù in concomitanza con l'amministrazione di Ponzio Pilato. 5 si trovasse in origine tra i cc. Ammettendo pertanto che l'evento sia accaduto all'inizio del ministero (cronologia giovannea, non sinottica), che l'azione di costruzione sia in corso[Nota 4] (aoristo presente, non passato), che il computo parta dal 19 a.C. (Antichità giudaiche, non Guerra giudaica), i quarantasei anni di lavoro già svolto equivalgono al 28. Anche in merito all'ora in cui Gesù venne crocifisso, il Vangelo di Giovanni si discosta dal sinottico Marco: infatti secondo il Vangelo di Marco[1] la crocifissione fu alle 9 di mattina, mentre invece, secondo quello di Giovanni[2], avvenne successivamente al mezzogiorno, ovvero oltre tre ore dopo.[3][4][5]. "» (, Studio di Claudio Bottini ofm sulla Cena del Signore, Museo del tesoro della cattedrale di San Lorenzo, Visita della Vergine Maria a sant'Elisabetta, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ultima_Cena&oldid=117692641, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. I racconti della cena e della passione successiva, per come sono presentati nei vangeli, hanno sollevato numerosi interrogativi. Secondo i ricercatori americani Alan e Mary Whanger[41] l'anno di morte di Gesù sarebbe da fissare al 30 in base ai loro studi sulla Sindone di Torino, che la tradizione cattolica ritiene essere il lenzuolo funebre di Gesù. Si pensò dunque ai primitivi riti di totemismo e di teofagia e più accuratamente s'investigarono i riti di Iside e Osiride, di Dioniso e soprattutto del dio Mitra. cronologia giovannea e ipotesi della "cena essena" (14 Nisan): Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 6 feb 2021 alle 10:38. Il Giovedì Santo apre il solenne Triduo Pasquale. Leggendo il racconto evangelico dell'Ultima Cena, sotto la luce di questa interpretazione, si legge un Gesù che si offre di essere Egli stesso la vittima sacrificale di un tipico rito ebraico (il Sacrificio Espiatorio). "Seguitemi": è la condizione per vivere nell'amore. Raccontano l'ultima cena di Gesù i quattro vangeli contenuti nel Nuovo Testamento: L'istituzione dell'eucaristia in particolare è citata anche da Paolo di Tarso nella Prima Lettera ai Corinzi 11,23-26. Bultmann ritiene che anche l'istituzione dell'. Giovanni è l'unico a tacere sull'avvenimento, concentrandosi principalmente sulla lavanda dei piedi e sugli ultimi insegnamenti di Gesù ma vi è un precedente riferimento all'istituzione eucaristica nel capitolo 6 e precisamente nella frase, pronunciata da Gesù: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete".[26]. In Giovanni si dice esplicitamente che il pasto consumato è quello prima della festa di Pesach (13,1) e che il pasto di Pesach deve essere ancora consumato (13,29); inoltre si narra che coloro che arrestarono Gesù non vollero entrare nel pretorio di Pilato per non diventare ritualmente impuri e poter quindi mangiare il pasto di Pesach (18,28), e poi si dice esplicitamente che il giorno della morte di Gesù «era la Preparazione della Pasqua» (19,14). Gesù in quanto ebreo [vedi: Gesù ebreo ], infatti, conosce perfettamente la Legge ebraica e parla a ebrei (i 12 apostoli) con continui e precisi riferimenti alla Torah. È il caso di notare che Dura-Europos si trova sulla strada che collega Gerusalemme a Edessa, dove, secondo l'ipotesi di diversi storici, la Sindone sarebbe stata custodita nei primi secoli. Nello specifico, secondo questo calendario la Pasqua ricorreva sempre di mercoledì. Gesù ha seguito per la cena un calendario (probabilmente quello farisaico) diverso da quello ufficiale del tempio (seguito dai sadducei), celebrandola prima della Pasqua ufficiale ebraica, ed è morto il giorno dopo, il 14 Nisan, vigilia della Pasqua ufficiale.