La leggenda di Sant’Antonio Abate (Su foghidoni) Un giorno Sant’Antonio andò nell’Inferno, per vedere come si comportavano le persone laggiù. In questi primi anni fu molto tormentato da tentazioni fortissime, dubbi lo assalivano sulla validità di questa vita solitaria. G. Bührle” (Svizzera); poi la serie di tre litografie eseguite (1888) da Odilon Redon per illustrare il romanzo La tentation de Saint-Antoine di Gustave Flaubert. Consultando altri eremiti venne esortato a perseverare. Nel 1088, i monaci benedettini dell’Abbazia di Montmajeur presso Arles, vennero incaricati dell’assistenza religiosa dei pellegrini. Si creò quindi uno sdoppiamento del corpo del santo. La sera si svolge la Torciata, dove, in processione, si accompagna il Santo dalla Cattedrale del paese alla nuova abitazione che lo ospiterà. Alla fine del canto ai membri del gruppo vengono offerti panini con la “salsiccia”, un salame locale a base di carne di maiale insaccata. In questo luogo egli proseguì la sua ricerca di totale purificazione, pur essendo aspramente tormentato, secondo la leggenda, dal demonio. Qui, vengono appoggiati i doni per il Santo (generalmente generi alimentari locali come salami, verdura, frutta, formaggi, ma anche prodotti artigianali ed animali vivi come galline, conigli, etc.). Mentre il giorno 17 vengono distribuite le tradizionali sagne con la ricotta antico pasto dei poveri che veniva offerto agli indigenti del paese. Il 17 gennaio si celebra Sant’Antonio Abate, Sant’Antuono per il popolo devoto del Sud, che l’omaggia con il tipico Fucarone.Non va confuso con il santo patrono di Padova, che invece si festeggia il 13 giugno. La prima per confortare i cristiani perseguitati, la seconda per invitarli alla fedeltà. La ferula (pianta di finocchio selvatico) all’interno è spugnosa, quindi il fuoco si propaga senza che nessuno se ne accorga. In alcuni paesi della pianura campana (Macerata Campania e Portico di Caserta) in onore del santo i fedeli costruiscono “carri” detti “Battuglie di Pastellessa”. Grande rilievo assume, nella Vita Antonii la descrizione della lotta di Antonio contro le tentazioni del demonio. La festa si conclude il pomeriggio con i classici giochi popolari. Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di sant’Antonio, in onore del racconto che vedeva il Santo addirittura recarsi all’inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori. L’Ordine nel 1095 venne approvato da papa Urbano II al Concilio di Clermont e nel 1218 confermato con bolla papale di Onorio III. A causa della diffusissima venerazione, troviamo immagini del santo, solitamente raffigurato come un anziano monaco dalla lunga barba bianca, nei codici miniati, nei capitelli, nelle vetrate (come in quelle del coro della cattedrale di Chartres), nelle sculture lignee destinate agli altari ed alle cappelle, negli affreschi, nelle tavole e nelle pale poste nei luoghi di culto. Un giorno, mentre era nel deserto, gli venne chiesto di aiutare gli uomini, fornendo delle fiamme. 1 . Il tema dell’incontro dei due santi eremiti venne ripreso innumerevoli volte: citiamo la tavola del Sassetta alla National Gallery of Art di Washington (circa 1440), la tela di Gerolamo Savoldo alla Gallerie dell’Accademia in Venezia (circa 1510) e quella di Diego Velázquez (circa 1635) al Museo del Prado. La sera del 16 di gennaio, nella piazza antistante il sagrato della Chiesa della Motta, dedicata appunto al Santo, si tiene il tradizionale “falò di sant’Antonio” a cura dell’associazione dell’associazione dei “Monelli della Motta”; il mattino del 17 all’interno della medesima chiesa si tiene la benedizione degli animali e, da qualche anno, sul sagrato, il lancio dei palloncini da parte dei bambini delle scuole elementari della città. Per quanto riguarda l’assistenza corporale, fu un nobile, certo Gaston de Valloire, che dopo la guarigione del figlio dal fuoco di Sant’Antonio, decise di costruire un hospitium e di fondare una confraternita per l’assistenza dei pellegrini e dei malati. Quando il Santo arriva ad una chiesa il parroco di questa esce sul vestibolo e dà la benedizione agli animali. Essa è spesso citata assieme alla irriverente incisione (circa 1480-90) di Martin Schongauer alMetropolitan Museum of Art di New York, New York. Chiunque entra nella cottora, fa gli auguri alla famiglia che la gestisce e gli viene offerto vino, companatico, mais bollito condito con olio e peperoncino, e dolci. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. A San Marco in Lamis (Foggia), presso la parrocchia a lui intitolata, dopo la celebrazione vespertina sul sagrato della Chiesa vi è la benedizione degli animali domestici. Questi Padri del deserto vivevano in grotte e anfratti, ma sempre sotto la guida di un eremita più anziano e con Antonio come guida spirituale. Da questo dedusse che, oltre alla preghiera, ci si doveva dedicare a un’attività concreta. Pare infatti che gli Antoniani allevassero maiali per utilizzarne il grasso nella cura del male noto come ergotismo o fuoco di Sant’Antonio. La domenica in cui si festeggia Sant’Antonio la statua viene prelevata dalla casa in cui si è trovata per l’intero anno e viene portata per tutte le chiese del paese. Il miracolo di Sant'Antonio Abate. Venne sepolto dai suoi discepoli in un luogo segreto. La leggenda del fuoco e le tradizioni della festa di Sant’Antonio Abate. Il bastone da pellegrino termina spesso (come nel dipinto di Matthias Grünewald per l’altare di Isenheim) con una croce a forma di tau che gli Antoniani portavano cucita sul loro abito (thauma in greco antico significa stupore, meraviglia di fronte al prodigio). La finale determinerà il vincitore. Così, distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità. IlMossiere, figura storica nominata ogni anno dal Seggio, ha il compito principale di “dare la partenza” (in gergo definita “mossa”) una volta verificato l’allineamento dei cavalli al canape. Mitria, se raffigurato in abiti abbaziali, sulla testa, ai piedi o sorretta da angeli. FUOCO DI SANT’ ANTONIO. Romano Rossi, ma soprattutto, le due società di sant’Antonio: l’Antica e la Nuova sono state le fautrici del grande avvenimento culturale e religioso. Costruzione Macchine Speciali. In suo onore viene anche disputato il Palio delle numerose contrade del Comune. La tradizione che si riferisce alla traslazione delle reliquie di Antonio è in realtà molto complessa e le testimonianze più antiche identificano Jocelino come nipote di Guglielmo, colui che, parente di Carlomagno, dopo essere stato al suo fianco in diverse battaglie, si era ritirato a vita monastica e aveva fondato il monastero di Gellone (oggi Saint-Guilhelm-le-Désert). In Serrano, dialetto parlato nella cittadina di Serracapriola, in provincia di Foggia, si dice “A sènt’Endòn ‘llong n’or“, con riferimento al fatto che a partire dal 17 gennaio, la durata media del giorno, inteso come ore di luce, è di un’ora più lunga rispetto al giorno più corto, tradizionalmente fissato nel giorno di santa Lucia, ossia il 13 dicembre. La gara si disputa in 3 distinte partenze, denominate “batterie” ovvero singole gare alle quali partecipano tre cavalli per volta, più una finale.La Domenica precedente avviene l’estrazione con cui le contrade vengono distribuite tra le prime due batterie, i cui vincitori accedono direttamente alla finale, mentre la settima contrada (denominata “la signora”) corre nella terza batteria sfidando i cavalli che sono arrivati secondi durante le gare precedenti. Altri componimenti si devono al M° Luigi Tronco, autore di svariate melodie e testi anche in vernacolo serrano. Intonando “Sant’Antoniə, Sant’Antoniə, lu n’mich’ d’ lu d’mòniə” (Sant’Antonio, Sant’Antonio, il nemico del demonio) alcuni gruppi folkloristici si riuniscono, girando per il paese e omaggiando il santo tanto caro alla tradizione rurale ascolana. Alle 14:00 iniziano le corse. “Volpino”. La leggenda del fuoco e le tradizioni della festa di Sant’Antonio Abate. La Lombardia è una delle regioni in cui maggiormente si festeggia la ricorrenza di Sant’Antonio. Proprio quando il maiale entrò all’inferno, Sant’Antonio accese il suo bastone con il fuoco dell’inferno e lo donò agli uomini. Ilarione (291-371) visitò nel 307 Antonio, per avere consigli su come fondare una comunità monastica a Majuma, città marittima vicino a Gaza dove venne costruito il primo monastero della cristianità inPalestina[2]. In questa cittadina si tiene annualmente il “falò di Sant’Antuono” presso la chiesa di san Vito ove alloggia la statua di sant’Antonio abate. I dolci di Sant’Antonio; Per Sant’Antonio è usanza preparare un pane particolare: su pane ‘e Sant’Antoni, che in alcuni paesi ha le fattezze de Su pane’e saba, un pane fatto con la sapa, un nettare ottenuto dal ficodindia o dal mosto. Rev. La narrazione, con varianti territoriali, si svolge su questo schema: la scelta dell’eremitaggio nel deserto, la tentazione da parte dei diavoli, rossi e neri, e della donzella, interpretata da un uomo come nel teatro elisabettiano e un particolare elemento buffo. La popolarità della vita del santo – esempio preclaro degli ideali della vita monastica – spiega il posto centrale che la sua raffigurazione ha costantemente avuto nell’arte sacra. Padre tenta di uccidere il figlio a coltellate, ma il ragazzo lo difende: “Mi... Uomini e Donne, chi sarà la nuova tronista? La popolazione del luogo è molto attaccata alla tradizione della sfilata, cui ogni anno prendono parte più di 1000 giovani; sui “carri” viene riproposta l’antica musica a pastellessa, nata a Macerata Campania in epoca antica, e gli strumenti utilizzati sono derivati da attrezzi per i lavori nei campi (botti, tini e falci) a causa del legame di tale festività con ancestrali ricorrenze pagane legate alla celebrazione della rinnovata fertilità della madre terra in concomitanza con i cicli astronomici che, fin dalla notte dei tempi, hanno influenzato il calendario delle pratiche agricole. Più in generale, al nord l’espressione si limita a “sant’Antoni dala barba bianca fam trua quel ca ma manca“. Le contrade si sfidano correndo lungo la “Via Nuova”, la principale strada di accesso al paese, provenendo dalla vicina frazione di Cascine. Antonio contribuì all’espansione dell’anacoretismo in contrapposizione al cenobitismo. A Val Brembilla si nasce anche nella neve, Piccola Farmacia Letteraria, a Firenze ci si cura con i libri, 29 gennaio 1951-Nasce il Festival di Sanrermo, 30 maggio 1920 – Nasce la squadra di calcio del Cagliari. Ricordiamo ad esempio la suggestiva tavola del Pisanello (ca.1440-50) conservata alla National Gallery di Londra, che raffigura una visione della Madonna col Bambino che appare ad un rude e barbuto Sant’Antonio e ad un San Giorgio elegantemente vestito; ed ancora la tavola con il nostro santo accovacciato assieme a San Nicola di fronte alla scena della Visitazione in una tavola di Piero di Cosimo (circa 1490) conservata alla National Gallery of Art di Washington. Questo modo di dire si trova nei luoghi dove c’è tradizionalmente maggiore devozione al santo, e si declina in modi differenti secondo i dialetti e secondo la tradizione. Occhi di bambino ꧂. A Varese, in Lombardia, la festività di sant’Antonio abate – qui detto sant’Antonio del porcello – è molto sentita; qui il detto si declina in “Sant’Antoni dala barba bianca famm’ truà che’l che ma manca, sant’Antoni du’l purscel famm’ truà propri che’l” (ossia “sant’Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca, sant’Antonio fammi trovare proprio quello“). Grande è stata l’affluenza di fedeli e palese è stata l’emozione dimostrata dagli abitanti di Sutri nel custodire sant’Antonio tanto da far registrare un record nella presenza di cavalli e cavalieri il giorno della festa il 17 gennaio. Antonio allora si dedicò a lenire i sofferenti operando, secondo tradizione, “guarigioni” e “liberazioni dal demonio”. Tutt’oggi i contadini prendono un tizzone ardente e lo pongono nelle stalle a protezione del bestiame. Ma l’abate Antonio, per la storia dell’arte, è soprattutto il santo delle tentazioni demoniache: sia che esse assumano – in accordo con la Vita Antonii scritta da Atanasio di Alessandria – l’aspetto dell’oro, come avviene nella tavola del Beato Angelico (circa 1436) posta nel Museo delle Belle Arti di Houston, oppure l’aspetto delle lusinghe muliebri come avviene nella tavola centrale del celebre trittico delle tentazioni di Hieronymus Bosch al Museo nazionale dell’Arte antica di Lisbona, oppure ancora quello della lotta, contro inquietanti demoni, scena che fu popolarissima nelXVI e XVII secolo soprattutto nella pittura del Nord. Per tutta la notte, fino al mattino, il paese è animato da gente che canta, suona e gira di cottora in cottora. Di interesse è la sfilata delle “Battuglie di Pastellessa” che si tiene ogni anno a Macerata Campania (Provincia di Caserta) in occasione della ricorrenza liturgica del 17 gennaio, in cui viene riproposta l’antica tradizione della Pastellessa di Macerata Campania: botti, tini e falci vengono utilizzati come dei veri e propri strumenti musicali per produrre la caratteristica sonorità meceratese, denominata appuntoPastellessa (o Pastellesse)[12]. A partire dal Settecento, dopo la scoperta della malattia ergotica, si incominciò ad associare il fuoco di sant’Antonio unicamente all’ergotismo. Sempre in Abruzzo, è da ricordare la rievocazione de “Lu Sant’Andonie” che si svolge ogni anno a Villa San Giovanni di Rosciano, nel campagne del pescarese, a cura della locale Associazione culturale La Panarda. 1 . Si celebra il 17 gennaio la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, protettore degli uomini e degli animali domestici: fondatore del monachesimo, sant’Antonio, nato in … Alle cinque del mattino del 17, spari annunciano la sfilata delle conche “rescagnate”, si tratta di conche in rame, una volta usate per attingere l’acqua alla fonte, che addobbate con luci, piccole statue e scene di vita contadina, vengono portate in sfilata da giovani del paese vestiti nei tradizionali costumi popolari di festa. Secondo la leggenda, è stato proprio Sant’Antonio Abate a fornire l’umanità del fuoco. Così si è soliti accendere enormi fuochi per la festa di Sant’Antonio Abate quale espressione dell’ardore delle passioni da lui sempre domate e come rito propiziatore contro le tentazioni. Ancora in Abruzzo, a Lettomanoppello si rievoca ogni anno “lu Sant’Andonije” che è una rappresentazione sacra della vita del santo composta e musicata da un poeta dialettale lettese (di Lettomanoppello), il Prof. Gustavo De Rentiis, scomparso nel 1994. Un significativo riferimento alla vita di Antonio si trova nella Vita Sancti Pauli primi eremitae scritta da san Girolamo negli anni 375-377. Protettore degli animali domestici, solitamente è raffigurato in compagnia di un maialino, che ha al collo una campanella. 1 . Nel già citato Comune di Teora si usa dire “Chi bbuon’ carnuval’ vol’ fà da sant’Antuon’ adda accum’enzà“, (ossia “chi buon carnevale vuole fare da sant’Antonio deve iniziare“) e “Sant’Antuon… masc’ch’re e suon’” (ovvero “Sant’Antonio….. maschere e suoni“). Confraternita che si trasformerà nell'”Ordine Ospedaliero dei canonici regolari di Sant’Agostino di Sant’Antonio Abate”, detto comunemente degli Antoniani. 1 . Con la Torta di Sant’Antonio Il 17 gennaio festeggio Sant’Antonio abate, uno tra i santi più amati e venerati in tutta Italia, con molte manifestazioni, culti e tradizioni gastronomiche e con una torta. Risale al XIV secolo. A lui si deve la costituzione in forma permanente di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, abbà, si consacrarono al servizio di Dio. Altro momento particolare della festa e molto sentito dagli abitanti di Nicolosi e ” A’cchianata a Sciara” (La salita della sciara) dove S. Antonio con il suo pesante fercolo viene tirato da due lunghi cordoni gremiti di devoti in corsa su una ripida salita per rievocare i tragici eventi dell’eruzione del 1886 che minacciava di travolgere e seppellire il paese sotto la lava. La festa inizia la sera del 16 alle 18,00 con l’accensione dei due “torcioni”, torce in legno di quercia alte oltre 5 metri che arderanno tutta la notte. Ad Acone, piccolo paese collinare alle pendici di Monte Giovi, il 17 gennaio di ogni anno si rinnova la tradizionale benedizione degli animali con la celebrazione della messa e i festeggiamenti in onore di sant’Antonio. In Piemonte è invece diffusa l’espressione “sant Antòni pien ëd virtù feme trové lòn ch’i l’hai perdu” (ossia “sant’Antonio pieno di virtù fammi trovare quel che ho perso“), anche se in questo caso il detto non è chiaramente riferito all’uno piuttosto che all’altro santo. Lo consigliarono di staccarsi ancora più radicalmente dal mondo. Maiali, dunque, che via via acquisiscono un’aura di sacralità e guai a chi dovesse rubarne uno, perché Antonio si sarebbe vendicato colpendo con la malattia, anziché guarirla.»[7]. Esistono numerose versioni nei dialetti locali e una versione in forma di operetta dei primi anni del Novecento. Matthias Grünewald, Altare di Isenheim per l’ospedale degli Antoniani. Un’altra notevole manifestazione è la “Festa dei Ceri” dove Sant’Antonio viene trasportato a spalla insieme ad altri due santi (Sant’Ubaldo, Patrono della città e San Giorgio) fino alla cima dal monte. Sant’Antonio Abate: la vera storia e le origini della tradizionale festa del... Vaccini seconda fase: per la von Der Leyen l’Italia sta dando il buon esempio, Gli studenti occupano il Socrate e arrivano le forze dell’ordine, Maltempo, il palaghiaccio di Vipiteno crolla sotto la neve: tragedia sfiorata, A mezzanotte del 14 febbraio si spegne l’ultima radio libera d’Ungheria, Tragedia durante il battesimo, muore neonato dopo l’immersione nell’acqua Santa, Morte di Kobe Bryant: il pilota avrebbe violato le regole e perso l’orientamento. La singolare “mandria”, subito dopo, parte per la “transumanza” verso l’abitato. … Sant’Antogno non se ‘ncagna: colle mani se li magna!! La sua vita è stata votata alla solitudine, tanto che per 20 anni ha vissuto da solo sulle rive del Mar Rosso. Il dolce tipico della festa è la ciambella (chisöl) che, secondo la tradizione, come condimento contiene strutto di maiale. Secondo la tradizione e antiche leggende, durante la notte di Sant’Antonio agli animali è data la facoltà di parlare. A Serracapriola, ridente paese delle Puglie, al confine con il Molise, è ancora viva la tradizione di “portare” il “Sènt’Endòn”, cioè di girare per abitazioni ed attività commerciali, suonando oltre a fisarmoniche, mandolini e chitarre, anche strumenti tipici della tradizione paesana (i Sciscèlè, u’ Bbuchet-e-bbù, u’ Cciarin, i Troccèlè) e cantando in vernacolo, canti dedicati al santo, inneggianti al riso, al ballo e ai prodotti derivati dalla lavorazione del maiale, quali mezzi per trascorrere i giorni del Carnevale all’insegna del mangiare, bere e divertirsi visto che dal giorno successivo al Martedì Grasso incomincia la Quaresima, tempo dedicato alla preghiera, al digiuno e all’espiazione dei peccati; a capo della comitiva c’è un volontario vestito da frate a simboleggiare il santo che con la propria “forcinella” (lunga asta terminante a forcina) raccoglie dolci e salumi che vengono donati per ingraziarsi i favori del santo. É tradizione infatti, accumulare rami di albero, e altri oggetti che in … La storia della traslazione delle reliquie di sant’Antonio in Occidente si basa principalmente sulla ricostruzione elaborata nel XVI secolo da Aymar Falco, storico ufficiale dell’Ordine dei Canonici Antoniani. Sant’Antonio Abate e il fuoco. Rimasto orfano prima dei vent’anni, con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto di dover seguire l’esortazione evangelica: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri”[1]. Nell’anno 2014 le reliquie di sant’Antonio Abate giungono a Sutri (VT) nel giorno della vigilia della festività del santo 16 gennaio. A Barni, paese della provincia di Como, è usanza festeggiare il Santo con un incanto. 1 . Sant’Antonio Abate e la leggenda del fuoco Ma perché si usa accendere i falò? Sassetta, Sant’Antonio bastonato dai diavoli, Siena,Pinacoteca Nazionale, Pisanello, Madonna tra i santi Antonio Abate e Giorgio, 1445 circa, National Gallery di Londra, Piero di Cosimo, Visitazione con san Nicola e sant’Antonio abate, 1490 circa, National Gallery of Art, Washington, Sassetta, Sant’Antonio abate e san Paolo Eremita, 1440 circa, National Gallery of Art, Washington, Diego Velázquez,Sant’Antonio abate e san Paolo Eremita, 1635 circa, Museo del Prado, Madrid, Hieronymus Bosch,Tentazioni di sant’Antonio, 1505 circa, Museu Nacional de Arte Antiga, Lisbona, Matthias Grünewald,Tentazioni di sant’Antonio, 1515-20 circa, Musée d’Unterlinden, Colmar, David Teniers il Giovane,Tentazioni di sant’Antonio, Museo del Prado, Madrid, Paul Cézanne,Tentazioni di sant’Antonio, 1875 circa, E. G. Bührle Collection (Svizzera). La fòcara è formata da almeno 90.000 fascine, e il lavoro inizia già a metà dicembre. San Cataldo (Italia) (Quartiere S. Antonio Abate), La concattedrale di Sant’Antonio abate di Castelsardo, La chiesa di Sant’Antonio Abate ad Alberese, La Chiesa di Sant’Antonio abate (al Carmelo) San Cataldo (CL), La chiesa di Sant’Antonio abate a Saione di Arezzo, La chiesa di Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova di Atessa, La chiesa di Sant’Antonio abate ad Auressio, La chiesa di Sant’Antonio abate di Cagliari, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Campagnatico, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Campobasso, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Carmiano (LE), La chiesa di Sant’Antonio Abate e Sant’Anna di Noceto (Carrara) (MS), La chiesa di Sant’Antonio Abate a Casale Monferrato, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Cervia, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Cerveteri, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Chieti, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Fasano, La chiesa di Sant’Antonio Abate in Ravaldino di Forlì, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Gallarate, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Milano, La chiesa di Sant’Antonio di Modugno (BA), La chiesa di Sant’Antonio Abate di Montalcino, La chiesetta e l’ospedale di Sant’Antonio Abate di Montevarchi, L’ex chiesa di Sant’Antonio Abate di Montevarchi, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Napoli, La chiesa di Sant’Antonio Abate e Sant’Anna di Noceto (Carrara), La chiesa di Sant’Antonio Abate di Orosei, La chiesa di Sant’Antonio abate di Palermo, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Novoli (LE), La chiesa di Sant’Antonio abate a Paternò, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Pescocostanzo, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Pietrasanta, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Reggio Calabria, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Roccella Ionica (RC), La chiesa di Sant’Antonio Abate di Rovigo, La chiesa di Sant’Antonio Abate di San Cataldo, La chiesa di Sant’Antonio Abate di San Daniele del Friuli, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Sansepolcro, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Saronno, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Scanno, La chiesa di Sant’Antonio Abate di Spineda di Riese Pio X, La chiesa di Sant’Antonio Abate a Valmadrera (LC), La chiesa di Sant’Antonio Abate di Varazze, La chiesa di Sant’Antonio Abate a Vedeseta (BG), La chiesa di Sant’Antonio Abate di Villa Santa Maria, La chiesa di Sant’Antonio Abate a Villa Sant’Antonio, Ospedale Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo (Alessandria), Ospedale di Sant’Antonio Abate (Montevarchi), Ospedale psichiatrico Sant’Antonio abate di Teramo. Sant’Antonio Abate, la leggenda per i bambini. Si dice anche “Per sant’Antonio abate, maschere e serenate”. di Redazione web. Nel pomeriggio del sabato precedente al 17 gennaio sul sagrato della chiesa parrocchiale si ripropone la sacra paraliturgia per la benedizione degli animali e dei prodotti della terra, mentre in serata, nella piazza principale del paese, attorno ad un grande fuoco si esibiscono gruppi di teatranti popolari rievocanti le scene de “Le tentazioni di Sant’Antonio”, con canti e poesie dialettali sul Santo e sulle tradizioni contadine del periodo invernale. A Tufara, un paesino al confine tra Molise e Puglia, la notte tra il 16 e 17 gennaio vengono accesi dei grandi falo’ dedicati al santo e vengono chiamati i Fuochi di sant’ Andone. All’alba del 17 gennaio, Tricarico è svegliata dal suono cupo dei campanacci agitati dalle maschere delle mucche e dei tori che, dopo essersi radunate nel centro storico, si dirigono verso la chiesa di Sant’Antonio abate dove le attende il parroco che celebra la messa, aperta anche agli animali, e che al termine impartisce la benedizione, dopo la quale si compiono tre giri rituali intorno alla chiesa. Il Santo decise di recarsi, col suo maialino, all’inferno; i diavoli lo cacciarono ma il … Il 17 gennaio ricorre la festa di Sant’Antonio Abate. Tradizionale è la benedizione degli animali che si svolge la domenica mattina dopo l’uscita del Santo, dove gli animali domestici (cani, gatti, tartarughe ma anche cavalli ed asini) vengono portati davanti la statua del Santo e benedetti.