313-320; Annales Ceccanenses, a cura di G. H. Pertz, ibid., pp. History. 1879, pp. 1186 - cioè un lunedi non giorno festivo - ma significativamente in una città che fino a poco tempo prima era stata la protagonista della politica antimperiale in Italia. Per la prima volta - Per quanto ne sappiamo - i principi si rifiutarono dinnanzi ad una tale richiesta del sovrano regnante. L'imperatore estese il proprio potere anche ad Occidente: in Borgogna (passata all'impero in seguito alle nozze tra il Barbarossa e Beatrice), sulla Castiglia e, grazie ai vascelli genovesi, sull'Aragona. Enrico, dopo l'incoronazione a Roma, si diresse verso sud per conquistare il regno di Sicilia. 61 ss. Ital, Script., 2 ed., VII, 2, a cura di C. A. Garufi, pp. Anche Costanza si trovò al fianco del suo sposo, dopo che probabilmente per ordine dell'imperatore aveva dovuto affidare il figlio alla moglie del duca tedesco di Spoleto, Corrado di Urslingen, presso la quale Federico avrebbe dovuto passare i suoi primi tre anni di vita. Dunque, come i re normanni prima di lui (che da Ruggero II in poi si erano fregiati del titolo di "Rex Africae"), impose tributi ai principi musulmani da Tripoli al Marocco, compreso il sultano degli Almohadi che temeva di perdere le Baleari. Federico II nasce in Italia, a Jesi, nel 1194, figlio dell'imperatore Enrico VI e di Costanza, regina di Sicilia, ultima erede della dinastia normanna. Il differimento dell'incoronazione concesse però a Tancredi il tempo sufficiente per organizzare la difesa. ; Radulphi de Diceto Ymagines historiarum, a cura di W. Stubbs, ibid., LXVIII, II, London 1876, pp. 56 s., 70-78; Annales Marbacenses, a cura di H. Bloch, ibid., [9], ibid. Fu re di Germania e imperatore del Sacro romano impero (1191). Quando, infatti, Guglielmo il Buono morì il 16 novembre 1189, a soli 36 anni di cui 25 di regno, non essendovi figli o discendenti diretti, si pose il problema della successione. Enrico VI. La prima operazione militare da parte dell'esercito congiunto fu quella di provocare Riccardo assaltando Corneto, terra dell'abate di Venosa, il quale parteggiava per re Tancredi. Biografia [modifica | modifica wikitesto] Battezzato con il nome di Corrado, all'età di tre anni, alla morte del fratello, il primogenito dei maschi, il duca di Svevia, Federico V, gli subentrò nel titolo di duca di Svevia, assumendone il nome come Federico VI. Con questo provvedimento E. VI si inimicò le forze più influenti della regione, che da parte loro erano coinvolte sia nel conflitto anglo-francese sia in quello svevo-guelfo. La "imperialis adquisitio potentiae" secondo lei rappresentava solo uno strumento per ottenere i diritti dei quali era stata privata per opera del papa e di Tancredi. Non è stato stabilito chi in Germania fosse a capo dell'opposizione e se questa intrattenesse relazioni con il papa. Federico II di Svevia o Federico 2 di Svevia nasce da Enrico VI di Svevia e Costanza d’Altavilla a Jesi. Nel 1190-91 Riccardo Cuor di Leone, sulla strada per la Terrasanta, si fermò a svernare in Sicilia stringendo un patto con Tancredi, poiché quest'ultimo aveva prontamente soddisfatto le enormi richieste finanziarie che il re d'Inghilterra aveva presentato in favore della sorella, vedova di Guglielmo II. Le truppe tedesche avevano liberato l'imperatrice sulla strada per Roma, dove si stava recando accompagnata da legati pontifici, dopo essere stata rilasciata da Tancredi grazie alle pressioni del papa. Quanto al contrasto con Enrico il Leone un accordo in marzo pose termine al conflitto che si concluse in modo definitivo l'anno seguente con la morte del duca avvenuta a Brunswick (6 ag. 2133; K. Hampe, Deutsche Kaisergeschichte in der Zeit der Salier und Staufer, a cura di F. Baethgen, Darmstadt 1969, pp. -chi). Nel frattempo il duca d'Austria, Leopoldo V, nel 1192 era riuscito a catturare Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra e cognato di Enrico il Leone, che stava ritornando dalla III Crociata. Hist., Legum Sectio, IV, Leipzig 1893, pp. 1880, pp. In contrasto con i disegni paterni, egli voleva fare del Regno di Sicilia un feudo personale degli Hohenstaufen, estraneo sia all'antico Regno Italico sia all'impero; un centro strategico da sottrarre al controllo sia della Chiesa sia dei Principi italiani e tedeschi. Enrico VI era figlio di Federico Barbarossa e della seconda moglie Beatrice di Borgogna. Riccardo di Acerra ebbe così il tempo per rendersi più forte e potente, infatti egli fortificò le città di Puglia e occupò militarmente la Liburia, in particolare città strategiche come Capua e Aversa, per impedire una invasione tedesca della Sicilia, più agevole per quella via. 1906, pp. Toeche, Kaiser Heinrich VI., Leipzig 1867; H. Ottendorff, Die Regierung der beiden letzten Normannenkönige, Tancreds und Wilhelms III., von Sizilien und ihre Kämpfe gegen Heinrich VI., Bonn 1899; F. Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicile, II, Paris 1907, passim; W. Leonhardt, Der Kreuzzugsplan Kaiser Heinrichs VI., Giessen 1913; I. Haller, Kaiser Heinrich VI. Deutschland im Imperium der Salier und Staufer, 1024-1250, Berlin 1986, ad Indicem; S. Tramontana, La monarchia normanna e sveva, Torino 1986, pp. inoltre Ryccardi de Sancto Germano notarii Chronica, in Rer. L'amministrazione finanziaria, a quanto pare, venne decentrata; nel 1197 il tedesco Federico di Hohenstadt ricopri nelle Puglie la carica di magister camerarius. Per scongiurare un'invasione, Alessio fu quindi costretto ad imporre una tassa (l'Alamanikon o, italianizzando, il Germanico) e a spogliare i sepolcri degli imperatori del passato per pagare il tributo. ; Th. Blog. Wirtschaftsreformen und Finanzverwaltung imstaufischen Königreich Sizilien, in Probleme um Friedrich II., a cura di J. Fleckenstein, Sigmaringen 1974, pp. Soltanto dopo tre giorni un buffone dell'imperatore ne ebbe pietà e ne affrettò la fine. L'Inghilterra, dopo la cattura di Riccardo Cuor di Leone (vero e proprio capolavoro dell'arte politica di Enrico), era stata ridotta a vassallo e tributario dell'imperatore. I successori di Urbano III, Gregorio VIII e Clemente III continuarono le trattative, anche in considerazione del fatto che la caduta di Gerusalemme (1187) costringeva a nuove priorità. 8th grade. Rimase orfano del padre nel 1197 e della madre l’anno dopo. Nacque a Iesi, nelle Marche, il 26 dicembre del 1194. 380 s.; Annales Reinhardsbronnenses, a cura di O. Holder-Egger, ibid., XXX, I, ibid. L'opposizione antimperiale, privata dell'appoggio inglese e paralizzata per l'intenzionale protrarsi della prigionia del re, si era nel frattempo dispersa. Durante questo assedio, Salerno aprì le porte ad Enrico VI, il quale vi lasciò l'imperatrice e consorte Costanza d’Altavilla, poiché la sua inferma salute fosse curata dai famosi medici della città; poi riprese con vigore le operazioni contro Napoli. hichstes Angebot an die römische Kurie (1196), Heidelberg 1927; H. Kauffmann, Die italienische Politik Kaiser Friedrichs I. nach dem Frieden von Constanz (1183-1189), Greifswald 1933, passim; D. Clementi, Some unnoticed aspects of the emperor Henry VI's conquest of the Norman Kingdom of Sicily, in Bulletin of the John Rylands Library, XXXVI (1953-54), pp. Nel I 198, anno in cui scomparve anche Costanza, Federico a soli quattro fu incoronato Re di Sicilia, Duca di Puglia e Principe di Capua. I Minnesinger Friedrich von Hausen, Bligger von Steinach e Ulrich von Gutenburg facevano parte del suo entourage. Gli accordi sulla successione siciliana riaccesero inoltre la speranza che le pretese sveve sull'Italia meridionale, cioè quell'antiquum ius imperii, potessero infine realizzarsi per via ereditaria. Preview this quiz on Quizizz. Paesi Bassi), secondogenito dell'imperatore Federico I Barbarossa e di Beatrice di Borgogna. L'armata e la flotta pisano-genovese che operava contemporaneamente non incontrarono una resistenza degna di nota: già il 20 novembre E. VI entrò da trionfatore a Palermo, dove a Natale fu incoronato re di Sicilia. Perciò Enrico VI pretese la cessione di tutto il territorio da Epidauro a Tessalonica, chiedendo al debole usurpatore Alessio III tributi, milizie e navi. 331 s.); allora ne facevano parte il cancelliere Gualtieri di Pagliara e gli arcivescovi di Capua, Monreale e Reggio Calabria. pp. L'iniziativa è stata attribuita recentemente addirittura a Guglielmo II, che si sarebbe servito della mediazione della corte inglese. Chenopodium bonus-Henricus): ha fusti poco ramosi, foglie triangolari, ondulate al margine, grassette... detto il Buono Guglièlmo II re di Sicilia. pp. Dagli storici tedeschi il matrimonio milanese è considerato di solito il punto culminante di una politica perseguita con coerenza, mentre tra gli storici italiani ancora oggi qualcuno deplora la scelta di Guglielmo II come "incomprensibile" (Cilento, p. 233). Tuttavia una fazione capeggiata da Ruggero d'Andria aveva radunato un consistente esercito e ostacolò Tancredi in ogni modo: fu lui che scrisse ad Enrico VI incitandolo a scendere in Puglia per sostenere con l'armi le ragioni ereditarie della sua sposa sul regno. Federico II imperatore di Germania Federico II di Svevia, statua di Palazzo Reale Napoli. Ben presto si arrivò ad un nuovo modus vivendi con le città lombarde, con il papa e con i suoi alleati siciliani (1176-77), ma molti problemi riguardo ai loro rapporti reciproci rimanevano ancora aperti. 173 ss., 195 ss., 225 ss. e della seconda moglie Beatrice di Borgogna, erede legittimo del titolo di imperatore del Sacro Romano Impero, che acquisì nel … Per il momento comunque l'imperatore aveva guadagnato maggiore libertà d'azione per la sua politica nell'Italia settentrionale. in Id., Scritti di storia medievale, Bologna 1974, pp. Nel 1190, alla morte del padre Federico Barbarossa, Enrico VI assunse il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero e, pur assumendo verso la Chiesa una politica formalmente rispettosa, mantenne fermo il principio dell'universalità del suo ufficio. Enrico VI di Hohenstaufen (Nimega, 1º novembre 1165 – Messina, 28 settembre 1197) è stato re di Germania (1190-1197), imperatore del Sacro Romano Impero (1191-1197) e re di Sicilia (1194-1197) col nome di "Enrico I di Sicilia". di studi sulla Sicilia normanna, Palermo 1972, Palermo 1973, pp. Infine anche Marquardo di Annweiler avrebbe dovuto ricevere in feudo dal papa il ducato di Ravenna e la marca di Ancona. ...

FRATELLO DI ENRICO VI

MARITO DI COSTANZA D'ALTAVILLA

Tags: Question 2 . E. VI aveva cercato di allettare il papa con un'offerta, "la più alta", probabilmente nella forma di una rendita duratura in favore del papa e dei cardinali (Giraldus Cambrensis, Speculum ecclesiae, IV, 19), ma sicuramente non con quella di rendere l'imperatore vassallo del papa (Haller). L'imperatore di solito non interferi nella nomina dei vescovi, e solo in pochi casi è riconoscibile una sua influenza diretta, benché il concordato di Benevento (1156) gli offrisse in quanto re di Sicilia solidi appigli: la richiesta dell'assensus reale era infatti indispensabile per l'eletto. Ultima, ma non meno importante, era la questione dei futuri rapporti tra papa e imperatore, poiché il papa era sempre signore feudale del re di Sicilia. Seppure E. VI ebbe dei sospetti nei confronti della moglie, non manifestò alcuna reazione, visto che ricompensò insieme con lei i cittadini di Caltagirone per la loro fedeltà durante la recente agitazione. XVCCXXVIII; Gisleberti Montensis Chronicon Hanoniense, a cura di L. Vanderkindere, Bruxelles 1904, ad Indicem; Regestum Innocentii III papae super negotio Romani Imperii, a cura di F. Kempf, Roma 1947, ad Indicem; P. Scheffer-Boichorst, Kaiser Friedrich' I. Letzter Streit mit der Kurie, Berlin 1866, pp. La morte di E. VI è stata considerata da alcuni osservatori posteriori come la più terribile catastrofe della storia del Medioevo tedesco (Hampe, p. 233), ma anche i contemporanei percepirono la profonda cesura, e previdero disgrazie. L'argomento degli obiettivi ultimi della politica imperiale lascia spazio solo ad ipotesi. I vantaggi per le due parti erano ovvi: il matrimonio rafforzò lo status quo ancor più che la pace concordata nel 1177. 647-650; W. Zöllner, Heinrich VI., in Deutsche Könige und Kaiser des Mittelalters, a cura di E. Engel - E. Holtz, Leipzig-Jena-Berlin 1989, pp. 276-302; Arnoldi Lubecensis Chronica Slavorum, a cura di J. M. Lappenberg, ibid., XXI, ibid. Kirchengeschichte, XXI (1969), pp. Federico II di Hohenstaufen, Imperatore, ( 1194 – 1250 ) figlio dell’ Imperatore Enrico VI di Hohenstaufen e di Costanza d’Altavilla, dopo la morte dei genitori, nel 1198, fu affidato alla tutela del Papa Innocenzo III, e quello stesso anno fu eletto Re di Sicilia. Enrico VI di Svevia; Historical figure Henry VI of Swabia Hohenstaufen Born in: 1165 - Died in: 1197 . Tancredi, grazie all’abilità del suo ammiraglio Margarito, riuscì anche a catturare e imprigionare Costanza a Salerno. La scomparsa di Enrico scosse fino alle fondamenta anche l'Impero, dove si aprì una nuova fase di scontri tra Hohenstaufen (rappresentati dal fratello di Enrico, Filippo di Svevia) e Welfen, che seppero approfittare del momento favorevole con l'elezione da parte dei principi tedeschi di Ottone IV di Brunswick, figlio di Enrico il Leone. Gli Hohenstaufen, che nello spazio di poche generazioni erano usciti dall'angustia provinciale della Svevia, si sentivano gli ultimi rappresentanti dell'unica dinastia esistente da tempi immemorabili, che si vedeva chiamata a regnare sul mondo intero. Forse nello stesso periodo fu imposto il divieto di appellarsi alla Curia romana. Nell'estate del 1186 il Barbarossa, dopo il trattato di pace con Cremona, affidò al figlio l'amministrazione del Regno d'Italia, in modo da potersi dedicare agli urgenti problemi tedeschi. Ritratti: C. A. Willemsen, Die Bildnisse der Staufer, Göppingen 1977, pp. Riccardo difese valorosamente la città e rese inutili tutti gli sforzi fatti degli imperiali per impadronirsene. E. compare nei diplomi dei padre come testimone a partire dal 1173, ma per il resto non si sa quasi nulla della sua fanciullezza. 480-499; J. Deft, Papsttum und Normannen. - La dinastia dei Hohenstaufen, così chiamata dal castello da loro costruito (1070) al centro del Württemberg, nel Giura svevo, a 864 m. s. m., ebbe come capostipite il cavaliere svevo Federico di Büren (m. prima del 1094). Nella cattedrale di Bitonto abbiamo un bassorilievo ben conservato che rappresenta le figure di quattro dominatori. 263 s., 279), aveva tenuto questa carica già nel 1183 sotto Guglielmo II. Il titolo di imperatore è una carica elettiva e non ereditaria; e quindi … La campagna di E. VI si arrestò davanti a Napoli che resistette al tentativo imperiale. 100-250, ad Indicem; Gotefridi Viterbensis Pantheon, a cura di G. Waitz, ibid., XXII, ibid. La presa in ostaggio di Costanza ad opera dei seguaci di Tancredi a Salerno e lo scoppio di un'epidemia nella truppa costrinsero infine l'imperatore a levare l'assedio e porre fine all'intera campagna e a ritornare in Germania. Inoltre, per avere la garanzia della successione all'Impero, il papa avrebbe ottenuto la quasi totalità dei beni matildici cosi come altri possedimenti controversi. Grazie al matrimonio (1186) con Costanza d'Altavilla, dominò Sicilia e di Puglia e tentò di estendere la sua potenza anche in Oriente; ma le continue ... Il secondo vento di Soave, come lo ricorda D. (Pd III 119), nacque nel novembre 1165 da Federico I di Hohenstaufen, imperatore, e da Beatrice dell'Alta Borgogna. La moglie Costanza, trattenuta a Jesi dalla gravidanza, il giorno dopo l'incoronazione di Enrico partorì l'attesissimo erede, il futuro Federico II, al quale fu imposto il nome di Federico Ruggero in onore dei due illustri nonni: Federico Barbarossa di Hohenstaufen e Ruggero II d'Altavilla. ENRICO VI di Svevia, imperatore, re dei Romani e di Sicilia. 373-396; P. Csendes, Die Kanzlei Kaiser Heinrichs VI., Wien 1981; F. Giunta, Il Regno tra realtà europea e vocazione mediterranea, in Potere, società e popolo nell'età dei due Guglielmi, Bari 1981, pp. Anche questo provvedimento era a lungo termine, significava più della semplice conquista di un pegno per rendere docile il papa. - Figlio ( Nimega 1165 - Messina 1197) di Federico I Barbarossa e di Beatrice di Borgogna. di studi ruggeriani, II, Palermo 1955, pp. in usum scholarum, [18], Hannover-Leipzig 1880, ad Indicem; Burchardi Urspergensis Chronicon, a cura di O. Holder-Egger-B. Nell'estate 1185 Costanza lasciò Palermo per recarsi a Milano, dove dovevano celebrarsi le nozze, accompagnata da un fastoso corteo di principi e baroni. All'imperatore mancava soltanto la capitale Palermo, su cui marciò e la catturò nel novembre del 1194. e ad Indicem; A. Haverkamp, Herrschaftsformen der Frühstaufer in Reichsitalien, I-II, Stuttgart 1970-71, ad Indices; M. Scarlata, Sul declino del regno normanno e l'assunzione al trono di Tancredi, in Atti del Congresso internaz. 35-63); E. Jamison, Admiral Eugenius of Sicily. ; H. Schmandt, The election and assassination of Albert of Louvain, bishop of Liège, 1191-92, in Speculum, XLII (1967), pp. Pg.) Nel 1197, lo Staufen credette di avere scoperto un ulteriore complotto ai suoi danni, sospettando questa volta (forse non a torto) la partecipazione anche di papa Celestino III. Di corpo saldo e di acuta intelligenza, fu coraggioso, ambizioso, ostinato come il padre, pur non avendo di lui il sentimento profondo, se pur rigido, della giustizia, né la coscienza della maestà ... enrico s. m. (pl. 86-225; Constantiae imperatricis et reginae Siciliae diplomata (1195-1198), a cura di Th. 344-358, - in particol. Ma tutte queste interpretazioni restano sul piano delle ipotesi e dipendono dall'immagine che il singolo studioso si è fatto della situazione politica globale. 1192). La città assediata continuò a difendersi superbamente con la guida di Riccardo, mentre l'esercito imperiale, ostinandosi nell'assedio vi perse molti uomini, tra cui anche personaggi di spicco, come l'arcivescovo Filippo di Colonia e il duca Ottone di Boemia. Guglielmo di Malconvenant, qualificato già al principio della reggenza di Costanza Come magne imperialis curie magister iusticiarius, che compare ancora nel 1198 (Constantiae … diplomata, n. 73 pp. Con il di lui figlio Federico I di Staufen (n. 1050 circa - m. ... Guglièlmo III re di Sicilia. Tuttavia il partito antisvevo, guidato dal vicecancelliere Matteo di Aiello, trasse vantaggio dalla paura suscitata dal furor teutonicus ed ottenne l'elevazione a re del conte Tancredi di Lecce (18 genn. - Figlio (1153-1189) di Guglielmo I, gli successe nel 1166; dopo aver aderito alla Lega lombarda (1176) stipulò una tregua con l'imperatore Federico I Barbarossa (1177). 6, 9- 18; Romualdi Salernitani Chronicon, ibid., VII, 1, a cura di C. A. Garufi, pp. Era il giorno di Natale del 1130 quando Ruggero II, già conte di Sicilia e Calabria, venne incoronato Re di Sicilia nella cattedrale di Palermo dal cardinale Santa Sabina, inviato speciale dell’antipapa Anacleto II. L'imperatore non si fece scrupolo di approfittare di questo ostaggio piovutogli dal cielo, minacciò di consegnare Riccardo al re di Francia, con cui trattava contemporaneamente, e fissò un enorme riscatto di 100.000 marchi d'argento. Qui si rispecchiano forse meglio di altrove le aspettative, che avevano accompagnato la politica di E. VI, ormai staccate dalla situazione reale. Dubbio è il valore da assegnare alla cerimonia: E. VI fu incoronato re d'Italia o assistette semplicemente all'elevazione della moglie? 188-196; T. Kölzer, Regno di Sicilia e Impero alla fine del sec. Abt., L (1964), pp. L'"autogoverno nazionale" cui si era dato vita a Bari sotto la guida di Costanza era stato senza dubbio pensato come soluzione temporanea e in ogni modo come compromesso. In Germania si era diffusa la voce della morte dell'imperatore. Tancredi d'Altavilla, figlio illegittimo di Ruggero III di Puglia (primogenito di re Ruggero II), era riuscito a ottenere una certa stima come comandante militare ed era l'ultimo discendente maschio della famiglia Altavilla. 219-297; Id., Ungedruckte Urkunden Heinrichs VI. In quella sede l'imperatore nominò gran cancelliere del regno di Sicilia il vescovo Gualtiero di Palearia. Tuttavia ci fu un numero per il momento considerevole di principi che firmarono il documento relativo (Würzburg, marzo-aprile 1196), anche se probabilmente controvoglia sotto le pressioni dell'imperatore. E. sapeva il latino ed era istruito in diritto romano e canonico; nutriva interesse per l'arte e le scienze e scrisse in gioventù alcuni Minnelieder (se ne conservano tre). Alla morte di Federico I Barbarossa, gli successe il figlio Enrico VI, che seguendo l'esempio del padre s'immischiò nella politica italiana, con lo scopo di assicurarsi la corona di Sicilia acquisita grazie al matrimonio con Costanza d'Altavilla.Nonostante ciò, egli dovette affrontare un'aspra lotta per ottenere il possesso del regno meridionale tedesco Enrico VI (1191) e re di Sicilia (1194). Negli accordi fu incluso esplicitamente anche E., il quale si dovette impegnare a rispettarli. lat. Le premesse sembravano favorevoli; Tancredi. Dall'altra parte re Filippo Augusto di Francia, con il quale Riccardo era entrato in attrito, rinnovò l'alleanza svevo-capetingia. In occasione del suo matrimonio, Costanza fu incoronata regina da un vescovo tedesco. - Figlio (m. 1198 circa) di Tancredi, conte di Lecce, e di Sibilla d'Acerra, alla morte del padre si trovò re, ancor minorenne, per decisione della nobiltà siciliana in aperta rivolta contro i Tedeschi, che intendevano controllare con l'Italia meridionale anche tutta la Sicilia. Alla metà di maggio del 1194 E. VI mosse verso Sud. D'altra parte non bisogna giudicare le mosse di E. VI soltanto in base a considerazioni di politica reale. Le opposte posizioni non erano conciliabili; le relazioni di E. VI con il Papato restarono per tutta la vita tese e irrisolte. Sostenitore dell'avvio della terza crociata (1189-92), morì senza eredi, lasciando il trono ... ‹hooënÅ¡tàufën›. E. VI, che dall'estate si trovava nuovamente in Italia, per convincere anche il papa ad assecondare il suo piano, battezzando ed incoronando Federico II, sciolse i principi dai loro vincoli e in compenso ottenne almeno l'elezione del figlio a re (fine del 1196). 214, col. LII), è contestata. – Nome di varie monete fatte coniare da sovrani di nome Enrico o portanti il suo nome: tra esse, il denaro poi chiamato bolognino, coniato a Bologna dal 1191 e che portava il nome dell’imperatore Enrico VI al quale era dovuta... buòn Enrico locuz. Burchard von Ursperg lo descrive come "saggio ed eloquente, piacevole di viso ma piuttosto magro, con un corpo gracile e debole, ma con lo spirito acuto" (Chronicon, p. 75). 1184. Figlio di Federico I Barbarossa (cit. La salma di E. fu provvisoriamente sepolta a Messina. L’incoronazione e la prima campagna in Italia, COSTANZA d'Altavilla, imperatrice e regina di Sicilia, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 30 (1984), non è chiaro con quale titolo Odoacre regnò in Italia ma gli storici concordano sull'attribuirgli quello di, non da Imperatore, contese il trono ad Enrico II il Santo, trasformazione del Sacro Romano Impero in una monarchia ereditaria, Mille anni in Sicilia - Dagli Arabi ai Borboni, Evoluzione del Regno d'Italia nella storia, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Enrico_VI_di_Svevia&oldid=118515291, Sovrani incoronati nella cattedrale di Palermo, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. 412, 423, 425-435; Annales Stadenses, a cura di J. M. Lappenberg, ibid., XVI, ibid. Nel frattempo in Sicilia la feroce repressione del dicembre 1194, dopo l'incoronazione nel giorno di Natale, risvegliò in alcuni nobili siciliani un senso di ribellione: era proprio quello che si aspettava l'imperatore per individuare tutti coloro che gli erano contro ed eliminarli o imprigionarli. Verso la fine dell'autunno 1184 era intervenuto nello scisma di Treviri, facendo distruggere a Treviri e a Coblenza le case dei seguaci di Folmar, il candidato alla cattedra arcivescovile poco gradito all'imperatore. Da più parti si levarono gli avversari degli Svevi e crebbe l'opposizione contro la loro politica volta a costituire un regno ereditario, del quale l'eredità di Guelfo VI (morto nel 1191), che Federico I aveva potuto assicurare alla propria casa, costituiva un'importante componente. Inoltre E. VI fece controllare i registri delle tasse, benché si fosse subito manifestata per i Tedeschi l'impossibilità di amministrare le finanze senza l'aiuto degli esperti siciliani. In quel momento anche Celestino III assunse un atteggiamento più chiaro, riconoscendo Tancredi con il quale nel 1192 concluse a Gravina un concordato che sopprimeva i privilegi del re di Sicilia in materia ecclesiastica all'interno dei Regno. Enrico, nacque alla fine dell’anno 1165 a Nimega (ora Nijmegen in territorio olandese), dell’imponente Federico I Barbarossa e Beatrice di Borgogna, fu presto incoronato re dei tedeschi dall'arcivescovo di Colonia ad Aquisgrana nell'agosto del 1170 e dopo la morte del padre imperatore (del 1191). Federico II di Svevia. Se si ammette però che la politica di E. VI era decisamente indirizzata verso Oriente, questa crociata avrebbe potuto effettivamente documentare la pretesa di dominio degli Svevi sull'intera Cristianità nella tradizione di Federico I, e realizzare nello stesso tempo la profezia, largamente diffusa, secondo la quale l'ultimo imperatore sarebbe entrato a Gerusalemme. Consegnato a Enrico VI, questi nel 1194 lo rilasciò per 100.000 sterline (pari a 36 tonnellate d'argento) e, nello stesso anno, ottenne la sottomissione del duca di Sassonia e la riappacificazione della Germania. Persone sgradite vennero naturalmente eliminate: è il caso del vescovo Urso di Agrigento che alcune voci del XIII secolo indicano come figlio di Tancredi. Heyen, Über die trierer Doppelwahlen von 1183 und 1242, in Archiv für mittelrhein. Era figlio di Enrico VI e di Costanza d’Altavilla, e nipote di Federico I Barbarossa.Federico II è stato uno straordinario personaggio attorno al … Vide la nascita dell'erede come l'occasione giusta per realizzare un progetto di organicità: ai principi tedeschi offrì l'ereditarietà dei patrimoni e ai vescovi la libertà di scegliersi i successori. Scritti in onore di Fr. Ma tutto ciò era però solo il preludio del passo successivo: una crociata che Enrico avrebbe guidato personalmente, come già suo padre prima di lui. Già nel luglio 1184, immediatamente dopo la splendida festa di corte tenutasi a Magonza, E. VI aveva intrapreso una spedizione contro i Polacchi che in poco tempo si era conclusa con un trattato di pace. Ulterori disposizioni di E. VI finora si possono individuare solo a grandi linee. In compenso non era considerato un fattore discriminante l'essere stato seguace di Tancredi; Samaro di Trani e Caro di Morireale restarono indisturbati, come altri ancora, e ottennero addirittura dei privilegi. Considerando gli eventi in questo modo, non c'era nessun bisogno della mediazione inglese, di cui del resto le fonti tacciono. Figlio di Federico I Barbarossa, grazie al matrimonio con Costanza d’Altavilla (1186) estese il dominio imperiale sul regno normanno di Sicilia. Untersuchungen zu ihren lehnsrechtlichen und kirchenpolitischen Beziehungen, Köln-Wien 1972, ad Indicem; G. Baaken, Die Verhandlungen zwischen Kaiser Heinrich VI. 271-379, in particolare pp. Nella persona di E. VI convivevano quindi il politico che agiva con durezza e senza scrupoli e il visionario che cercava di condurre l'Impero svevo ad altezze mai prima raggiunte. Germ. Jahrhundert, II, a cura di W. Böhme, Göttingen 1970, pp. Geschichtsforschung, XXXV (1914), pp. - ein Opfer der Malaria?, in Die Medizinische Welt, XXXIX (1988), pp. La sua visone dell'Impero (uno, romano, universale) non poteva certo tollerare la presenza di un altro stato che si considerasse un impero romano come quello di Costantinopoli e del resto senza Costantinopoli non avrebbe potuto chiudere il cerchio del suo dominio mediterraneo. Il papa rinviò l'incoronazione imperiale, ritardando la propria consacrazione vescovile, e si rese disponibile solo il lunedi di Pasqua. A sua volta E. VI fu incoronato dal patriarca Goffredo di Aquileia, "e da allora fu chiamato caesar", secondo la testimonianza di un contemporaneo, l'inglese Radulf de Diceto (Ymagines…, p. 39). ruggierodilella. E. VI si era garantito l'appoggio dei Romani grazie all'abbandono di Tuscolo, fedele all'Impero, che fu subito rasa al suolo. Hist., Scriptores rer. Al suo posto Tancredi designò come futuro re di Sicilia l'altro figlio, il secondogenito Guglielmo III, di soli 9 anni, affidando la reggenza alla moglie Sibilla. La storia di Enrico VI di Svevia è una fitta trama di oscuri complotti, tradimenti e segreti guidati da un’insaziabile brama di potere.