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Ufficio dello Sceriffo

per la contea di Ventura

19 Luglio 2002


Pag.6

Rapporto d'accusa

 

Il 19 luglio 02, ho interrogato Kevin Bunch presso la sua abitazione. HO chiesto a Bunch di chiamarmi se avesse visto la White. Alle 17:30 circa, Bunch mi ha chiamato e mi ha detto che la White era nella sua abitazione per traslocare. Ho guidato verso la residenza della White con il Sergente Flannigan. White era già partita ma ho notato la sua auto di fronte al suo appartamento. Ho atteso circa un’ora ma la White non si è vista. Ho lasciato un biglietto da visita sulla sua auto chiedendole di chiamarmi prima di partire. Alle 19:15 circa, White mi ha chiamato dicendo che era già in viaggio per lasciare la città. La White era vicino al Civic Art Center su Thousand  Oaks Blvd. Ho chiamato la White e mi sono accordato per vederla al Civic Art Center di Thousand  Oaks. Ho incontrato la White alle 20:00 circa. Ho interrogato White con l’assistente (deputy) Lanquist #4105 come testimone. L’intervista si è svolta nella mia auto di servizio con la White al posto del passeggero e Lanquist nei sedili posteriori.

 

DICHIARAZIONE DI (V) REBECCA WHITE

Quanto segue è il riassunto della mia intervista registrata con la White. La White ha frequentato (S) Carlo Parlanti nell’ultimo anno e mezzo e hanno vissuto insieme negli ultimi nove mesi. Sabato 6 luglio, Parlanti era stressato perché la madre e la figlia della White sarebbero state in città per una visita. La madre e la figlia della White sono ripartite lo stesso giorno intorno alle 18:00. Parlanti stava anche avendo dei problemi con un programma del computer su cui stava lavorando. Parlanti ha bevuto una bottiglia da due litri di vino e ha chiesto a White di andargliene a comprare ancora. La White ha lasciato l’abitazione e ha comprato un’altra bottiglia di vino da due litri. Quando la White è rientrata a casa dal negozio, Parlanti era già arrabbiato. Parlanti ha iniziato a bere la seconda bottiglia di vino e ha detto alla White di togliersi dalla sua vista. La White ha pensato che intendesse dire di lasciare la stanza. La White è andata in camera da letto. Ho chiesto alla White se faceva sempre quel che Parlanti le diceva di fare. La White ha risposto: “Sì, specialmente quando beve”. Parlanti è stato già violento con la White in passato, ma la violenza si verifica solo quando Parlanti consuma alcol.

 

La White era nel letto quando Parlanti è entrato nella stanza circa dieci minuti dopo.

Parlanti ha detto alla White che voleva lasciasse il suo appartamento. White ha risposto che lo avrebbe fatto e ha iniziato a vestirsi. Come la White ha iniziato a vestirsi, Parlanti si è arrabbiato perché stava per andare via. Parlanti ha afferrato la White e ha sbattuto la sua testa contro la bacheca dei messaggi che era presso la porta d’ingresso. La White ha avuto dei bernoccoli (knots) sulla testa come conseguenza dei colpi di Parlanti che le sbatteva la testa. Parlanti ha quindi lanciato la White al muro di fronte e ha iniziato a schiaffeggiarla. La White ha stimato di essere stata schiaffeggiata dieci volte. L’occhio sinistro della White ha iniziato a gonfiarsi. La White ha iniziato a tremare di paura poiché Parlanti non era mai stato così violento in passato. La White ha detto a Parlanti che se ne voleva andare. Parlanti le ha detto che non voleva che andasse. Parlanti ha iniziato a strangolare la White. La White ha detto che il suo collo era ancora gonfio il giorno dopo. La White ha poi perso conoscenza ed è caduta per terra.

 

Quando la White ha ripreso conoscenza, giaceva sulla pancia. Parlanti era sul lato destro della White col ginocchio sinistro nella sua schiena. Parlanti continuava a strangolare la White. La White ha descritto la posizione come una “presa di soffocamento”. La White è svenuta nuovamente. Quando la White ha ripreso conoscenza, si trovava “dall’altro lato della stanza sul pavimento. Lui mi stava dando calci alle costole a destra”. La White urlava e ha descritto i calci come “veramente forti”. La White si è chiusa a riccio e ha detto a Parlanti che le faceva male. Parlanti ha ricominciato a darle calci. La White è andata in “back out” nuovamente e ha iniziato a urlare ancora più forte. Parlanti ha calciato la White ancora e le ha detto che lei stava cercando di metterlo nei guai con le urla. La White aveva difficoltà a respirare per via dei calci nel lato destro del corpo. La White ha detto: ”potevo a malapena parlare perché mi colpiva così forte alla mascella”. Il dolore alla mascella  della White si è prodotto quando Parlanti l’ha schiaffeggiata vicino la porta d’ingresso.

 

Parlanti ha quindi afferrato la White per il suo braccio sinistro e l’ha trascinata verso una poltrona-sacco nel soggiorno. La White ha detto a Parlanti che aveva problemi di vista.

Parlanti ha afferrato la White per i capelli e l’ha trascinata attraverso l’ingresso fino all’ufficio. Parlanti ha sollevato la White e l’ha fatta sedere sul divano in ufficio. Parlanti ha detto di nuovo alla White che lei non sarebbe andata via. Parlanti ha detto che non sapeva che fare di lei ora, perché sapeva che le aveva fatto del male e che avrebbe chiamato la polizia. Parlanti quindi ha preso il telefono e ha detto alla White di chiamare il 911 così poteva farla finita. La White sapeva che se avesse toccato il telefono, Parlanti l’avrebbe colpita ancora. La White ha detto, “Soffrivo così tanto che non volevo mi colpisse ancora.” La White ha provato ad alzarsi ma faticava a respirare per le ferite alle costole.

 

Parlanti è quindi andato al computer (che era in ufficio) e ha caricato un sito web di donne che venivano legate. Parlanti ha detto alla White che voleva che lei scegliesse il modo in cui lui l’avrebbe legata. Parlanti aveva legato la White durante precedenti aggressioni per cui lei era spaventata. La White ha chiesto di nuovo di andare via ma Parlanti non glielo ha permesso. Parlanti ha poi trascinato la White per il suo braccio sinistro in camera. Quindi l’ha spogliata del tutto. Parlanti è uscito e rientrato con delle fascette di plastica che erano nell’armadio all’ingresso. Ho chiesto alla White se quelle fascette fossero ancora lì. La White ha detto “Sì”. Parlanti ha poi messo una fascetta intorno a ciascun polso e caviglia della White. Parlanti ha stretto le fascette più che poteva. Parlanti ha poi legato il braccio destro di White alla caviglia destra e il braccio sinistro alla caviglia sinistra.

 

Dopo che la White è stata legata, Parlanti ha detto alla White che voleva fare l’amore con lei. La White non ha detto nulla. Parlanti ha provato a “fare l’amore” con la White ma lei non reagiva. La White ha detto a Parlanti che aveva dolore e che non lo voleva fare. Ho chiesto alla White se Parlanti aveva effettivamente inserito il pene nella sua vagina. La White ha risposto “Sì”. Ho chiesto alla White per quanto tempo il pene di Parlanti fosse stato nella sua vagina. La White ha stimato dai tre ai quattro minuti. Ho chiesto alla White se Parlanti avesse eiaculato. La White ha risposto “No, non lo fa”. La White ha spiegato che Parlanti non eiaculava mai. Ho chiesto alla White se Parlanti avesse mantenuto l’erezione per tutto il tempo. La White ha detto “Sì”. Ho chiesto alla White quante volte avesse detto a Parlanti di fermarsi. La White ha risposto “Almeno due volte”.  Ho chiesto alla White se lui si fosse fermato subito. La White ha risposto “No, ci ha rinunciato perché io non ricambiavo e si è arrabbiato”. La White è quindi svenuta o si è addormentata. Parlanti ha lasciato la camera ed è tornato in ufficio.

 

La White è rinvenuta e ha urlato a Parlanti. La White ha chiesto a Parlanti di toglierle le fascette dai polsi perché si stavano arrossando e le facevano male. Parlanti ha detto che non lo avrebbe fatto perché in quanto donna lo avrebbe denunciato. Parlanti ha acceso la luce e ha notato che i polsi della White erano gonfi. Egli ha quindi tagliato le fascette dal polso della White. Parlanti ha quindi nuovamente legato la White ma meno stretta. Parlanti ha legato la White nello stesso modo, polso destro alla caviglia destra e polso sinistro alla caviglia sinistra. Parlanti ha poi lasciato la stanza. La White si è addormentata di nuovo.

 

Quando la White si è risvegliata, i suoi polsi erano ancora gonfi ed era sofferente. La White ha iniziato a chiamare Parlanti. Parlanti ha detto alla White di tacere perché i vicini avrebbero chiamato la polizia. Parlanti ha poi tagliato le fascette dai polsi e dalle caviglie della White. Parlanti ha quindi detto che voleva fare l’amore con la White. La White ha detto “Carlo, non voglio far l’amore con te. Ho troppo male, ti prego”. Ho chiesto alla White se ha fisicamente cercato di respingerlo. La White ha detto, “ho troppo male, no”. Il pene di Parlanti è entrato nella vagina della White. Ho chiesto alla White per quanto tempo questo fosse durato. La White ha detto “è stato più a lungo perché stavolta era determinato”. Parlanti le ha detto “ti farò stare meglio perché so che ti ho fatto male e poi ti porterò in un motel e non ti voglio più nella mia vita”. La White ha risposto “Non puoi farmi stare meglio Carlo, mi hai ferita e sto soffrendo molto, ti prego basta”. Ho chiesto alla White cosa lo abbia fatto fermare. La White ha detto: “Non reagisco, voglio dire se non reagisco lui non otterrà nulla”. La White ha chiesto a Parlanti degli antidolorifici. Parlanti ha dato alla White degli antidolorifici sconosciuti.

 

Parlanti ha detto alla White che lui aveva bisogno di dormire. Parlanti ha legato la White a lui con le fascette. Il polso sinistro della White era legato a quello destro di Parlanti. Parlanti ha detto alla White che lei avrebbe dovuto fare l’amore con lui una terza volta. Parlanti ha detto alla White di salire sopra di lui. La White ha risposto “non posso Carlo, ho troppo male, so che mi hai rotto le costole, mi hai fatto qualcosa di veramente grave”. Parlanti si è poi arrabbiato e ha scansato la White lontano da lui. La White era ancora legata a Parlanti. Giacevano l’uno a fianco dell’altra. Parlanti e la White hanno poi dormito. La White ha stimato di essere stata legata tra le 00:00 e le 00:30. L’ultima volta che è stata legata era tra le 2:00 e le 3:00.

 

La cosa successiva che la White ha ricordato è stata la sveglia alle 6:30.

LaWhite non poteva aprire gli occhi ma sentiva che Parlanti non era più legato a lei. Parlanti ha cercato di svegliarla. La White ricorda Parlanti che la toccava e sentiva la sua voce, ma non riusciva a svegliarsi. La White ha detto a Parlanti di lasciarla da sola perché aveva ancora male. Parlanti ha girato la White e ha visto che la sua faccia era “nera” e la gola gonfia. Parlanti ha detto che la White non avrebbe lasciato l’appartamento con quell’aspetto. Parlanti quindi le ha messo del “Ben Gay” mettendolo sui lividi della White tranne che sul viso perché bruciava. Il “Ben Gay” era un tipo speciale che aveva acquistato per le precedenti ferite della White. Parlanti poi ha fatto un impacco di ghiaccio  alla testa e al collo della White. La White non poteva aprire la bocca per prendere le medicine antidolore, quindi Parlanti gliele ha messe in bocca e le ha dato una cannuccia per bere un po’ d’acqua. La White non ricorda altro del resto del giorno tranne Parlanti che la svegliava per vedere se stava bene.

 

La notte, Parlanti ha di nuovo legato a sé la White. Nulla è successo durante quella notte. Di lunedì, la White ha ricordato la sveglia che suonava alle 6:30. La White ha sentito Parlanti parlare tra sé e sé “Oh mio dio, cosa le ho fatto” perché la White si era gonfiata ancora di più. Parlanti non sapeva cosa fare. Ha quindi tagliato la fascetta dal polso della White e le ha messo altro “Ben Gay”. Parlanti quindi ha dato altri antidolorifici alla White. La White non ha creduto che Parlanti sia andato al lavoro quel giorno, ma non era sicura perché non si era alzata dal letto. Parlanti, ancora, l’ha legata a sé prima di dormire.

 

Il martedì mattina, la White si è alzata quando la sveglia è suonata alle 6:30. Parlanti ha detto alla White che doveva alzarsi, andare in bagno e fargli il caffè. La White si è alzata dal letto e ha fatto il caffè. Parlanti è andato al lavoro e la White è tornata a letto. Ho chiesto alla White perché non avesse chiamato la polizia. La White ha fatto una pausa e ha detto: “Perché sarei stata in un pericolo maggiore”. La White ha detto che non poteva chiamare la polizia perché Parlanti avrebbe ucciso lei e sua figlia. Parlanti avrebbe detto alla White in passato che un sicario avrebbe ucciso lei e sua figlia. La White ha chiamato sua madre e sua figlia e ha detto loro che era caduta dalle scale e si era fatta male.

 

Alle 14:00 circa, Parlanti è rientrato a casa con del cibo. Lui ha detto alla White che doveva alzarsi e mangiare. Parlanti ha anche detto alla White che l’avrebbe aiutata a fare un bagno perché puzzava. Parlanti ha aiutato la White a fare una doccia. I capelli della White cadevano mentre li lavava. La White era spaventata perché erano caduti così tanti capelli che si era intasato lo scarico. La White ha descritto Parlanti come un angelo quel giorno. La White ha detto: “E’ stato molto gentile”. Il martedì notte, Parlanti ha legato la White al suo polso di nuovo prima che andassero a dormire. Ho chiesto alla White se pensava che fosse strano che Parlanti la tenesse legata la notte ma non di giorno quando lui era via al lavoro. La White ha detto che il suo ex marito aveva cercato di ucciderla e lei aveva imparato che non doveva opporre resistenza perché avrebbe perso. Ho nuovamente chiesto alla White perché non poteva andarsene. La White ha risposto che non poteva camminare per il dolore. Ho detto alla White che lei era in grado di alzarsi e fare il caffè, perché non poteva andare via mentre lui era al lavoro. La White ha risposto: “Ci sono tre ragioni”. Numero uno, era che lei gli aveva promesso che non lo avrebbe fatto. Numero due, La White sapeva che Parlanti avrebbe fatto del male a lei e alla figlia. Numero tre, era che lei non voleva che Parlanti soffrisse ancora. La White più tardi mi ha detto che lei non voleva denunciare l’aggressione, ma che suo padre non le avrebbe dato aiuto se non lo avesse denunciato alla polizia.

 

Parlanti nuovamente ha ammanettato la White a sé quando sono andati a letto per la notte. Il giorno dopo, mercoledì, Parlanti ha detto alla White che lei doveva fare altre cose oltre a dormire. Parlanti ha detto alla White che doveva fare il bucato e farsi un’altra doccia da sola. Il solo momento in cui la White ha lasciato l’appartamento è stato per fare il bucato. La White ha incontrato una donna ispanica sul marciapiede, La donna ha visto le ferite della White e le ha chiesto cosa fosse accaduto. La White ha detto alla donna che era caduta da delle scale e che forse si era rotta le costole. La donna ha detto alla White il suo numero di appartamento che si è offerta di aiutarla se avesse avuto bisogno. Parlanti è rientrato a casa dal lavoro e ha portato alla White dei regali.

 

Più tardi quella notte, la White ha avuto un rapporto consensuale con Parlanti. La White ha spiegato che il rapporto sessuale era consensuale e che partecipava con desiderio. Ho chiesto alla White perché avrebbe avuto questo rapporto sessuale con Parlanti. La White ha detto “io amo Carlo, sia che mi faccia del male o no, non importa”. Ho detto alla White che non penso che Parlanti la trattenesse contro la sua volontà tutto il tempo. La White ha detto: “Non durante il giorno, no”. Ho chiesto alla White se Parlanti l’avesse legata ancora dopo il rapporto. La White ha risposto “Sì”. La White pensa che Parlanti la legasse perché temeva che lei gli avrebbe fatto del male.

 

Il giovedì mattina, Parlanti si è svegliato ed è andato al lavoro. Parlanti è rientrato dal lavoro e nulla di significativo è accaduto. Quando sono andati a letto, Parlanti di nuovo ha legato a sé la White. Parlanti si è svegliato il venerdì ed è andato al lavoro. Parlanti è ritornato a casa dal lavoro alle 17:00 circa e ha iniziato a bere vino. La White ha spiegato che Parlanti sarebbe tornato a casa dal lavoro e avrebbe bevuto una bottiglia di vino da due litri. La White ha detto: “Quello ha scatenato la sua esagerazione col bere, la notte in cui mi ha picchiata”. Nulla di rilevante è accaduto il venerdì notte. Il venerdì la White ha dovuto dormire sul divano perché “non meritava di dormire con lui”.

Il sabato, Parlanti è stato a casa con la White tutto il giorno. Parlanti ha lavorato al computer. Nulla di rilevante è accaduto il sabato. La domenica, la White ha detto a Parlanti che le costole le dolevano ancora. Parlanti ha detto alla White che lui non avrebbe più bevuto perché non voleva farle male ancora. Il lunedì nulla di significativo è accaduto. Il Martedì alle 4:00 circa, Parlanti ha lasciato la città per un viaggio di lavoro. Il 18 luglio 2002, la White ha guidato fino alla stazione dello sceriffo e ha denunciato i crimini. Ho chiesto alla White perché avesse aspettato tanto per denunciare l’accaduto. La White ha detto che non poteva guidare. Ho chiesto alla White perché non ci avesse chiamati. La White ha detto che il telefono aveva un registratore dentro. Parlanti avrebbe detto alla White, prima di partire per il viaggio di lavoro, che tutto quello che la White avrebbe detto o fatto, Parlanti lo avrebbe saputo. La White infine si reca alla stazione di polizia per denunciare l’aggressione perché aveva parlato col padre che non l’avrebbe aiutata a meno che non avesse denunciato il fatto alla polizia.

 

Ho chiesto alla White se i legacci che Parlanti ha usato per legarla fossero ancora nell’appartamento. La White ha detto che Parlanti aveva buttato quello che aveva usato con lei ogni mattina, ma che quelli inutilizzati erano ancora lì. Ho chiesto alla White se potevamo andare all’appartamento per prendere i legacci. La White ha acconsentito e siamo tornati all’appartamento.

 

FINE DELL’INTERVISTA    

 

L’assistente Lanquist e io abbiamo guidato fino all’appartamento con la White. la White ha aperto l’armadio e ho rinvenuto un sacchetto di fascette di plastica. La White a percorso con me l’appartamento e mi ha mostrato i luoghi in cui i crimini si sono prodotti. Ho fotografato l’appartamento e i luoghi al suo interno che lei mi indicava. Ho registrato i rullini e le fascette come prove all’East County Property Room. La White mi ha anche detto che avrebbe visto un medico nei due giorni successivi.

 

Il 20 luglio 2002, la White mi ha cercato e l’ho richiamata. La White mi ha detto di aver passato qualche ora oggi guardando il calendario e calcolando le date. La White mi ha detto che i giorni della settimana erano giusti, ma che l’aggressione era effettivamente stata portata sabato 29 giugno 2002. La settimana che mi ha descritto finiva lunedì 8 luglio 2002. Parlanti era a casa con la White fino a che non è partito per il viaggi odi lavoro martedì 16 luglio 2002.

Nulla di significativo è accaduto in quella settimana tranne che “abusi verbali” da parte di Parlanti. La White mi ha detto che stava scrivendo il resoconto dell’accaduto al computer. Ho chiesto alla White se era sicura delle date. La White ha rivisto le date con me al telefono mentre aveva accesso a un calendario. La White era sicura che l’aggressione era iniziata il 29 giugno 2002. Ho dato alla White il numero di Fax dell’East County Detective Bureau e le ho detto di faxarmi il suo resoconto scritto lunedì 22 luglio 2002.

 

Il 22 luglio 2002, ho ricevuto la copia via fax del racconto della White dell’incidente. La White mi ha chiamato e mi ha detto che avrebbe visto un dottore oggi, perché le costole le dolevano ancora per i calci di Parlanti. Ho chiesto alla White di avere il fax dell’ufficio del dottore e una copia del referto medico. Più tardi, lo stesso giorno, ho ricevuto una copia via fax del Dr. Troy Manchester (qui una riga di testo è illeggibile!) … il Dr. Troy Manchester ha notato fratture alla sesta e settima costola della Whtie. Il 1 agosto 2002, il Dr. Manchester mi ha chiamato ed ho parlato con lui delle ferite della White. Ho chiesto al Dr. Manchester se era in grado di datare le fratture della White. Lui mi ha risposto che non poteva indicare con esattezza la data, ma che era certo che le ferite fossero occorse entro il mese dalla visita della White del 22 luglio 2002.

 

Il 30 luglio 2002 ho ricevuto un rapporto supplementare dal Deputy Fullerton. Deputy Fullerton aveva contattato un addetto alla manutenzione impiegato presso il complesso residenziale in cui viveva la White. (W-1) Alfred Berger ha detto a Fullerton di aver visto la White zoppicante, ma che non era sicuro del fatto che avesse una qualche ferita al viso poiché la White aveva gli occhiali da sole. Fare riferimento al rapporto del Deputy Fullerton per ulteriori informazioni.

 

Basandoci sulle informazioni di cui sopra, il sergente Flannigan ed io abbiamo determinato che ci sono probabili motivi per arrestare Parlanti per i crimini sopra elencati. Il 31 luglio ’02 e il 1 agosto ’02 ho fatto diversi tentativi infruttuosi di arrestare Parlanti al suo domicilio o al lavoro.