Corte superiore dello Stato della California

per la contea di Ventura

 

Aula 36

On. Allan L. Steele, Giudice 

*** 

IL POPOLO DELLA CALIFORNIA

(parte civile) 

contro

CARLO PARLANTI

(imputato)

***

No. 2002026651

***

Trascrizione dell’udienza preliminare

Giovedì 25 agosto 2005

***

Sono presenti

Per la parte civile

GILBERT ROMERO (Procuratore Distrettuale)

Per l'imputato:

 RON BAMIEH

 

 

 

                          I N D I C E

 

TESTIMONE DELL’ACCUSA:

RICHIEDENTE      DIRETTO    INCROCIATO   RIDIRETTO   RI-INCROCIATO

 

REBECCA WHITE       2            34           67       --   

                          --O0O—

                         

 

 

REPERTI

 

REPERTI               PRIMO   RIFERIMENTO             RICEVUTO

 

1 – Immagini             32                33

 

 

 

--O0O—

 

 

 

 

 

 

 

VENTURA, CALIFORNIA; GIOVEDI’, 25 AGOSTO, 2005

 

 

Ore 10:05

 

 

 

--O0O—

 

 

 

 

LA CORTE: Siamo alla registrazione del caso del Popolo   contro Carlo Parlanti. Il caso è presentato per l’udienza preliminare. L’imputato è presente assieme al suo avvocato. Il popolo è presente.

 

MR. BAMIEH: Ron Bamieh per il Signor Parlanti, presente, non detenuto.

 

MR. ROMERO: Gilbert Romero per la parte civile (ndr il popolo della California).

 

LA CORTE: Grazie. Siamo pronti, quando il procuratore vuole iniziare...

 

MR. ROMERO: Solo una proposta, Vostro Onore. Chiederei che il Detective John Riley capo delle investigazioni possa sedersi al tavolo del procuratore.

 

LA CORTE: Va bene.

 

MR. ROMERO: Vostro Onore, la parte civile chiama Rebecca White.

 

CANCELLIERE: Giura solennemente che la testimonianza che darà in questo caso davanti alla Corte corrisponde alla verità, tutta la verità, nient’altro che la verità?

 

TESTIMONE: Lo giuro.

 

CANCELLIERE: Prego, si sieda. La prego di fare lo spelling completo del suo nome e cognome.

 

 

 

TESTIMONE: R-e-b-e-c-c-a. W-h-i-t-e. Rebecca White.

 

MR. ROMERO: La ringrazio Vostro Onore.

 

 

REBECCA WHITE,

 

chiamata a testimoniare dall’accusa,

è stata esaminata come segue:

 

 

ESAMINAZIONE DIRETTA

 

 

DA PARTE DI MR. ROMERO:

 

D. Signorina White, voglio portare la sua attenzione al 29 giugno dell’anno 2002. Dove viveva all’epoca?

 

R. 201 Triunfo Canyon Road.

 

LA CORTE: Signora, potrebbe per favore avvicinarsi un pò di più al microfono e parlarci dentro direttamente. Okay. Prosegua.

 

DA PARTE DI MR. ROMERO:

 

D. Ha l’indirizzo dell’appartamento?

 

R. Mi spiace. Non riesco a ricordare l’esatto indirizzo dell’appartamento.

 

D. In quale città si trova?

 

R. Westlake Village.

 

D. Fa parte della Contea di Ventura?

 

R. Si.

 

D. Ora, nell’appartamento nel quale viveva all’epoca, mi può dire se c’era – che tipo di appartamento era? Uno studio? Una camera? Due camere?

 

 

 

 

R. Era ad una camera.

 

D. Primo piano? Secondo piano?

 

R. Piano terra.

 

D. Viveva lì con qualcun altro?

 

R. Solo con Carlo Parlanti.

 

D. E prima del 29 giugno 2002, da quanto tempo viveva a quell’ – o in quel domicilio con il Signor Parlanti?

 

R. Um –-

 

D. Approssimativamente.

 

R. Sette mesi.

 

D. Lei ed il Signor Parlanti eravate sposati?

 

R. No.

 

D. Avevate però una relazione?

 

R. Si.

 

D. Ora, tornando alla sera del 29 giugno 2002, si ricorda di aver visto il Signor parlanti bere?

 

R. Si, beveva.

 

D. E che cosa stava bevendo?

 

R. Stava bevendo del vino.

 

D. Stava bevendo vino anche lei?

 

R. Ne ho bevuto solo un bicchiere.

 

D. Ha visto il Signor Parlanti bere il vino?

 

R. Si.

 

D. E lo stava bevendo da un bicchiere?

 

R. Si.

D. E si ricorda quanti bicchieri di vino si è bevuto?

 

R. Non li ho contati.

 

D. E’ stato più di uno?

 

R. Si.

 

D. Più di due?

 

R. Si, tanti.

 

D. Può dire approssimativamente quanti?

 

R. Sei – otto bicchieri.

 

D. Si ricorda di aver acquistato del vino per il Signor Parlanti quella sera?

 

R. Si.

 

D. E cosa ha comprato esattamente?

 

R. Una bottiglia di vino da due litri.

 

D. Quando dice “due litri”, si riferisce ad una bottiglia di vino più grande del normale, capisce cosa voglio dire?

 

R. Si, lo è (ndr più grande del normale).

 

D. E ha visto il Signor Parlanti bere il vino che ha comprato?

 

R. L’ho visto aprire la bottiglia ed iniziare a berlo.

 

D. Ora, lei ha–-lei era ovviamente uscita dall’appartamento per comprare la bottiglia di vino; esatto?

 

R. Si.

 

D. Quando è ritornata, si ricorda approssimativamente che ora era?

 

R. Non mi ricordo. Mi dispiace.

 

D. Era buio fuori?

 

R. No.

 

D. Quando è ritornata, il Signor Parlanti ha parlato con lei?

 

R. Si.

 

D. Aveva il tono alterato?

 

R. Era arrabbiato ed agitato.

 

D. Ha gridato?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda che le ha detto?

 

R. A conversazione avanzata, mi ha detto di allontanarmi da lui.

 

MR. BAMIEH: Obiezione. Non c’è stata risposta.

 

MR. ROMERO: Riformulo la domanda, Vostro Onore.

 

LA CORTE: La risposta è scartata.

 

DA PARTE DI MR. ROMERO:

 

D. Quando è tornata dopo aver comprato il vino ed è entrata nell’appartamento, dove ha visto il Signor parlanti inizialmente?

 

R. Era dentro l’ufficio a lavorare al computer.

 

D. Si è avvicinata al Signor Parlanti con il vino?

 

R. Si.

 

D. Ed a quel punto si ricorda se il Signor Parlanti le ha detto qualcosa?

 

R. Mi ha detto di allontanarmi da lui.

 

D. E lei l’ha fatto?

 

R. Si.

D. Dove è andata?

 

R. Sono andata a letto.

 

D. In una delle stanze?

 

R. L’ufficio è la seconda stanza.

 

D. Quindi l’altra stanza?

 

R. Si.

 

D. E’ quella la stanza che lei e il Signor Parlanti condividevate?

 

R. Si.

 

D. Si è spogliata per andare a letto?

 

R. Mi sono messa il pigiama.

 

D. E’ poi effettivamente entrata nel letto, sotto le coperte?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda se mentre era sdraiata a letto, il Signor Parlanti è entrato nella camera?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda se il Signor Parlanti le disse qualcosa?

 

R. Era arrabbiato perchè ero a letto. Mi ha detto: “Non ti ho detto di andare a letto. Voglio che te ne vada”-

 

D. E lei cosa ha fatto di tutta risposta?

 

R. Ero scioccata, ed ho iniziato ad alzarmi dal letto.

 

D. Si stava preparando ad andarsene?

 

R. Si. Ho inizato a rivestirmi.

 

D. E’ riuscita a rivestirsi?

 

R. Completamente no.

 

D. Cosa è riuscita a mettersi addosso?

 

R. Un top.

 

D. Aveva ancora addosso i pantaloni del pigiama?

 

R. Si.

 

D. Mentre si stava preparando, il Signor Parlanti l’ha toccata?

 

R. Si. Mi ha afferrata e portata alla porta d’ingresso.

 

D. La porta d’ingresso dell’appartamento?

 

R. Si.

 

D. E cosa ha fatto una volta che l’ha portata davanti alla porta d’ingresso?

 

R. Mi ha detto di andarmene, ed io gli ho detto, “Ti, prego, fammi mettere addosso il resto dei vestiti.”

 

D. Quando dice lui – come è arrivata dalla camera alla porta d’ingresso?

 

R. Mi ha tirata fino lì.

 

D. Come l’ha tirata?

 

R. Mi ha afferrato il braccio e con forza mi ha portata alla porta d’ingresso.

 

D. E una volta arrivata alla porta d’ingresso, si ricorda se il Signor Parlanti l’ha toccata in qualche altro modo?

 

R. Si. Mi ha afferrata e mi ha stretta contro il muro ed ha iniziato a battermi la testa contro – il dietro della testa contro il quadro per messaggi.

 

D. Ed il quadro per messaggi...può descrivere cos’è?

 

R. E’ ampio circa 30 cm ed alto forse 60. E’ dove lui teneva i suoi messaggi, vicino alla porta.

 

D. Ed è appeso al muro, vicino alla porta?

 

R. Su un picchetto, si.

 

D. Ed il Signor Parlanti –- credo che la parola che lei ha usato era battere la testa contro –-

 

R. Si.

 

D. –- il muro dove era appeso il quadro per messaggi.

 

R. Si.

 

D. Quindi il dietro della sua testa batteva contro il quadro per messaggi –-

 

R. Si.

 

D. –- che era appeso al muro?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda quante volte l’ha fatto?

 

R. Direi forse 30 volte.

 

D. Dopo che le ha sbattuto la testa, le ha fatto qualcos’altro, fisicamente, intendo?

 

R. Mi ha spinta contro il muro adiacente ed ha iniziato a schiaffeggiarmi ripetutamente con il palmo ed il sopra della mano, ed ancora ha ricominciato a battermi la testa contro il muro.

 

D. E può dire approssimativamente quante volte l’ha schiaffeggiata?

 

R. Forse una diecina di volte.

 

D. Può dire approssimativamente quante volte le ha sbattutto la testa contro il muro adiacente?

 

R. Io –- tutto quello che posso dire è molte volte.

 

D. E cosa è successo dopo il fatto accaduto contro il muro adiacente?

 

R. Sono molto spaventata. Sto tremando. Mi sta guardando fissa. Ha capito che per la prima volta ero spaventata. Non sono mai stata –-

 

MR. BAMIEH: Obiezione. L’accusa invoca speculazione

 

LA CORTE: Scarteremo la risposta. Prosegua, signora.

 

TESTIMONE: Non ho mai avuto paura di Carlo, mai nessuna volta da quando lo conosco. Sto tremando. Lui ha detto:” Non volevo che tu avessi paura di me,” ed è quasi come se qualcosa dentro di lui fosse scattata. Mi afferra alla gola.

 

MR. BAMIEH: Obiezione nei confronti dell’ultimo commento fatto.

 

LA CORTE: Scarteremo “qualcosa dentro di lui fosse scattata.” Vada avanti.

 

MR. ROMERO: Mi permetta di fare una domanda.

 

D. Lei ha testimoniato di essere stata afferrata alla gola da lui. Si ricorda quale mano ha usato?

 

R. Mi spiace. Non mi ricordo.

 

D. E quando dice mi ha afferrata alla gola, può descrivere come la sua mano stava sulla sua gola?

 

R. (Lui) usa la mano destra, perciò presumo mi abbia afferrata con la mano destra.

 

MR. BAMIEH: Obiezione. Invoca speculazione.

 

LA CORTE: Lasciatela. Un attimo. Potrei risentire la risposta?

(si rimanda la risposta)

 

LA CORTE: Richiesta respinta. Vada avanti.

 

MR. ROMERO: E per record, la testimone ha messo la sua mano destra assieme al pollice su quella che credo fosse la parte destra del collo ed i diti rimanenti sulla parte sinistra del collo.

 

D. Si ricorda se le ha fatto pressione sul collo?

R. Si.

 

D. Aveva problemi a respirare?

 

R. Si. Mi ha anche tirata verso di lui, lontano dal muro.

 

D. E dove l’ha tirata?

 

R. C’è una –- come una piccola area cubica che avevmo delimitato lì all’entrata, e lui è in piedi forse a circa 30-60 cm dal muro dove mi aveva spinta contro quando mi stava schiaffeggiando. Ora mi ha tirata faccia a faccia davanti a lui e mi sta soffocando.

 

D. Cosa si ricorda essere successo dopo?

 

R. Sto –- non riesco a respirare. Mi sta togliendo l’aria, ed io sto provando a parlare con lui a dirgli che non riesco a respirare, che mi sta facendo male. Non mi risponde. Continua a strozzarmi.

 

D. Si ricorda approssimativamente quanto tempo le ha lasciato la mano intorno alla gola?

 

R. E’ stato per poco tempo. Ho perso conoscenza.

 

D. Si ricorda perdere i sensi, o si ricorda rinvenire?

 

R. Mi ricordo rinvenire.

 

D. E quando è rinvenuta, dove si trovava?

 

R. Sul pavimento.

 

D. Ancora nell’ –-

 

R. Ingresso.

 

D. Dell’appartamento?

 

R. Si.

 

D. E quando è rinvenuta, ha visto Carlo Parlanti?

 

R. No, perchè lui –- lui mi sta tenendo soffocata con il ginocchio sulla mia schiena.

 

D. Così ha sentito qualcuno toccarla?

 

R. Si. Mi sta ancora soffocando.

 

D. Sta in piedi o sta a terra?

 

R. Sto sul pavimento.

 

D. Sta sdraiata sulla schiena o sullo stomaco?

 

R. Sto sdraiata sullo stomaco, un pò piegata da un lato.

 

D. Sente ancora una mano intorno alla gola?

 

R. Si. Non riesco –- non riesco a prendere aria per parlare.

 

D. E sente qualche altra cosa sul suo corpo?

 

R. Il suo ginocchio.

 

D. In che punto stava?

 

R. Sulla schiena.

 

D. Sulla parte bassa della schiena, il suo –-

 

R. Si, e mi sta tirando la testa al contrario.

 

D. Quindi lei sente –- sente qualcosa sulla parte bassa della schiena e la testa tirata all’indetro?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda se a questo punto il Signor Parlanti le ha detto qualcosa?

 

R. Mi spiace. Non mi ricordo.

 

D. Eventualmente, il Signor Parlanti la lascia andare dalla posizione come lei lo ha descritto –-

 

R. Ho perso conoscenza. Non so –- non so cosa fece.

 

D. E’ svenuta di nuovo?

 

 

R. Si.

 

D. Ricorda quando si è svegliata?

 

R. Quando mi sono risvegliata, mi trovavo in mezzo al salone.

 

D. Così si era mossa?

 

R. (Lui) mi ha mossa.

 

MR. BAMIEH: Obiezione.

 

LA CORTE: Si. Accolta.

 

DA PARTE DI MR. ROMERO:

 

D. Mi lasci chiarire. Quando lei lo ha sentito con il ginocchio sulla sua schiena e la sua testa tirata all’indietro, ha perso conoscenza; esatto?

 

R. Si.

 

D. E dopo ha ripreso conoscenza e si è accorta che si trovava in un punto diverso?

 

R. Si.

 

D. Ma nella stessa stanza?

 

R. Si.

 

D. E quando ha ripreso conoscenza, ha sentito ancora il Signor Parlanti toccarla?

 

R. Si. Mi stava dando calci alle costole, sulla destra.

 

D. Quindi lui non è più –- non ha più nulla sulla parte bassa della sua schiena?

 

R. No.

 

D. E lei non sente più la mano di lui sulla sua gola?

 

R. No.

 

D. Cosa sente?

R. Un dolore tremendo alla testa e alle costole.

 

D. E lei ha affermato che lui l’ha presa a calci. Lei ha effettivamente visto il Signor Parlanti darle calci?

 

R. Si. Era scalzo, e mi stava dando calci.

 

D. E in quale punto del corpo la stava scalciando?

 

R. Alle costole, sulla destra.

 

D. Si ricorda quante volte le ha dato calci?

 

R. Sono svenuta di nuovo.

 

D. Una terza volta?

 

R. Si.

 

D. E quando si è ripresa, si ricorda –-

 

R. Mi sta ancora prendendo a calci.

 

D. E’ sempre nella stessa posizione?

 

R. Si.

 

D. A quel punto, ha smesso di prenderla a calci?

 

R. Perchè l’ho supplicato, si.

 

D. L’ha toccata dopo averla presa a calci?

 

R. Si.

 

D. Come l’ha toccata?

 

R. E’ pieno di rabbia. Mi afferra per il braccio sinistro e mi trascina attraverso la stanza e mi lancia su una poltrona a sacco.

 

LA CORTE: Non riesco a sentirla bene, signora. Potrebbe per favore alzare un pò la voce. Vada avanti.

 

TESTIMONE: Ci provo.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

D. Okay, la poltrona a sacco. (ndr un tipo di sedia decorativa, fatta di piccoli pezzettini di polistirolo presente in America). Intende una sedia grande che si appoggia sul pavimento?

 

R. Si.

 

D. E dove si trova esattamente questa poltrona a sacco nel suo appartamento?

 

R. E’ appoggiata contro il muro rivolta verso la porta d’ingresso.

 

D. Quindi, è sempre nella stessa stanza?

 

R. Si.

 

D. Mentre lei è seduta o –- come –- lei è seduta o sdraiata su quella poltrona a sacco?

 

R. Sono seduta.

 

D. Il Signor Parlanti la tocca mentre è seduta su quella poltrona?

 

R. Si. Sto piangendo e lui mi da un pugno in pieno viso.

 

D. La colpisce con un pugno aperto o chiuso?

 

R. Chiuso.

 

D. E dove la colpisce?

 

R. In mezzo agli occhi.

 

D. Quante volte la colpisce?

 

R. Una volta.

 

D. Si ricorda se le ha detto qualcosa prima di colpirla?

 

R. Mi dice di starmi zitta.

 

D. Mi scusi. Prima di colpirla, si ricorda se le ha detto qualcosa?

 

R. E’ arrabbiato con me. Mi ha detto che è tutta colpa mia, che sono solo una stupida Americana.

D. Dopo che l’ha colpita, si ricorda se lui le ha detto qualcosa?

 

R. Mi sta dicendo di starmi zitta, che lo avrei messo nei guai perchè stavo piangendo e gridando.  Ho tanto dolore. Non riesco a vedere bene. E lui mi dice che sto mentendo.

 

D. Quando lei afferma di stare gridando, lei è –- si ricorda se è riuscita ad articolare qualche parola o soltanto suoni?

 

R. No, soltanto suoni.

 

D. Mi scusi, solo –-

 

R. Solo grida.

 

D. Eventualmente, riesce ad alzarsi da quella sedia?

 

R. Mi afferra per i capelli e mi trascina giù per il corridoio dentro l’ufficio.

 

D. Questa sarebbe l’altra stanza –-

 

R. Si.

 

D. –- dove voi non dormite?

 

R. Esatto.

 

D. E lui l’afferra –- la tira per i capelli.

 

R. Si.

 

D. Quando entra dentro –- quello che lei descrive come studio, dove va?

 

R. Mi prende e mi mette sul divano che è appoggiato contro il muro.

 

D. Così lei sta seduta sul divano?

 

R. Si.

 

D. E dov’è il Signor Parlanti?

 

R. Sta camminando avanti e dietro.

D. Mentre lei è seduta sul divano, il Signor Parlanti la tocca?

 

R. Mi sta spingendo sulla spalle ed è agitato. Non sa che farne di me.

 

MR. BAMIEH: Obiezione.

 

LA CORTE: L’ultima parte è scartata, a partire dalla parola agitato.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. Quando lei afferma che la sta spingendo, mi può per favore dire cosa intende con spingere?

 

R. Mi sta spingendo sulle spalle.

 

D. Entrambe le spalle?

 

R. Si.

 

D. Stava usando la mano aperta?

 

R. Si.

 

D. Il Signor Parlanti si siede assieme a lei sul divano?

 

R. No.

 

D. Dove va il Signor Parlanti dopo averla spinta?

 

R. E’ in preda ad una camminata nervosa, spinge –- cammina avanti e dietro dicendo, “non so che farmene di te.”

 

D. Dopo che dice questo, cosa lo vede fare?

 

R. Dice, “Vado a prendermi un altro pò di vino. Tu resta qui.”

 

D. Se ne va dalla stanza?

 

R. Si, se ne va.

 

D. E lei resta sul divano?

 

R. Io –- io ho provato ad alzarmi, ma non ci riesco. Mi rendo conto che ho qualcosa di rotto, qualcosa che non va. Non riesco ad alzarmi.

 

D. Ha tanto dolore?

 

R. Tanto dolore, e mi gira la testa.

 

D. Così resta sul divano?

 

R. Si.

 

D. Il Signor Parlanti torna poi in stanza?

 

R. Si. Ha in mano un telefono portatile ed un bicchiere di vino.

 

D. Le dice qualcosa quando ritorna in stanza?

 

R. “Voglio che tu chiami il 911 (polizia ndr) così la facciamo finita.”

 

D. Le da il cordless?

 

R. Si.

 

D. Come glielo da? Glielo passa?

 

R. Ho le braccia incrociate perchè ho tanto dolore. Mi sto tenendo un fianco. Così lui lo spinge dentro l’invasatura delle braccia cercando di farmelo afferrare.

 

D. Lo afferra?

 

R. No.

 

D. Che fa lui col telefono?

 

R. Lo riprende tra le mani e cerca di farmelo afferrare di nuovo.

 

D. Ha provato a farlo diverse volte?

 

R. Un pò di volte. Lo mette giù sul -– dentro il top, cercando di farmelo prendere, ed io – ed io lo lascio cadere dentro.

 

D. Quindi lei non ha mai afferrato il telefono?

 

R. No. Avevo paura di farlo.

 

D. E lei ha anche affermato che il Signor Parlanti è ritornato con un altro pò di vino?

 

R. Si.

 

D. Aveva una bottiglia o un bicchiere di vino?

 

R. Un bicchiere.

 

D. Lo ha visto finirsi quel vino?

 

R. Si, l’ho visto.

 

D. Ha visto il Signor Parlanti sedersi ad un certo punto?

 

R. Si. Si è seduto sulla sua sedia da ufficio davanti a me.

 

D. C’è un computer dentro lo studio?

 

R. Si.

 

D. Ed è situato vicino a dove si è seduto il Signor Parlanti?

 

R. Si è seduto davanti al suo computer.

 

D. Ed al quel punto, il Signor Parlanti le ha mostrato qualcosa sul suo computer?

 

R. Si. Da un pò di tempo stava guardando un sito web con donne nude legate in svariati modi, e mi ha detto, “Vedi cosa sto guardando?” Ed io ho detto “Si.” E lui ha detto, “Voglio che tu scelga una di queste foto perchè voglio legarti –- voglio che tu scelga come quale di queste foto vorresti essere legata, perchè ho intenzione di legarti.”

 

D. Lei ha risposto quando lui le ha chiesto di sceglierne una?

 

R. No, non ho risposto.

 

D. Cosa ha fatto il Signor Parlanti dopo averle detto questo?

R. Mi ha trascinata giù per il corridoio e mi ha portata nella stanza da letto, mi ha messa sul letto e mi ha tolto i vestiti di dosso.

 

D. L’ha spogliata?

 

R. Si.

 

D. E dopo cosa ha fatto?

 

R. Mi ha coperta ed ha cominciato a camminare avanti e dietro ai piedi del letto.

 

D. Quando ha affermato di averla coperta, come lo ha fatto?

 

R. Ha soltanto preso le coperte e mi ha coperta come si farebbe ad un bambino.

 

D. E cosa –-

 

MR. BAMIEH: Mi scusi. Non ho sentito l’ultima parte.

 

(si ripete l’ultima parte)

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. E lei lo ha visto camminare avanti e dietro nella stanza?

 

R. Si.

 

D. Cosa ha fatto dopo aver finito di camminare avanti e dietro?

 

R. (Lui) –- è andato nel suo studio ed ha preso – presumo sia andato in cucina perchè è poi ritornato con un altro bicchiere di vino.

 

D. Così lei non ha visto dove è andato. Lei lo ha soltanto visto lasciare la stanza e poi ritornare?

 

R. Giusto. Ed è ritornato con dei lacci, lacci a zip.

 

D. Ha mai visto quei lacci prima di quella volta?

 

R. Si. Li usava per proteggere i cavi dietro al computer ed in altri posti dell’appartamento.

 

D. Quindi questi sono lacci a zip di plastica?

 

R. Si.

 

D. E lei lo ha visto entrare dentro la stanza con quei lacci in mano?

 

R. Si.

 

D. Ed il Signor Parlanti l’ha quindi legata con quei lacci?

 

R. Si.

 

D. E come lo ha fatto?

 

R. Ero rannicchiata in posizione fetale sul lato destro. Ha messo un laccio sulla mia caviglia sinistra, ha allacciato un secondo laccio attraverso il primo e lo ha legato al – al polso sinistro, mi ha rigirata ed ha fatto la stessa sull’altro lato. (destro ndr)

 

D. Quindi lei ha il polso destro legato alla caviglia destra e lo stesso per il polso sinistro, legato alla caviglia sinistra?

 

R. Esatto.

 

D. Ed è sdraiata sullo stomaco o sulla schiena?

 

R. Sulla schiena.

 

D. Quindi le sue mani sono legate davanti a lei.

 

R. Si.

 

D. Ed a questo punto lei non ha nessun vestito addosso?

 

R. No. Sono completamente nuda.

 

D. A questo punto lui –- lui, il Signor Parlanti – ha visto il Signor Parlanti abbassarsi i panatoloni?

 

R. Tutto quello che il Signor Parlanti aveva addosso era una t-shirt.

D. Durante tutta la durata di questo fatto?

 

R. Si.

 

D. Il Signor Parlanti ha introdotto il suo pene dentro la sua vagina?

 

R. Si, lo ha fatto.

 

D. Prima che lui lo facesse, si ricorda di avergli detto che lei non voleva?

 

R. Mi ha detto che mi voleva far sentire meglio perchè sapeva di avermi ferita.

 

D. Le ha detto questo prima di introdurre il suo pene?

 

R. Si, ed io gli ho detto che non poteva farmi sentire meglio perchè avevo tanto dolore. Non volevo che lui lo facesse.

 

D. Quando lei è legata con questi lacci ed è sdraiata sulla schiena, si trova sul letto o sul pavimento?

 

R. Il letto è sul pavimento.

 

D. E’ un materasso poggiato sul pavimento?

 

R. Si.

 

D. Quindi lei è sul materasso o sul pavimento?

 

R. Sono sul materasso.

 

D. Il Signor Parlanti le dice di volerla far sentire meglio. Cosa fa dopo averle detto questo?

 

R. Mi si sdraia sopra e cerca di fare l’amore con me.

 

D. Quando lei afferma “prova”, il Signor Parlanti ha effettivamente introdotto il suo pene in vagina?

 

R. Si, lo ha fatto.

 

D. Durante ciò, lei sta piangendo?

 

R. Si.

D. Sente il suo pene entrare dentro la sua vagina?

 

R. Si, lo sento.

 

D. Ha fatto sesso con lei a quel punto?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda se ad un certo punto ha smesso e si è staccato da lei?

 

R. Si. Ha smesso.

 

D. Si ricorda quanto è durato?

 

R. Approssimativamente cinque minuti.

 

D. E mi può dire, se si ricorda, quante volte, durante quell’atto sessuale che lei ha descritto, gli ha detto “No” o “Smettila”?

 

R. Gliel’ho solo detto una volta.

 

D. E quando è stato?

 

R. Quando ha cominciato.

 

D. Ora, lei ha detto che è durato circa cinque minuti prima  che lui si staccasse da lei?

 

R. Si.

 

D. Lei ha visto dov’è andato dopo che si è staccato da lei?

 

R. E’ uscito dalla stanza.

 

D. Dalla stanza da letto?

 

R. Um-hmm.

 

D. E lei è rimasta sdraiata sul materasso ancora legata con quei lacci?

 

R. Si.

 

D. Lei ha fatto qualcosa dopo che lui è uscito dalla stanza? Ha detto qualcosa?

 

R. Sono svenuta di nuovo.

 

D. Si ricorda quando ha ripreso i sensi?

 

R. Si.

 

D. E quando si è ripresa, il Signor Parlanti era dentro la stanza con lei?

 

R. Ricordo che le mie mani tremavano. Erano viola e gli ho gridato se per favore poteva slegarmele. Mi facevano male.

 

D. Quindi lei non lo ha visto nella stanza?

 

R. No.

 

D. Ed il Signor Parlanti è poi tornato nella stanza dopo che lei gli ha gridato?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda quanto tempo è passato dal momento in cui lei ha iniziato a gridargli a quando lui è rientrato in stanza?

 

R. Diversi minuti. Non so l’esatto intervallo di tempo.

 

D. E quando è ritornato, il Signor Parlanti le ha tolto i lacci?

 

R. Li ha tagliati e ne ha messi di nuovi, non erano –- forse erano un pò più larghi. Ne possiede di svariate taglie.

 

D. Quindi lei non ricorda se ha usato gli stessi identici lacci?

 

R. Non avrebbe potuto in ogni caso. L’unico modo per rimuoverli è tagliarli.

 

D. Mi scusi. Quello che intendo con gli stessi identici lacci, quando ha messo i lacci –- quando taglia quelli vecchi e mette quelli nuovi, lei non è sicura fossero gli stessi identici ai precedenti –-

 

R. Oh, non lo so.

 

D. Ma gliene mette di nuovi ed erano più larghi?

 

R. Si.

 

D. E quando le ha rimesso i lacci, l’ha legata nello stesso identico modo della volta precedente?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda se il Signor Parlanti le ha reintrodotto il suo pene in vagina quando l’ha legata di nuovo?

 

R. Si, lo ha fatto.

 

D. Ha fatto sesso con lei?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda quanto è durato?

 

R. Forse tre minuti.

 

D. E si ricorda se durante questo nuovo atto sessuale con il Signor Parlanti, in un qualche momento, lei gli ha detto di “No”? 

 

R. Gli ho detto di “No” sin dall’inizio.

 

LA CORTE: Aspetti. Potrei risentire la risposta, per favore

 

(si rimanda la risposta)

 

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. E quando dice – sin dall’inizio, intende dall’inizio del secondo atto sessuale?

 

R. Si. Sto ancora piangendo ed ho tantissimo dolore, ed ho paura. Non so quello che ha intenzione di fare.

 

D. E dopo circa tre minuti, il Signor Parlanti si è staccato da lei ?

 

R. Si.

 

D. E dove lo vede andare?

 

R. Esce di nuovo dalla stanza.

 

D. E quando lui se ne va, lei è ancora legata con quei lacci?

 

R. Si.

 

D. Cosa fa lei dopo che lui se ne va?

 

R. Io –- le mani mi stanno ancora tremando. Si stanno gonfiando, e gli grido di nuovo per favore di venire, a togliere queste -- a togliermi i lacci.

 

D. E lui ritorna?

 

R. Si, ritorna. Ci mette di più stavolta perchè si sente frustrato. Non mi vuole liberare.

 

MR. BAMIEH: Obiezione.

 

LA CORTE: Potrei risentire la risposta, per favore.

 

(si rimanda la risposta)

 

LA CORTE: Scartiamo tutto da dopo la seconda volta.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. E quando il Signor Parlanti ritorna, lei gli chide di toglierle i lacci?

 

R. Si, l’ho fatto.

 

D. E lui glieli toglie?

 

R. Ha esitato. Ha detto, “Non ti posso slegare. Non voglio toglierteli di dosso.”

 

D. Lo ha pregato di toglierli?

 

R. Si, l’ho l’ho pregato perchè le mani mi si stavano gonfiando ed erano viola.

 

D. I polsi o proprio le mani?

 

R. Le mani.

 

D. A questo punto, il Signor Parlanti le toglie i lacci?

 

R. Si. Li taglia.

 

D. Che succede dopo che li ha tagliati?

 

R. Prova ad avere un altro rapporto sessuale con me.

 

D. Lei è ancora sdraiata sul materasso?

 

R. Si.

 

D. E lui ha un rapporto sessuale con lei per la terza volta?

 

R. Si.

 

D. E per “rapporto sessuale” –- lui inserisce il suo pene nella sua vagina?

 

MR. BAMIEH: Obiezione. Si suggerisce la risposta.

 

LA CORTE: Bè, non riesco a sentire nessuna delle parti, quindi, non avendo sentito la risposta, non posso decidere. Potrei risentire la risposta, per favore.

 

(si rimanda la risposta)

 

MR.ROMERO: Riformulo la domanda.

 

D. Quando lei ha affermato che lui ha avuto un rapporto sessuale con lei, lui ha inserito il suo pene in vagina?

 

MR. BAMIEH: Obiezione. Suggerimento.

 

LA CORTE: Respinta. Può rispondere signora.

 

TESTIMONE: Si, lo ha fatto.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. E quando lui ha fatto quell’atto fisico, in che posizione si trovava lei?

 

R. Sdraiata sulla schiena.

 

D. Ed il Signor Parlanti si mette sopra di lei?

 

R. Si.

 

D. E lui – approssimativamente quanto dura questo rapporto sessuale?

 

R. Solo qualche minuto.

 

D. Si ricorda di aver detto al Signor Parlanti anche questa terza volta che lei non voleva fare sesso?

 

R. Si.

 

D. Quando glielo ha detto?

 

R. All’inizio e durante.

 

D. A questo punto, lei sta piangendo?

 

R. Si. Gli dico “Mi fa male. Ti prego.”

 

D. Eventualmente, il Signor Parlanti si stacca da lei un’altra volta? E’così?

 

R. Si.

 

D. Dove lo vede andare?

 

R. Rimane nella stanza.

 

D. Cosa lo vede fare?

 

R. Mi dice che vuole che io faccia l’amore con lui.

 

D. Quando le dice questo, dove si trova lui?

 

R. (Lui) è al –- a letto con me.

 

D. E’ sdraiato vicino a lei o seduto?

 

R. Credo che fosse accovacciato su di me.

 

D. Gli risponde quando lui le chiede di fare l’amore con lei?

 

R. Gli dico che non posso, non riesco a fare l’amore con lui.

 

D. Perchè?

 

R. Perchè ho troppo dolore. Non voglio.

 

D. E cosa fa il Signor Parlanti?

 

R. Mi dice che devo farlo.

 

D. A questo punto fa sesso con lui una quarta volta?

 

R. Ci ho provato, ma non ce la faccio.

 

D. Può gentilmente spiegare cosa intende quando dice di averci provato?

 

R. Vuole che io mi metta sopra di lui.

 

D. Ci si mette?

 

R. Mi sdraio sopra di lui, ma non riesco a muovermi.

 

LA CORTE: Desidera fare una pausa, signora?

 

TESTIMONE: Si, grazie.

 

LA CORTE: Bene. La corte si ritira per dieci minuti.

 

(Pausa)

 

LA CORTE: Okay.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. Signorina White, acredo abbiamo smesso quando lei ha detto di essersi messa sopra il Signor Parlanti ma non riuesciva a muoversi.

 

R. Um-hmm. Si.

 

D. Quindi il Signor Parlanti è sdraiato con la schiena sul materasso?

 

R. Si.

 

D. E lei è seduta sopra di lui, deduco, a cavalcioni su di lui?

 

MR. BAMIEH: Obiezione. Suggerimento.

 

TESTIMONE: No.

 

LA CORTE: Respinta. La risposta? Vada avanti, signora.

 

TESTIMONE: Sto sdraiata sopra di lui.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. Il suo stomaco è allineato con lo stomaco di lui?

 

R. Si.

 

D. Riesce a sentire se lui riesce o meno ad inserire il suo pene in vagina?

 

R. Lo ha fatto.

 

D. Durante –- o prima che lui introducesse il suo pene in vagina, si ricorda se ha detto al Signor Parlanti che lei non voleva fare sesso?

 

R. Non credo di averglielo detto questa volta. Mi sono arresa.

 

D. Si ricorda quanto è durato quell’atto sessuale?

 

R. Pochi minuti perchè non riuscivo proprio a muovermi.

 

D. Piangeva questa volta?

 

R. Si.

 

D. E cosa è successo dopo che il sesso è finito? Fisicamente, lei cosa ha fatto?

 

R. Mi ha spinta via perchè non riuscivo a muovermi.

 

D. Si è messa sul suo lato (di lui ndr)?

 

R. Veramente mi ha proprio lanciata via da lui.

 

D. Con molta forza?

R. Si.

 

D. E dove è finita?

 

R. Sul mio lato del letto.

 

D. E’ rimasta sul materasso?

 

R. Si.

 

D. Cosa ha fatto dopo il Signor Parlanti?

 

R. Ha detto, “Non ha più importanza. Voglio andarmene a dormire,” e la sua mano –- ha preso un laccio e lo ha legato sul suo polso e un altro sul mio polso e li ha allacciati insieme.

 

D. Quindi il suo polso destro?

 

R. Il suo destro con il mio sinistro.

 

D. Quindi il polso destro di lui era legato al suo polso sinistro?

 

R. Esatto.

 

D. E questo è successo mentre entrambi eravate sdraiati sul materasso?

 

R. Si.

 

D. C’è stato qualche altro contatto fisico quella notte?

 

R. No. Lui ha detto, “Mettiamoci a dormire. Devo prendere un pò di sonno.”

 

LA CORTE: Potrei risentire la risposta, per favore.

 

(Si rimanda la risposta)

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

                     

D. Si è addormentata?

 

R. Credo di aver perso conoscenza.

 

D. E’ rimasta a letto con il Signor Parlanti fino alla mattina successiva?

 

R. Non avevo scelta.

 

D. Ed è rimasta legata a lui con un laccio tutta la notte?

 

R. Si.

 

D. Ora, durante tutti quegli atti sessuali che lei ha testimoniato di avere avuto con il Signor Parlanti, si ricorda se il Signor Parlanti ha avuto un’eiaculazione durante qualcuno di quegli atti sessuali?

 

R. No, non ne ha avuto.

 

D. In nessun atto?

 

R. No.

 

D. In qualche momento, durante quella notte, ha avuto l’opportunità di vedere se sulla sua faccia c’erano ferite?

 

R. Due giorni dopo.

 

D. Ci ha messo due giorni per guardarsi la faccia?

 

R. Ho dormito per due giorni. Non mi sono alzata.

 

D. E quando si è guardata il viso, ha notato qualche ferita?

 

R. Ero scioccata.

 

D. Si è scattata qualche fotografia?

 

R. Il terzo giorno, si.

 

D. Quando lei dice “il terzo giorno”, si ricorda quale data potrebbe essere stata?

 

R. Era mercoledì. Non sono sicura della data esatta.

 

D. Okay. Ma lei ricorda –- okay. Lasci che le chieda questo: 29 giugno 2002. Si ricorda in che giorno della settimana cadeva?

 

R. Sabato.

 

D. Quindi il mercoledì successivo, qualunque data essa fosse, lei si è scattata –- lei si è finalmente vista?

 

R. Si.

 

D. E si è scattata delle foto?

 

R. Si.

 

MR.ROMERO: Potrei avvicinarmi, Vostro Onore? Vostro Onore, io credo –- Non credo sia stata marcata ancora. La voglio marcare come Evidenza numero 1.

 

D. Le mostrerò cosa è stato marcato come Evidenza numero 1, Signorina White. E potrebbe dire alla Corte cos’è l’Evidenza numero 1?

 

R. E’ una mia foto con un occhio nero ed un livido sulla bocca.

 

D. E’ una delle foto che lei si è scattata quel mercoledì dopo il fatto?

 

R. Si.

 

D. E questa foto rappresenta la parte alta del torace, collo e viso?

 

R. Si.

 

D. E lei vede chiaramente qualche livido sul lato destro della faccia?

 

MR. BAMIEH: Obiezione. La foto parla chiaro, Vostro Onore.

 

LA CORTE: Si, ma non è stata presentata. Perciò l’obiezione è respinta. Può rispondere, signora.

 

TESTIMONE: Si.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. E sul suo collo riesce a vedere qualche rigonfiamento in quella foto?

 

R. Si.

 

MR.ROMERO: A questo punto, Vostro Onore, l’accusa terrebbe questa foto come evidenza.

 

LA CORTE: Obiezioni?

 

MR. BAMIEH: Nessuna per l’udienza preliminare, Vostro Onore.

 

LA CORTE: Mi scusi?

 

MR. BAMIEH: Non per l’udienza preliminare.

 

LA CORTE: Accolta.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. Ora, quando quella sera del 29 giugno 2002, prima di andare a letto il Signor Parlanti le ha legato il polso al suo, voleva che lui lo facesse?

 

R. No.

 

D. Un’ultima domanda: vede il Signor Parlanti oggi in quest’aula, Signorina White?

 

R. Si.

 

D. E mi può descrivere cosa indossa?

 

R. Ha una maglietta blu con al di sotto una t-shirt bianca.

 

LA CORTE: Okay, indica l’imputato.

 

MR.ROMERO: Non ho altre domande, Vostro Onore.

 

LA CORTE: Scambiatevi.

 

 

ESAMINAZIOBE CROCIATA

 

 

DA PARTE DI MR. BAMIEH:

 

D. Salve, signora.

 

R. Salve.

 

D. Mi chiamo Ron Bamieh. Rappresento il Signor Parlanti. Capisce che è mio dovere ora farle domande in suo favore (di lui ndr). Capisce questo, signora?

 

R. Si.

 

D. Ed è importante che se lei non capisce cosa le sto chiedendo me lo faccia sapere. E’ d’accordo?

 

R. Si.

 

D. E che se lei risponde ad una domanda, lei è d’accordo sul fatto che noi presumiamo che lei abbia capito e che ha quindi risposto come meglio poteva; giusto?

 

R. Si.

 

D. Ha assunto qualche medicina oggi, signora?

 

MR.ROMERO: Obiezione. Non attinente.

 

LA CORTE: Respinta. Può rispondere, signora.

 

TESTIMONE: Prendo il Topamax

 

DA PARTE DI MR. BAMIEH:

 

D. A cosa serve?

 

R. Emicranie.

 

D. Okay. Qualcos’altro?

 

R. Imitrex.

 

D. A cosa serve?

 

R. Emicranie.

 

D. Qualcos’altro?

 

R. No.

 

D. Signora, sta prendendo qualche medicina contro la (sua) depressione?

R. Non ho la depressione.

 

D. Le è mai stata diagnosticata?

 

MR.ROMERO: Obiezione. Non attinente. 352.

 

LA CORTE: Respinta.

 

TESTIMONE: Non da parecchi anni.

 

DA PARTE DI MR. BAMIEH:

 

D. E’ vero che a lei è stata precedentemente diagnosticata la depressione?

 

R. Si.

 

D. E’ vero che lei ha assunto medicinali per la depressione?

 

R. Si.

 

D. Signora, lei ha vissuto nello stato del Texas; è giusto?

 

R. Si.

 

D. Ed anche nello stato dell’Oklahoma, è giusto?

 

R. Si.

 

D. E che è stata sposata; non è vero?

 

R. Si.

 

D. Il nome del signore con cui era sposata, per favore?

 

R. David.

 

MR.ROMERO: Obiezione. Non attinente. 352.

 

LA CORTE: Accolta.

 

MR. BAMIEH: Vostro Onore, come prova, vorrei dire che la testimone ha fatto accuse simili anche al suo ex-marito.

 

LA CORTE: Bè, glielo può chiedere senza per forza chiederle il nome. Non ho bisogno di sapere il nome del suo ex-marito.

 

MR. BAMIEH: Ecco, l’unico motivo è l’attinenza riferita nei termini della dichiarazione che ha fatto in quel caso. Ho bisogno di associare il nome con quello presente nella dichiarazione, così non si crea confusione.

 

LA CORTE: Okay. Revoco l’accoglimento. Può rispondere. Come si chiama il suo ex-marito, signora?

 

DA PARTE DI MR. BAMIEH:

 

D. Come si chiama, signora?

 

R. David Lynn White.

 

D. Adesso, signora, non è vero che quando lei era precedentemente sposata con il Signor White, lo ha accusato di averla picchiata severamente?

 

R. Si.

 

D. E lei lo ha messo per iscritto su una dichiarazione; non è vero?

 

R. Non sono sicura di quello che mi sta chiedendo.

 

D. In realtà, si ricorda compilare una dichiarazione dove afferma che il Signor White l’aveva colpita in volto dieci volte?

 

R. Non me lo ricordo, no.

 

D. Signora, si ricorda di aver fatto una dichiarazione nella quale afferma che il Signor White non la lasciava uscire di casa?

 

R. Io –- signore, questo è stato molti anni fa. Non mi ricordo di averlo detto, no.

 

D. Bè, quello era scritto nel suo atto di divorzio dal Signor White, non è vero?

 

R. E’ successo più di dieci anni fa. Non mi ricordo.

 

D. Signora, non era vero che lei ha affermato nel suo atto di divorzio che il Signor White la picchiava? Non è vero?

 

R. Si.

 

D. Non è vero che in quel divorzio lei è stata in grado di ottenere piena custodia del bambino avuto con lui?

 

R. No, non ho avuto piena custodia del mio bambino.

 

D. Non ha ottenuto piena custodia del bambino?

 

R. No, non l’ho avuta.

 

D. Non ha ottenuto un accordo favorevole sulla proprietà?

 

R. No.

 

D. Signora, lei ha incontrato il Signor Parlanti a Monterey; è giusto?

 

R. Si.

 

D. E lei lo ha conosciuto quando lui stava facendo azioni legali che coinvolgevano una certa Sandra Hollingsworth; è corretto?

 

R. Si.

 

D. In verità, lei era a conoscenza del fatto che nella primavera/estate del 2002 il Signor Parlanti stava facendo causa alla Signorina Hollingsworth, giusto?

 

R. Potrebbe ripetere la domanda, per favore.

 

D. Certamente. Nella primavera ed estate –- lei si è trasferita con il Signor Parlanti a Westlake; non è vero?

 

R. Si.

 

D. E quando esattamente si è trasferita a Westlake?

 

R. Credo fosse dicembre del 2001.

 

D. Okay. E in tutto quel periodo quando lei viveva con il Signor Parlanti, sapeva che lui stava facendo causa alla Signorina Hollingsworth, giusto?

R. Si.

 

D. In verità, lei aveva accesso ad un certo numero di verbali di polizia ed altro materiale, esatto?

 

R. Si.

 

D. Quando lei stava con il Signor Parlanti, sapeva che lui aveva un’amica in Italia che si chiamava Katia?

 

R. Si.

 

D. Okay. E’ stata coinvolta in uno scambio di email con Katia?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda qual era il suo indirizzo email all’epoca?

 

R. Becca131.

 

D. Era becca131@yahoo.com?

 

R. Mi pare, si.

 

D. Lei aveva anche un altro indirizzo email, beccarem@yahoo.com?

 

R. E’ possibile, si.

 

D. E si ricorda di essere stata coinvolta –- credo “coinvolta” sia la parola sbagliata –- ma si ricorda scambiarsi emails con Katia?

 

R. Si.

 

D. Okay. Adesso, questo fatto, è sua testimonianza dire che che è accaduto il 29 giugno del ’03 –- del ’02. Mi scusi. Ho sbagliato io.

 

R. Mi scusi. Riformuli la domanda.

 

D. Se ho sentito bene la sua testimonianza, il fatto da lei dichiarato è accaduto il 29 giugno del ’02.

 

R. ’02 o ’01? ’02. Si.

 

D. Mi scusi. L’ho vista guardare verso il Signor Romero e poi scuotere la testa. C’è stata forse qualche indicazione da parte sua?

 

R. No.

 

D. Okay. C’è forse una ragione per la quale lei ha guardato il Signor Romero in riferimento a quella domanda?

 

R. Preferisco guardare il Signor Romero che lei, signore.

 

D. Va bene. Ma stava cercando qualche indicazione da parte sua?

 

R. No.

 

D. Okay. Adesso, signora, quando lei è entrata dentro l’aula di tribunale, oggi, portava dei fogli con sè. Si ricorda?

 

R. Si.

 

D. E li ha dati al Signor Romero appena entrata.

 

R. Um-hmm.

 

D. Cos’erano quei fogli, signora?

 

R. Verbali.

 

D. Che verbali?

 

R. Verbali di polizia.

 

D. Delle sue deposizioni?

 

R. Si.

 

D. Li stavate rivedendo?

 

R. Si.

 

D. Okay. Perchè è vero, signora, che alcune di quelle cose che lei ha testimoniato non sono più così fresche nella sua mente, come invece lo erano nel, diciamo, giugno del ’02?

 

R. Vero.

D. Okay. E lei ha bisogno di rinfrescarsi la memoria sulle cose; giusto?

 

R. Si.

 

D. Quanto tempo ha riguardato questi verbali prima di venire in tribunale oggi?

 

R. Io –- ci sono tre verbali. Ne ho preso uno questa mattina alle nove.

 

D. Okay. E l’udienza è iniziata approssimativamente verso che ora, le dieci?

 

R. Approssimativamente, si.

 

MR.ROMERO: Vostro Onore, potrei interrompere un istante. Vorrei chiedere all’avvocato di fare le domande direttamente dal suo tavolo o di tenersi al suo lato della stanza. Mi distrae sentirlo camminare dietro di me.

 

MR. BAMIEH: Lo faccio da quattordici anni.

 

MR.ROMERO: Quello va bene, ma gli chiedo di farlo almeno in questa udienza preliminare –-

 

LA CORTE: Vada avanti.

 

DA PARTE DI MR. BAMIEH:

 

D. Riferito ai verbali che lei aveva, si ricorda cosa riguardassero? Specificatamente, che verbali stava leggendo signora?

 

R. I due verbali delle mie deposizioni e quello che ho scritto e mandato via fax.

 

D. Okay. Ora, si ricorda di aver mandato un fax al detective Riley dicendogli di andare a prendersi Carlo perchè lui stava per lasciare il Paese?

 

R. Mi scusi. Riformuli la domanda.

 

D. Si ricorda di aver mandato un fax al detective Riley dicendogli di andare a prendersi Carlo perchè lui stava per lasciare il Paese?

 

R. Non me lo ricordo.

 

D. Sa chi è il detective Riley, o non lo sa?

 

R. Si.

 

D. Ed è questo gentiluomo qui seduto accanto al Signor Romero?

 

R. Si.

 

D. Okay. Eventualmente lei ha parlato con il detective Riley delle accuse che sta facendo al Signor Parlanti; non è vero?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda di aver mandato un fax al detective Riley chiedendogli di arrestare il Signor Parlanti al lavoro ed al più presto?

 

R. Si.

 

D. Okay. Si ricorda di aver mandato quel fax il 22 luglio del 2002?

 

R. Non mi ricordo il giorno, no.

 

D. Mi permette di mostrarle qualcosa per rinfrescarle la memoria.

Le sto chiedendo di guardare quello e vedere se le si rinfresca la memoria per quanto riguarda i fatti e la data.

 

R. Okay

 

D. Le ha rinfrescato la memoria?

 

R. Um-hmm.

 

D. Si ricorda di aver mandato questo fax il 22 luglio del ‘02 chiedendo al detective Riley di arrestare il Signor Parlanti?

 

R. Mi ricordo di ever mandato quel fax, ma non mi ricordo che giorno fosse, si.

 

D. Okay.

MR. BAMIEH: E per record, ho già mostrato alla signora –- e questo potrebbe essere importante più in là –- una copia del timbro di Bates numero 37. Esatto?

 

MR.ROMERO: Esatto.

 

DA PARTE DI MR. BAMIEH:

 

D. Signorina White, il fatto è accaduto il 29 giugno del ’02, e lei non lo ha denunciato fino al 18 luglio del ’02; non è vero?

 

R. Credo di si.

 

D. Ed ha atteso, secondo la sua testimonianza, più di 20 giorni –- o 20 giorni per denunciare questo fatto. 20 giorni.

 

LA CORTE: Qual è la domanda?

 

DA PARTE DI MR. BAMIEH:

 

D. Non è vero che lei ha atteso 20 giorni per denunciare questo fatto? Esatto?

 

R. Si.

 

D. Non è per caso vero che durante quel periodo, il Signor Parlanti ha veramente lasciato lo Stato della California per lavoro?

 

R. Si.

 

D. Okay. E lei lo ha denunciato guidando dentro il commissariato; non è vero?

 

R. Si.

 

D. E quando lo ha denunciato, è vero che lei ha detto all’agente che ha inizialmente trascritto il fatto –- non il detective Riley ma l’agente che ha trascritto la denuncia all’inizio che la ragione per cui lei lo stava denunciando così tardi è perchè suo padre non l’avrebbe aiutata a meno che lei non denunciava questo incidente?

 

R. Si.

 

D. E quello che lei intendeva erano soldi; non è vero?

 

R. Si. Avevo bisogno di soldi per andare a casa.

 

D. E così per poter avere quei soldi, lei aveva bisogno di denunciare il fatto; non è così?

 

R. Si.

 

D. Ora, l’appartamento nel quale lei viveva con il Signor Parlanti, era a nome di lui, come scritto sul contratto di affitto?

 

R. Si.

 

D. E gli arredi in quell’appartamento, per la maggior parte appartenevano al Signor Parlanti, non è vero?

 

R. Si.

 

D. Lui pagava l’affitto, non è così?

 

R. Si.

 

D. Lui aveva quel lavoro alla Dole, non è vero?

 

R. Si.

 

D. Lei lavorava all’epoca, signora?

 

R. No.

 

D. E così il Signor Parlanti la stava mantenendo.

 

R. No.

 

D. Aveva altre fonti di mantenimento?

 

R. Avevo un pò di soldi da parte. Pagavo le mie spese.

 

D. Okay. Pagava l’affitto?

 

R. No.

 

D. Pagava le forniture?

 

R. No.

D. Comprava il cibo?

 

R. Compravo –- Ero a dieta. Compravo la maggior parte dei miei alimenti, si.

 

D. Quando –- il Signor Parlanti l’aveva informata, verso la fine di giugno del ’02 che si stava vedendo un’altra, non è vero?

 

R. No.

 

D. Non è vero, signora, che lei era turbata dal fatto che lui si stesse vedendo con un’altra? Veramente, lei aveva scoperto mesi prima che lui si stava vedendo con un’ altra, non è così?

 

R. Quello non è vero.

 

D. Non è vero che lei ha anche spedito un’email a Katia riguardo questo?

 

R. Questo –- questo non è vero.

 

D. Non è vero che lei ha mandato un’email a Katia chiedendole come avrebbe potuto sessualmente soddisfare meglio il Signor Parlanti?

 

R. Non è quello che diceva l’email.

 

D. Non è vero che lei ha chiesto a Katia in una email se il Signor Parlanti avrebbe gradito una danza erotica da parte sua?

 

R. Si.

 

D. E signora, non è vero che lei era estremamente arrabbiata con il Signor Parlanti perchè la stava lasciando?

 

R. No.

 

D. Non è vero che lei lo ha minacciato di chiamare il suo agente di libertà vigilata se l’avesse lasciata?

 

R. Lei era conoscenza del fatto  che lui fosse in libertà vigilata, non è vero?

 

D. Si.

 

D. E lei conosceva l’ufficiale che si occupava della sua libertà vigilata, non è vero?

 

R. Vagamente, si

 

D. Ecco, veramente –- vagamente. Lei sapeva il suo nome e numero di telefono.

 

R. Si.

 

D. Al momento dell’incidente, quando lei lo ha inizialmente denunciato, lei ha riportato che la data quando è successo il fatto era in verità, se la mia memoria è giusta, il 6 luglio del ’02; non è così?

 

R. Si.

 

D. Quando lei lo ha denunciato il 18 luglio, lei ha dichiarato che era accaduto il 6 luglio. Giusto?

 

R. Si.

 

D. Non è vero che lei si è resa conto che il Signor Parlanti non era presente per molti giorni dopo il 6 luglio perchè in viaggio per lavoro e quindi più tardi ha cambiato la data al 29 giugno?

 

R. Quello non ha niente a che fare con ciò. Ero confusa.

 

D. Ora, l’agente che ha accolto inizialmente la denuncia, le ha detto che un altro agente l’avrebbe poi contattata; non è così?

 

R. Non me lo ricordo.

 

D. Non è vero quindi che l’agente le ha detto che un altro poliziotto l’avrebbe ricontattata entro un giorno?

 

R. Non me lo ricordo.

 

D. Non è vero che il giorno dopo, quello successivo alla denuncia, lei stava lasciando la città?

 

R. Si.

 

D. Ha impacchettato tutte le sue cose, non è così?

 

R. La maggior parte, si.

 

D. E lei se ne stava andando quando il detective Riley –- si stava allontanando quando il detective Riley l’ha trovata.

 

R. Si.

 

D. L’ha veramente trovata in un parcheggio credo; è giusto?

 

R. No.

 

D. Okay. Potrei aver –- dove lo ricorda –- dove si ricorda aver incontrato il detective Riley per la prima volta?

 

R. In verità, lui non aveva capito. Ero dietro al mio appartamento quando mi stava cercando.

 

D. Okay. Dove si ricorda averlo incontrato per la prima volta, signora?

 

R. Mi ha chiamata, ed io stavo lasciando la città, così l’ho incontrato al –- è come un parco giochi lì a Westlake Village.

 

D. Si ricorda essere al –- Thousand Oaks Civic Arts Plaza?

 

R. Si, era lì.

 

D. Okay. Quindi è quello il parco giochi?

 

R. Si. Mi scusi.

 

D. Okay. E avete condotto un interrogatorio nel sedile posteriore della sua macchina (di lui ndr); è corretto?

 

R. Si.

 

D. E questo è successo il 19 luglio; non è così?

 

R. Si.

 

D. Ora, dopo questo –- quell’interrogatorio con il detective Riley, al momento lei descrisse gli eventi come sono accaduti, come lei dice adesso, il 29 giugno?

R. Per quanto ne so, si.

 

D. E presumo che, all’epoca, gli eventi erano  più “freschi” nella sua memoria che non oggi; non è così?

 

R. Si.

 

D. Ha dovuto rivedersi qualcosa prima di parlare col detective Riley quel giorno?

 

R. No.

 

D. Okay. Per esempio –- non si è rivista l’altro verbale, quello fatto il giorno precedente, prima di parlare con il detective Riley?

 

R. Mi ha fatto domande sul verbale precedente , si.

 

D. Okay. Ma non se lo è riguardata prima di parlare lui –-

 

R. No.

 

D. –- non è vero? Okay.

Adesso, quando lei parlò con il detective Riley, fu in grado di –- ecco, oggi ha fornito frasi dette dal Signor Parlanti –-

 

R. Um-hmm.

 

D. –- cose che lei ha detto, che lui le ha detto durante il fatto accaduto. Fu in grado di fornire le stesse identiche frasi quel giorno al detective Riley?

 

R. Il detective Riley non mi chiese nessuna frase.

 

D. Quindi lei non fu in grado di fornirgli le frasi quel giorno –- o, diciamo direttamente, non gliele ha fornite. Quest’ultimo punto è forse più accurato?

 

R. Non gliele diedi.

 

D. Ora, lei ha testimoniato che il 29 giugno, credo la mattina del 30, dovrebbe essere la mattina del 30 che lei non riusciva ad alzarsi.

 

R. Esatto.

 

D. Lei ha affermato di aver dormito per due giorni.

 

R. Si.

 

D. L’ho preso direttamente dalla sua testimonianza che –- forse l’ho interpretato male –- lei ha dormito per due giorni di seguito.

 

R. Si.

 

D. Ora, lei ha detto al detective Riley il 19 luglio che il giorno seguente, alle due, lei si alzò dal letto ed il Signor Parlanti le comprò del cibo. Si ricorda qualcosa?

 

R. Non è vero. Ho dormito per due giorni.

 

D. Okay. Quindi lei non si ricorda di aver detto al detective Riley il 19 luglio che quel giorno, il 30 giugno, il Signor Parlanti portò del cibo e glielo diede.

 

R. Non è vero.

 

D. Anche –- anche dopo questo fatto del 29 giugno con il Signor Parlanti, lei continuò a madare emails a Katia; giusto?

 

R. Non mi ricordo, ma forse si.

 

D. Non si ricorda di aver mandato una email a Katia dicendole –- e questa è una sua frase –- che il Signor Parlanti aveva il più bel “cazzo” che lei avesse mai sentito fra le gambe?

 

R. Si, mi ricordo di questo.

 

D. Quello successe dopo il fatto; non è così?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda di aver mandato un’email a Katia per farle sapere che lei ancora amava tantissimo il Signor Parlanti?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda che, subito dopo aver mandato quel fax al detective Riley, di aver spedito un’email a Miss –- Katia dicendole di scovare Carlo?

R. Non me lo ricordo.

 

D. Non si ricorda che quello era ciò che desiderava allora?

 

R. No.

 

D. Voleva che lui venisse catturato.

 

R. Si.

 

D. Voleva che lui fosse catturato e processato per ciò che le aveva fatto; non è così?

 

R. Si.

 

D. Non c’è modo che lei lo avesse avvertito di scappare, che la polizia lo stava ricercando.

 

R. No.

 

D. Okay. La foto che si è fatta, nessuno l’ha aiutata a scattarsela, signora?

 

R. No.

 

D. La scattò, se ho capito bene la sua testimonianza, tre giorni dopo il fatto; giusto?

 

R. Era il mercoledì dopo, si.

 

D. Okay. Quindi se questo fatto è successo di sabato, mi faccia capire è stato sabato mattina o pomeriggio? Voglio tornare indietro sulla testimonianza per raddrizzare i fatti.

Lei ha detto nella sua testimonianza che quando questo fatto è inizialmente accaduto era ancora giorno fuori; esatto?

 

R. Si.

 

D. Okay. Era in quel sabato –- come lo vogliamo chiamare –-nel pomeriggio prima che facesse buio?

 

R. Si.

 

D. Okay. E lei si ricorda che il fatto è accaduto prima che facesse buio ma si ricorda, poi, per esempio, verso che ora è avvenuto l’ultimo incontro sessuale con il Signor Parlanti?

 

R. Era forse verso mezzanotte.

 

D. Okay. Quindi verso le prime ore del mattino di domenica –-

 

R. Si.

 

D. –- giusto?

E quando lei dice tre giorni dopo, si riferisce a tre giorni a partire da domenica o tre giorni a partire da sabato?

 

R. Da domenica.

 

D. Okay. Quindi approssimativamente il 3 luglio è stato il giorno della foto; esatto?

 

R. Approssimativamente, si.

 

D. E lei aveva una qualche ragione per scattare quella foto, signora?

 

R. Avevo deciso che l’avrei denunciato.

 

D. Il 3 luglio?

 

R. Si.

 

D. Ora, è vero che –- è nella sua testimonianza che il Signor Parlanti fosse a casa durante questo periodo di tempo, intorno al 4 di luglio?

 

R. Si.

 

D. Era a casa tutto il tempo, o andava al lavoro?

 

R. Andava al lavoro.

 

D. Okay. E quando andava al lavoro, lei restava sola in casa?

 

R. Si.

 

D. E durante quel periodo, lei poteva benissimo andare al commissariato o chiamare la polizia; giusto?

 

R. Se avessi potuto camminare o sedere al lungo per poter guidare, allora si.

 

D. Okay. Quindi diciamo dal 29 luglio –- mi scusi –- dal 29 giugno al 3 luglio, è sua testimonianza che non avrebbe potuto camminare?

 

R. Non come una persona normale, no. Mi faceva male.

 

D. Okay. Avrebbe potuto comporre numeri sul telefono?

 

R. Si.

 

D. Bene. Chiamò la polizia?

 

R. No.

 

D. Lei però ha parlato con sua madre e sua figlia durante quel periodo di tempo, non è vero?

 

R. Dal mio cellulare, si.

 

D. E non è vero che lei disse loro che era caduta dalle scale?

 

R. Dal telefono normale (di casa ndr), si

 

D. E dal cellulare?

 

R. Quando parlai con loro al cellulare dissi loro la verità.

 

D. Okay. Quando lei parlò con la polizia, comunque, riferì loro solamente la conversazione avuta al telefono di casa –-

 

R. Um-hmm.

 

D. –- esatto?

 

R. Si.

 

D. Lei non disse mai alla polizia della telefonata al cellulare con sua madre e sua sorella dove disse loro la verità; non lo fece?

 

R. Si.

 

D. Glielo riferì?

 

R. Ho dovuto perchè mia figlia il giorno dopo mi avrebbe dovuta aiutare ad andarmene dall’appartamento. Non potevo sollevare niente.

 

D. Bene. Mi faccia solamente essere sicuro di aver capito bene perchè voglio essere certo che non ci siano incompresioni tra di noi.

E’ sua testimonianza che lei parlò col primo agente il cui nome credo fosse, se lei si ricorda, Fullerton; esatto?

 

R. Mi sembra.

 

D. Mentre il giorno dopo fu il detective Riley.

 

R. Si.

 

D. Il giorno dopo quando lei parlò con il detective Riley, durante una di quelle due conversazioni, lei disse ad uno di loro –- non le sto chiedendo di dirmi chi fosse –- che aveva raccontato a sua madre e sua sorella la verità riguardo quello che le era successo.

 

R. Presumo di averlo fatto.

 

D. Okay. E si ricorda di aver detto loro delle conversazioni che lei aveva avuto al telefono con loro?

 

R. Si.

 

D. E si ricorda di aver detto loro (alla polizia ndr) che li aveva inizialmente mentito?

 

R. Si.

 

D. Okay. Ma, ritornando al 3 luglio, signora, con quelle foto era ovviamente suo intendo denunciare il Signor Parlanti.

 

R. Si.

D. Okay. Quindi suo padre le aveva offerto dei soldi prima del 3 luglio?

 

R. No.

 

D. Okay. Quindi quando lei più tardi ha detto che suo padre –- che lei aveva denunciato il Signor Parlanti, che lei era andata al commissariato altrimenti suo padre non l’avrebbe aiutata, quando è avvenuta quella telefonata con suo padre?

 

R. Se potrei dire una cosa, signore.

 

D. No, non può. Può però rispondere alla domanda, prego.

 

R. Mi scusi. Mi rifaccia la domanda.

 

D. Quando è avvenuta la telefonata con suo padre nella quale lui le ha detto che non l’avrebbe aiutata a meno che non avrebbe denunciato il Signor Parlanti?

 

R. Credo che fosse il 16.

 

D. Ora, tra il 29 e, diciamo, il 16 –- partiamo dal 30. Mi scusi. Mi correggo, dal 30 giugno al 16 luglio del ’02. durante quell’arco di tempo il Signor Parlanti, come lei ha testimoniato, viveva con lei a quell’indirizzo di Westlake.

 

R. Si.

 

D. E andava e veniva?

 

R. Si.

 

D. E lei rimaneva nell’appartamento?

 

R. Si.

 

D. E’ mai uscita dall’appartamento?

 

R. Occasionalmente.

 

D. Per mettere fuori la spazzatura?  

 

R. Si.

 

D. Fare il bucato?

 

R. Si.

 

D. Okay. Durante quel periodo, ha visto altri residenti del palazzo?

 

R. Si.

 

D. E sempre durante quel periodo, ha detto loro cosa le era successo?

 

R. Ho mentito.

 

D. Ha detto che era caduta dalle scale?

 

R. Si.

 

D. Quindi, apparentemente, qualcuno le ha chiesto cosa le fosse successo.

 

R. Si. Era chiaro che c’era qualcosa che non andava.

 

D. Okay. Quindi era ovvio a chiunque la guardasse che lei aveva quelle ferite; giusto?

 

R. Si.

 

D. Perciò se qualcuno l’avesse vista durante quel periodo, avrebbero certamente visto quei lividi sulla faccia; giusto?

 

R. Si.

 

D. Neppure gli occhiali da sole avrebbero potuto coprirli, da come si può vedere da queste foto.

 

R. Se uno aveva grandi occhiali da sole addosso, si.

 

D. Avrebbero anche coperto il mento?

 

R. No.

 

D. Perchè ho visto un grande livido sul suo mento, signora.

 

R. Vero.

 

D. Quindi gli occhiali da sole –- Cioè, quello era un livido molto visibile a mio parere. Gli occhiali non avrebbero potuto coprirlo; esatto?

 

R. No.

 

D. Okay. Quindi quel livido –- deduco che anche quando usciva dall’appartamento, indossava grandi occhiali da sole. E’ l’illazione che lei ha fatto.

 

R. Mi riferivo al livido sull’occhio. Inoltre mettevo del trucco, tanto trucco.

 

D. Okay. Perchè voleva coprirlo?

 

R. Si.

 

D. Perchè lei non voleva che le persone sapesso che era stata ferita.

 

R. Perchè Carlo mi disse di coprirlo.

 

D. Okay. Quindi le era stato ordinato di coprirlo.

 

R. Um-hmm.

 

D. E’ un si?

 

R. Si.

 

D. Quindi Carlo lasciava l’appartamento. Andava a lavorare durante questo periodo di tempo; giusto?

 

R. Si.

 

D. Rimaneva a lavoro per otto, nove ore ogni volta. Esatto?

 

R. Qualche volta, si.

 

D. E durante quel periodo –- a proposito, questo succcedeva dopo il 3 luglio, non è vero?

 

R. Mi scusi?

 

D. Andava a lavorare dopo il 3 luglio, il che significa tra il 3 ed luglio ed il 16; esatto?

 

R. Si.

 

D. E durante quel periodo, lui era al lavoro quando lei ha deciso di denunciarlo, non è vero che lei non ha mai chiamato la polizia?

 

R. Vero.

 

D. Quei lacci di cui lei ha parlato –- lei ha testimoniato che la prima volta che lui l’ha legata, l’ha legata molto stretta, poi eventualmente ha dovuto tagliare quei lacci. Non è vero?

 

R. Si.

 

D. E poi c’è stata una seconda volta in cui l’ha legata.

 

R. Si.

 

D. E poi ha tagliato anche questi lacci.

 

R. Si.

 

D. Okay. Ed ogni volta che ha tagliato questi lacci, è andato e ne ha presi di nuovi?

 

R. Si.

 

D. O li aveva in camera da letto?

 

R. Erano nell’armadio all’ingresso.

 

D. Della sua stanza dov’era il letto?

 

R. No.

 

D. I lacci che sono stati tagliati, li ha conservati?

 

R. Se ne occupava lui.

 

D. (Lui) li ha buttati?

 

R. Si.

 

D. Sa dove li ha gettati?

 

R. Sono sicura che li ha buttati nella spazzatura.

D. E come fa ad esserne così sicura?

 

R. Perchè mise fuori la spazzatura.

 

D. Lei lo ha visto farlo?

 

R. Quando fui in grado di alzarmi e camminare, la spazzatura era stata messa fuori.

 

D. Quando fu in grado di alzarsi e camminare, quanti giorni dopo il fatto?

 

R. Il terzo.

 

D. Si ricorda di aver detto al detective Riley di essersi alzata e camminato il giorno dopo per farsi una tazza di caffè di mattina?

 

R. Quello –- non mi sono alzata il giorno dopo. C’è stato uno sbaglio.

 

D. Quindi, se ha detto quello al detective Riley, allora ha commesso uno sbaglio quella volta?

 

R. Si.

 

D. E’ vero che spedì emails a Katia diverse volte, letteralmente più di venti, dopo questo –- dopo gli eventi da lei testimoniati?

 

R. E’ possibile, si.

 

D. Okay. E in alcune di queste emails, lei ammise come Carlo l’avesse picchiata; non è vero?

 

R. Si.

 

D. Ma non ha mai detto che l’aveva violentata sessualmente; esatto?

 

R. Mi avrebbe creduta? No, non lo feci.

 

D. Okay.

 

R. Veramente credo ci fosse una email dove le dissi che mi aveva stuprata.

 

D. Crede ci fosse un’email dove lui le disse –-

 

R. Si.

 

D. -- che non l’aveva violentata? Okay.

 

R. Si.

 

D. E tutte le volte che mandò emails a Katia, non le disse piuttosto frequentemente quanto lei amasse Carlo e lo rivolesse indietro?

 

R. Si. Stavo cercando di provocarla per vedere se lei mi avrebbe detto dove –- se lei sapeva dove fosse lui. E verso la fine, capii che lui era lì dal modo in cui lei mi rispondeva.

 

D. Okay. Quindi il solo intento che aveva con quelle email era quello di sapere dove fosse il Signor Parlanti?

 

R. Esatto.

 

D. Quindi quando lei mandò un’email a Katia dicendole di dire a Carlo di scappare, era in realtà suo intento denunciare Carlo?

 

R. Si.

 

D. Okay. Tra il momento in cui avvenì il fatto ed il momento in cui denunciò –- in cui andò dalla polizia e depose il verbale, il suo primo verbale, non è vero che disse al detective Riley che lei aveva avuto rapporti consensuali con il Signor Parlanti almeno per tre volte?

 

R. Si.

 

D. E questo è stato dopo che ha detto che lui aveva fatto sesso con lei senza il suo consenso?

 

R. Mi scusi. Ripeta la domanda.

 

D. Lei ha avuto –- lei disse al detective Riley che dopo che il Signor Parlanti aveva fatto sesso con lei senza il suo consenso, lei aveva avuto almeno tre rapporti sessuali –- tre volte dove lei aveva fatto sesso con lui consensualmente; non è così?

 

R. Si.

 

D. Adesso, durante la volta dove lei ha testimoniato che ci fu –- quando lei fu inizialmente picchiata, come ha detto, dal Signor Parlanti, lei ha riferito di aver ad un certo punto gridato quella sera.

 

R. Si.

 

D. Deduco che quando lei dice “strillato”, intende con il massimo della voce, gridando più forte che può.

 

R. Si.

 

D. Adesso...lei vive in un appartamento, giusto?

 

R. Si.

 

D. E la porta accanto alla sua è un altro appartamento.

 

R. Si.

 

D. Su entrambi i lati; esatto?

 

R. Due sopra ed uno accanto.

 

D. Quello che  –- lo chiamerei –- un complesso residenziale.

 

R. Si.

 

D. Okay. Da ciò che ho capito lei viveva lì, prima del fatto, da almeno sette mesi?

 

R. Si.

 

D. Okay. E durante il periodo in cui ci viveva, lei sentiva molto spesso i suoi vicini, per esempio, avere musica a tutto volume.

 

R. Si.

 

D. Anche parlare ad alta voce.

 

R. Si.

 

D. Quindi, per usare termini semplici, c’erano muri un pò sottili lì.

 

R. Riuscivo a sentirli solamente quando eravamo nella camera da letto. La loro stanza era proprio sopra la nostra camera.

 

D. Okay. Non riusciva a sentirli –- però riusciva in qualche modo a sentirli dal suo appartamento, i vicini intendo; non è così?

 

R. Si.

 

D. Okay. Lei disse alla polizia che stava gridando così forte che fosse sicura che i vicini l’avessero sentita; esatto?

 

R. Si.

 

D. Inoltre, dopo il fatto lei aveva iniziato a mandare delle email al Signor Parlanti; giusto?

 

R. Si. Gli spedivo email tutti i giorni.

 

D. Okay. E si ricorda di avergli mandato un’email nella quale gli chiedeva di perdonarla per quello che gli aveva fatto?

 

R. Si.

 

D. Ora, la notte quando successe il fatto, ha testimoniato che anche lei aveva bevuto un pò di vino rosso; è giusto?

 

R. Era vino bianco. Bevevamo sempre lo Chardonnay. Ed io non ho mai –- non ne ho mai a mala pena bevuto più di un bicchiere.

 

D. Okay. E lei ha detto –- ha testimoniato che il Signor Parlanti bevve dai sei agli otto bicchieri di vino.

 

R. Si.

 

D. Ma prima di testimoniarlo, lei ha detto di non averli contati.

 

R. Approssimativamente. Erano due litri la bottiglia ndr). Cioè, sei-otto bicchieri probabilmente equivalgono ad un litro, o due litri.

 

D. Quindi ciò è basato su una sua stima?

 

R. Si.

 

D. Ora, lei ha anche testimoniato che quando l’atto di violenza è cominciato, il Signor Parlanti le ha sbattuto la testa contro il quadro per messaggi 30 volte. Si ricorda di averlo di detto?

 

R. Si.

 

D. Non è vero che lei disse all’agente Fullerton che il Signor Parlanti le aveva sbattuto la testa 10 volte?

 

R. Mi ricordo di avergli detto che mi aveva schiaffeggiata 10 volte.

 

D. Si ricorda di aver detto a Fullerton che il Signor Parlanti le aveva sbattuto la testa 10 volte?

 

R.  Mi ricordo di avergli detto che mi aveva schiaffeggiata 10 volte.

 

D. Signora, si trova attualmente sotto cura psichiatrica?

 

R. No.

 

D. Quando è stata l’ultima volta che ha visto uno psichiatra?

 

R. 1995.

 

D. Signora, si ricorda di aver fatto causa ad una compagnia, in Texas, chiamata Filk International per una “scivolata e caduta”?

 

R. Cosa?

 

D. Si ricorda di aver fatto causa ad una compagnia, in Texas, chiamata Filk International per una “scivolata e caduta”?

 

MR.ROMERO: Obiezione. Rilevanza e 352.

LA CORTE: Bè, credo si stia per connettere con qualcosa di rilevante, quindi la prendo come un domanda di connessione a qualcosa di rilevante. Se non si connette, la scartiamo.

Può rispondere, signora.

 

TESTIMONE: Non me lo ricordo, no.

 

DA PARTE DI MR. BAMIEH:

 

D. Okay. Si ricorda di avere uno studio legale che fece una causa a quella compagnia per una caduta che le era accaduta sul posto di lavoro e per la quale si ruppe le costole?

 

R. No. Non è vero.

 

D. Signora, lei ha tetsimoniato che –- mi permetta di chiederle questo: all’epoca del 29 giugno del ’02, lei credeva che il Signor Parlanti stesse avendo un’altra relazione?

 

R. Che stava uscendo con un’altra donna?

 

D. Si, avere una relazione, uscire con un’altra di nascosto.

 

R. No.

 

D. Okay. Sa chi è Cecilia?

 

R. Si.

 

D. Okay. E chi è Cecilia, signora?

 

R. Lavora per Dole Foods in –- credo in Mississipi.

 

D. Okay. Sapeva di lei il 29 giugno del ’02?

 

R. Si.

 

D. Non è vero che aveva accusato il Signor Parlanti di andare a letto con lei?

 

R. Si.

 

D. Non è vero che credeva che lui stesse andando a letto con lei?

 

R. So che lui ha passato una notte o due con lei.

 

D. Mi scusi?

 

R. So che lui ha passato una notte o due con lei.

 

D. Con lei?

 

R. Si.

 

D. Quindi, il 29 giugno del ’02 lei sapeva che il Signor Parlanti andava a letto con un’altra donna; non è così?

 

R. Si.

 

D. Okay. Era turbata al riguardo, o no signora? Si dimentichi ciò che ho detto.

Quando si trasferì da Monterey, lei stava –- okay, aveva una casa in Monterey, giusto?

 

R. Si.

 

D. Ci viveva con qualcuno o da sola?

 

R. Vivevo con mia figlia.

 

D. Okay. E si è trasferita da Monterey a Westlake perchè voleva stare con il Signor Parkanti. E’ giusto^

 

R. Si.

 

D. Non si trasferì per lavoro, si trasferì per amore; non è vero?

 

R. Stavo cercando un lavoro per aiutarlo, per aiutarci entrambi.

 

D. Ma la principale ragione per cui si trasferì fu perchè era innamorata del Signor Parlanti; vero?

 

R. Si. Amavo il Signor Parlanti.

 

D. Giusto. E lei lo amava, diciamo, a giugno del ’02; non è così?

 

R. Si, lo amavo.

 

D. Quindi quando lei ha sentito e scoperto che lui andava a letto con un’altra donna si agitò, non è così?

 

R. Si.

 

D. In verità, la cosa la fece arrabbiare.

 

R. No. Non sono una persona gelosa.

 

D. Non lo è?

 

R. No.

 

D. Quindi non ci sarebbero emails, per esempio, da parte sua a Cecilia dove lei apparirebbe gelosa?

 

R. Mandai delle emails a Cecilia, si.

 

D. E non darebbe l’impressione, secondo lei, a qualcuno che leggesse quelle emails che lei fosse gelosa?

 

R. A qualcheddun altro, si.

 

D. Okay. Non ha usato in quelle emails parole che avrebbero offeso Cecilia?

 

R. Potrei averlo fatto, si.

 

D. E non le avrebbe detto di stare lontana da Carlo, che lui era suo, o parole di simile effetto?

 

R. Si, potrei averlo fatto.

 

D. Okay. Quindi lei concorda sul fatto che a chiunque avesse letto quelle emails lei sarebbe apparsa gelosa?

 

R. Si.

 

D. Okay. E –- perchè lei era gelosa. Lei era arrabbiata.

 

R. Ero arrabbiata, si.

 

D. Okay. Sa dove –- sapeva dov’era il Signor Parlanti il giorno in cui lo ha denunciato?

 

R. Era a Gulfport, in Mississipi.

 

D. Con chi?

 

R. Era al lavoro.

 

D. Su, signora. Con chi? Lei sa benissimo con chi era.

 

R. Forse era con –- con –-

 

D. Inizia con la C.

 

R. Con lei.

 

D. Si. E lei lo sapeva, o no?

 

R. Si.

 

D. Ed era arrabbiata al riguardo, giusto?

 

R. Quello non aveva niente a che fare con la ragione per cui lo denunciai.

 

D. Davvero? Lasciò forse un messaggio al cellulare del Signor Parlanti riguardo ciò?

 

R. No.

 

D. Okay. Si ricorda qual era il suo (di lei ndr) numero di cellulare?

 

R. No, non me lo ricordo.

 

D. Il suo numero di telefono allora.

 

R. Non me lo ricordo.

 

MR. BAMIEH: Non ho altre domande, Vostro Onore.

 

LA CORTE: Ridiretto.

 

MR.ROMERO: Si, Vostro Onore.

 

 

ESAMINAZIONE RIDIRETTA

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. Signorina White, quando lei riportò il fatto alla polizia a Maggio -- credo fosse il 18 maggio del 2002 –-

 

MR. BAMIEH: Scusate. Credo che il Signor Romero stia sbagliando le date.

 

MR.ROMERO: Scusatemi.

 

D. Il 18 luglio del 2002, quando lei riportò il fatto alla polizia, si ricorda quando è andata al dipartimento di polizia?

 

MR. BAMIEH: Devo obiettare. Penso che abbia sbagliato la data di un giorno.

 

MR. ROMERO: Credo abbia ragione.

 

(pausa)

 

LA CORTE: Vada avanti.

 

MR.ROMERO: Okay.

 

D. Quando lei inizialmente denunciò il fatto alla polizia, ancora amava il Signor Parlanti?

 

R. Si.

 

D. Ed ebbe –- fu difficile per lei denunciare quell’abuso alla polizia?

 

R. Fu molto difficile.

 

D. E dopo aver denunciato il fatto alla polizia, lei lasciò la zona. Esatto?

 

R. Si.

 

D. Il Signor Parlanti –- mi dica si o no. Il Signor Parlanti provò a chiamarla?

 

R. Si.

 

D. Provò lei ha chiamare il Signor Parlanti?

 

R. No.

 

D. E’ corretto dire che le ci volle molto per dimenticare ciò che provava per il Signor Parlanti?

 

R. Si.

 

D. Ora, lei ha testimoniato che il Signor Parlanti le aveva detto di mettersi del trucco per coprire i lividi che aveva in faccia; è esatto?

 

R. Si.

 

D. E lo faceva ogni volta che usciva?

 

R. Si.

 

D. Lo metteva anche quando si trovava nell’appartamento?

 

R. Si.

 

D. Lei ha testimoniato che dopo il fatto del 29 giugno 2002, ebbe un rapporto consensuale con il Signor Parlanti. Si ricorda?

 

R. Si.

 

D. E mi pare l’avvocato le abbia chiesto se lei aveva avuto tre diversi rapporti consensuali con il Signor Parlanti.

 

R. Si.

 

D. Ora, mi può per cortesia dire cosa intende quando dice “rapporto consensuale” con il Signor Parlanti?

 

R. Che non ho opposto resistenza.

 

D. Fu lei a chiedere al Signor Parlanti di fare sesso?

 

R. No.

 

D. Fu quindi il Signor Parlanti a prendere l’iniziativa?

 

R. Si.

 

D. Lei ha tetsimoniato che il 29 giugno 2002 il Signor Parlanti, all’inizio del fatto, le sbattè la testa contro il quadro per messaggi; esatto?

 

R. Si.

 

D. E che il Signor Parlanti le mise le mani sulla gola e cercò di soffocarla; giusto?

 

R. Si.

 

D. E fu durante quel momento o dopo che lei iniziò a gridare?

 

R. Si.

 

D. Si ricorda, ora che è seduta in quest’aula a testimoniare, quanto forte gridò?

 

R. Strillai più forte che potei.

 

D. Si ricorda quanto forte ha gridato, ora che è seduta in quest’aula?

 

R. Non capisco ciò che mi sta chiedendo.

 

D. Si ricorda se dopo che il Signor Parlanti le mise le mani attorno alla gola, ebbe qualche difficoltà a parlare?

 

R. Si, certo.

 

D. E credo che lei abbia testimoniato che rimase a letto per due giorni dopo quel fatto.

 

R. Si.

 

D. Adesso, quando, durante la sua relazione con il Signor Parlanti, ha scoperto che lui si stava vedendo con quest’altra persona, Cecilia del Mississipi?

 

R. Flirtava con lei al telefono nel nostro appartamento, e la stuzzicava. Stuzzicava anche a me riguardo lei, così ho fatto due più due.

 

D. Lasci che le chieda questo: si ricorda in che mese del 2002 lei scoprì che il Signor Parlanti aveva una relazione amorosa con Cecilia?

 

R. Fu quando lui era a Denver. Credo fosse l’inizio di giugno.

 

D. Giugno del 2002?

 

R. Si.

 

D. E si ricorda quando iniziò a mandare emails a Cecilia?

 

R. Veramente non mi ricordo di averle spedito nessuna email fino a quando lasciai la California

 

D. Durante la sua relazione con il Signor Parlanti, ha mai sospettato che il Signor Parlanti stesse avendo relazioni sentimentali con qualche altra persona, a parte lei e Cecilia?

 

R. Una volta, si.

 

D. Quindi è corretto dire che durante il suo rapporto con il Signor Parlanti, lui aveva diverse relazioni con altre donne?

 

R. Si.

 

D. Lei però continuò comunque il suo rapporto con il Signor Parlanti; esatto?

 

R. Si.

 

D. E perchè lo fece?

 

MR. BAMIEH: Obiezione. Irrilevante.

 

LA CORTE: Bè, avrebbe forse potuto esserlo prima, ma adesso lei deve rispondere, signora.

 

TESTIMONE: Stavo cercando di conquistare Carlo totalmente.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. Lo amava così tanto?

 

R. Lo amavo così tanto.

 

D. E’ giusto dire che le avrebbe dato –- ritiratela.

 

Ora, la testimonianza che lei ha dato oggi riguardo il fatto accaduto il 29 giugno, è come meglio è riuscita a ricordarsela?

R. Si.

 

D. E’ stata insincera durante la sua testimonianza?

 

R. No.

 

D. Denunciò questo fatto alla polizia perchè era arrabbiata con il Signor Parlanti perchè pensava lui avesse una relazione con Cecilia?

 

R. No.

 

D. Sta falsificando queste deposizioni per farla pagare al Signor Parlanti –-

 

MR. BAMIEH: Obiezione. Irrilevante.

 

LA CORTE: E’ credibile.

 

E’ quasi mezzogiorno. Quanto le è rimasto, Signor Romero?

 

MR.ROMERO: Questa è l’ultima domanda, Vostro Onore.

 

LA CORTE: Non mi pare l’abbia finita. Perchè non la riformula.

 

DA PARTE DI MR.ROMERO:

 

D. Signorina White, ha denunciato e si è inventata il fatto del 29 giugno 2002 solo perchè era arrabbiata con il Signor Parlanti?

 

R. No. L’ho denunciato perchè so che quello che mi ha fatto è vero ma anche perchè se non lo avessi fermato, avrebbe eventualmente ammazzato qualcuno.

 

MR. BAMIEH: Obiezione. Speculazioni. Irrilevante.

 

LA CORTE: Potrei risentire la risposta, per favore.

 

(si rilegge la risposta)

 

Tutto quello che viene dopo “vero” è scartato, a partire dalla parola “ma”.

 

MR.ROMERO: Okay. Non ho altre domande, Vostro Onore.

 

LA CORTE: Ha qualcos’altro da chiedere?

 

MR. BAMIEH: No.

 

LA CORTE: La ringrazio, signora. Può scendere.

Ha qualche altro testimone?

 

MR.ROMERO: No, Vostro Onore.

 

LA CORTE: L’accusa si ritira?

 

MR.ROMERO: L’accusa si ritira.

 

LA CORTE: Avete qualche altra evidenza?

 

MR. BAMIEH: Non da parte della difesa, no. Neppure da parte degli altri.

 

LA CORTE: No. Per questo l’ho chiesto.

Vuole rimettere il caso?

 

MR.ROMERO: Vorrei rimettere il caso alla corte, Vostro Onore, a meno che lei non voglia sentire l’argomentazione riguardo un capo d’accusa.

 

LA CORTE: Rimesso?

 

MR. BAMIEH: Solo per dire nel record –- lei deve basare la sua decisione sulla credibilità della testimone, e mi pare che ella sia apparsa non credibile diverse volte.

 

LA CORTE: Bene. Per quanto riguarda questa preliminare, appare ovvio a questa Corte dall’evidenza presentata in questa udienza, che c’è sufficiente prova per credere che le offese riportate dall’accusa siano state commesse e che perciò l’imputato è colpevole. La Corte tratterrà l’imputato per le udienze in Corte Superiore.

Scegliete una data.

 

MR. BAMIEH: Potrei avere un minuto?

 

LA CORTE: Certo. Stavo pensando il 9 di settembre, ma qualsisi data va bene se accompagnata da opportuna deroga.

 

MR. BAMIEH: Se il Signor Romero è d’accordo per il 12 di settembre, preferirei quella data.

 

LA CORTE: Mi scusi?

 

MR. BAMIEH: Se il Signor Romero è d’accordo per il 12 di settembre, preferirei  quella data.

 

LA CORTE: Va bene per lei, Signor Romero?

 

MR.ROMERO: Va benissimo, Vostro Onore.

 

LA CORTE: D’accordo. Signor Parlanti, la legge richiede che l’accusa registri –- la dichiarazione in Corte Superiore, 15 giorni a partire dalla data di oggi. Il suo avvocato ha chiesto che stabilissimo come data il 12 di settembre, che va oltre questo periodo di tempo. Le vorrei chiedere se per lei va bene rinunciare al diritto che ha nei confronti dell’accusa di registrare le informazioni entro 5 giorni a partire da oggi e registrarle il 12 settembre.

 

L’IMPUTATO: Si, sono d’accordo.

 

LA CORTE: Lei può avere anche il diritto di fare la sua prima presenza in Corte Superiore entro –- e dico “può avere” perchè nessuno mi ha mai dato nessuna conferma che dice questo –- ma può avere il diritto di presnetarsi in Corte Superiore entro 15 giorni dalla data di oggi. Acconsente a rinunciare a tale diritto e presentarsi in Corte il 12 di settembre?

 

L’IMPUTATO: Si, acconsento.

 

LA CORTE: Avvocato, per lei va bene?

 

MR. BAMIEH: Si.

 

LA CORTE: Vi ringrazio. Il 12 settembre aula 13 alle 9? E’ ciò che vogliamo fare?

 

MR.ROMERO: Le 13:30, Vostro Onore.

 

LA CORTE: Le 13:30?

 

MR.ROMERO: Si.

 

LA CORTE: Okay. Alle 13.30 in Aula 13. La cauzione rimane a zero. Vi ringrazio.

 

MR. BAMIEH: La ringrazio.